logo_print

Vellutata di rafano nero, un primo piatto salutare

vellutata di radice di rafano nero
Stampa

Il delicato equilibrio organolettico della vellutata di rafano nero

La vellutata di radice di rafano nero e tuorlo d’uovo è ciò che vi serve se cercate un primo di verdure proteico, ma allo stesso tempo gustoso e salutare. E’ una vellutata nel verso senso della parola, meritevole di apprezzamento per via della sua morbidezza, che scatena delle belle sensazioni al palato. Il punto di forza di questa ricetta rimane, però, il gusto, frutto di una scelta di ingredienti sapiente, che non lascia nulla al caso. Tutti gli ingredienti si sposano alla perfezione l’uno con l’altro, benché in un paio di casi siano di “nicchia”, come il rafano.

La vellutata di radice di rafano e tuorlo d’uovo si regge però sulle patate, che conferiscono corpo, sostanza e sapore. Esse vanno tagliate a cubetti e cotte prima con il rafano e poi con la panna. Infine, come tutti gli altri ingredienti, vanno frullate direttamente in pentola con il frullatore ad immersione. Forse vi starete chiedendo quale varietà di patate utilizzare, dal momento che ce ne sono tante a disposizione. Io consiglio quelle bianche, da puré, che sono adatte a questo genere di cottura, tuttavia anche quelle a pasta gialla vanno bene.

Quello che non sapete sul rafano nero

Il rafano nero, utilizzato nella nostra vellutata, non è tra gli alimenti più consumati. E’ una varietà più rara del rafano classico, che viene messo in secondo piano quando si tratta di preparare vellutate, zuppe e minestre. La dicitura “nero” è dovuta al colore di questo particolare tipo di rafano, che tende a tonalità scure. Esse, a loro volte, sono dovute ad una maggiore presenza di antociani, efficaci antiossidanti che supportano i meccanismi di rigenerazione cellulare, contrastano gli effetti dei radicali liberi e agiscono in funzione anticancro. Siamo al cospetto, dunque, di un alimento davvero prezioso.

vellutata di radice di rafano nero

Per il resto, il rafano nero presenta le medesime proprietà del rafano classico. E’ ricco di vitamina C, più degli agrumi, ma anche di potassio, fosforo e – in misura minore – di calcio. Del rafano nero si apprezza la funzione diuretica e depurativa, ma anche la capacità di fungere da stimolante gastrico. Di conseguenza, supporta i processi digestivi e favorisce l’appetito. In questa ricetta, il rafano nero viene semplicemente tagliato a dadini e cotto in pentola insieme ad un po’ d’acqua, alle patate e alla panna. In seguito, si procede a frullare il tutto fino ad avere una vellutata cremosa.

Un tocco aromatico con i semi di finocchio

La vellutata di rafano nero, come abbiamo visto, è molto semplice. Ciò non significa, però, che sia un piatto banale, ma anzi è dotato di una certa creatività ottenuta con i semi di finocchio. Questi semi fungono in realtà da guarnizione ed incidono in maniera considerevole dal punto di vista organolettico. D’altronde, i semi di finocchio sono apprezzati soprattutto per il loro aroma. Ovviamente questo non è il loro unico pregio, infatti eccellono anche dal punto di vista nutrizionale. La loro presenza è quindi preziosa e valorizza degnamente la ricetta della vellutata di rafano nero e tuorlo d’uovo. Nell’immaginario collettivo i semi di finocchio sono riservati al condimento della carne, piuttosto che per preparare tisane rilassanti. E invece possono dare molto anche ad un primo come questo.

Dei semi di finocchio si apprezzano soprattutto le proprietà pseudo-terapeutiche, oltre che il loro profumo. Ad ogni modo, possono giocare un ruolo nella risoluzione dei casi di asma, come dei casi di stitichezza in quanto supportano i processi digestivi. I semi di finocchio sono antisettici, dunque possono incidere favorevolmente su alcune condizioni particolarmente fastidiose, come l’alitosi. Infine, contribuiscono ad abbassare la glicemia e il colesterolo cattivo.

Ecco la ricetta della vellutata di radice di rafano nero e tuorlo d’uovo:

Ingredienti per 4 persone:

  • 500 gr. di radice di rafano nero,
  • 250 gr. di patate farinose,
  • 250 ml. di panna fresca consentita,
  • 4 uova,
  • 50 gr. di parmigiano reggiano 36 mesi,
  • un cucchiaino di semi di finocchio,
  • q. b. di sale.

Preparazione:

Per la preparazione della vellutata di rafano nero iniziate occupandovi delle patate e del rafano nero: puliteli, sbucciateli e poi tagliateli a dadini. Successivamente versateli in una pentola, copriteli con l’acqua e cuocete per circa 5 minuti. A questo punto unite la panna consentita e continuate la cottura per altri 10 minuti.

Spegnete il fuoco e frullate il contenuto della pentola con il frullatore ad immersione, fino a ottenere una crema vellutata, poi aggiustate di sale e accendete nuovamente il fuoco. Unite il parmigiano reggiano, mescolate con cura e versate un po’ di vellutata in quattro ciotole da zuppa. Ora guarnite ciascuna con un tuorlo d’uovo (messo al centro) e gratinate al forno per appena un minuto. Infine, date una sventagliata di semi di finocchio e servite.


Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per gli intolleranti al lattosio Dalla nota ministeriale: E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette


19-10-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?

TI POTREBBE INTERESSARE

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>


CON LA COLLABORAZIONE DI

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti