logo_print

Radice di rafano nero, un ingrediente aromatico

Radice di rafano nero
Stampa

Le principali caratteristiche della radice di rafano nero

La radice di rafano nero si presenta come una bulbo rotondo, pieno e dalla consistenza non troppo morbida, ha un sapore aromatico, forte ma non pungente. La pianta è perenne, dunque cresce in tutti i periodi dell’anno. E’ molto resistente e versatile, ma preferisce i climi leggermente umidi e discretamente freddi. Per esempio, cresce rigogliosa negli orti di montagna. Per quanto concerne il suolo, esso è bene che sia compatto, ben drenato ma non acquoso. Sul piano nutrizionale, la radice di rafano nero regala più di qualche soddisfazione. E’ ricca di vitamina C, che esercita un impatto positivo sul sistema immunitario, come di antocianine, delle sostanze antiossidanti che limitano gli effetti dei radicali liberi e agiscono in funzione anticancro. Alla radice di rafano nero sono attribuite funzioni digestive, coleretiche, diuretiche e debolmente lassative.

La radice, poi, è ricca di potassio, sostanza che tradizionalmente ricopre una funzione energizzante. Sono state dimostrate, inoltre, spiccate capacità antinfiammatorie, per quanto inferiori a quelle dello zenzero, che da questo punto di vista appare insuperabile. Di recente alcuni studi hanno confermato una credenza tramandata dalla tradizione, ossia l’impatto positivo del rafano nero sul fegato. Infatti, la sua radice può essere considerata un ottimo drenante epatico. Inoltre, stimola la secrezione biliare e lo smaltimento della bile stessa. Alla luce di ciò, al rafano nero va attribuita una spiccata funzione depurativa. Ciò comporta, tra l’altro, un’azione benefica sui sintomi causati da uno squilibrio epatico, come la stanchezza e l’emicrania.

Radice di rafano nero

Le differenti varietà

Il rafano nero (e quindi la sua radice) è di per sé una varietà, e per la precisione del rafano vero e proprio, che ha un sapore meno aromatico e presenta una coloritura verde brillante. Tuttavia, del rafano nero si segnalano due sotto-tipologie.

  • Rafano nero standard. Il bulbo è quasi perfettamente rotondo e dalla consistenza quasi morbida. Il sapore è forte, ma solo moderatamente pungente.
  • Rafano nero longitudinale. La forma è allungata e le dimensioni un po’ più accentuate. Inoltre, la consistenza risulta più dura e il sapore molto più aromatico, forte e pungente.

Il rafano nero, di norma, è più piccante del rafano standard, che già di per sé spicca per questa caratteristica. Il suo consumo, dunque, dovrebbe essere moderato. Questa raccomandazione riguarda soprattutto per chi soffre di patologie che coinvolgono le mucose gastriche, il riferimento è alla gastrite, all’ulcera e alla gastroenterocolite. Sono interessati anche coloro che soffrono di infiammazioni, magari di origine infettiva. Infine, l’abuso di rafano nero è sconsigliato per le donne in stato interessante e che stanno allattando.

La radice di rafano nero in cucina

La radice di rafano nero è un ingrediente forse un po’ troppo di nicchia, ma che può regalare molte soddisfazioni. Le varianti più morbide, che quindi non necessitano di chissà quale cottura, possono essere impiegate come antipasto, magari a fronte di un condimento minimo. Le varianti più coriacee possono invece essere saltate in padella o lessate, e servono per condire ricette più complesse come le vellutate. Il rafano nero può essere integrato anche nelle salse, applicazioni molto in voga nelle cucine orientali. Proprio di una vellutata al rafano nero ho parlato su Nonnapaperina.it. E’ una vellutata eccezionale e molto aromatica, in cui il sapore forte del rafano nero valorizza quello delicato delle patate farinose.

Sia le patate che la radice vanno sbucciate, per poi essere frullate e impreziosite con il parmigiano. Il tutto è coronato da un torlo d’uovo e sottoposto a un breve processo di gratinatura. Il risultato è un piatto raffinato e moderatamente leggero. Dovreste impiegare la radice di rafano nero se intendete conferire ai piatti un sentore che potremmo definire “piccantezza aromatica”. Tale radice, infatti, è caratterizzata dalla classica piccantezza che non brucia, ma allo stesso tempo dotata di un aroma inconfondibile. Nella veste di condimento, la radice di rafano nero si sposa in particolare con gli ortaggi a polpa soda, come le patate, tuttavia forma un buon abbinamento anche con carni debitamente speziate. A tal proposito, si sposa bene con bolliti, arrosti e stufati. Il consiglio, comunque, è di non esagerare, infatti il sapore forte rischia di coprire quello degli altri ingredienti.

15-10-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>


CON LA COLLABORAZIONE DI

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti