La differenza fra Confetture marmellate e composte

confetture marmellate w
Commenti: 1 - Stampa

Alcuni chiarimenti su confetture, marmellate e composte

Confettura, marmellata, composta sono la stessa cosa? Secondo molti i tre termini sono solamente dei sinonimi. In realtà, identificano tre preparazioni diverse, per quanto presentino dei punti in comune. In due casi su tre persino gli usi in cucina differiscono, e determinano l’impossibilità di confondere le tre differenti tipologie. Nello specifico, confetture e marmellate  intervengono nello stesso genere di preparazioni, mentre la composta segue una strada diversa. Infatti, la confettura non è nient’altro che è un composto di frutta (agrumi esclusi), zucchero e all’occorrenza altri ingredienti in grado di aromatizzare o speziare. La composta è una preparazione a base di frutta, arricchita da una quantità di zucchero minima o addirittura nulla. La marmellata, invece, è semplicemente una confettura di agrumi.

La composta, a prima vista, può sembrare incredibilmente simile alla confettura e alla marmellata. D’altronde, si tratta pur sempre di frutta cotta. In realtà, la composta è soggetta a regole stringenti per ciò che concerne i dosaggi. Infatti, per essere chiamata tale deve contenere almeno il 65% di frutta. Un po’ di zucchero è ammesso, a determinate condizioni, ma la maggior parte della dolcezza deve provenire dal frutto stesso. Tutto ciò pone in essere una specifica peculiarità in termini di gusto, ma anche di utilizzi in cucina. Come già anticipato, le confetture e le marmellate possono essere utilizzate più o meno allo stesso modo, mentre la composta prevede usi del tutto specifici. Un’altra differenza riguarda la diffusione. Confetture e marmellate sono diffuse a macchia d’olio un po’ in tutto l’Occidente e appartengono alla tradizione mediterranea quanto a quella dell’Europa settentrionale. La composta, invece, è tipica delle cucine mitteleuropee.

composta di cipolle di Tropea

Usi e applicazioni di confetture, marmellate e composte

È quasi superfluo descrivere gli usi e i consumi delle confetture e delle marmellate. Tuttavia, per onore di cronaca, è bene citare la preparazione di crostate e dolci vari, rispetto ai quali si pongono come delizioso ripieno. Ovviamente, come sicuramente già saprete, la confettura e la marmellata possono arricchire il momento della colazione, magari spalmate su una buona fetta di pane abbrustolito o sulle fette biscottate. Ben attestato è l’abbinamento con il burro, sebbene questo riguardi solo parzialmente la marmellata (il sapore degli agrumi tende a non sposarsi bene con quello dei latticini). Più raramente, le marmellate vengono inserite all’interno di ricette salate. Si tratta perlopiù di secondi molto audaci, che puntano decisamente all’agrodolce. In questo caso, si opta per le marmellate o per le confetture realizzate con frutti particolarmente aciduli.

Per quanto concerne la composta, è attestato il consumo a crudo, quasi come se fosse un dessert. Infatti, tendenzialmente, il sapore della composta è decisamente più marcato, sebbene meno zuccherino. Grazie a queste due caratteristiche, risulta gradevole al palato anche in assenza di qualsivoglia abbinamento. Un’applicazione suggestiva delle composte riguarda le ricette agrodolci. Il riferimento è a quei secondi di carne che puntano a una profondità organolettica spiccata, e si pongono a metà strada tra il sapido, il dolce e l’acidulo. Un tale uso è reso possibile dalla ridotta quantità di zucchero della composta. Sono numerose anche le ricette dolciarie realizzate con le composte. In genere, in questi casi, si opta per la composta quando si desidera un dolce dal sapore poco dolce e più rustico.

Alcuni consigli per preparare le confetture e le marmellate

Detto ciò, non è semplice preparare delle buone confetture, delle ottime marmellate o delle gustose composte. Le rispettive ricette, a prescindere dalla lista degli ingredienti, nascondono sempre alcune insidie. Di seguito, vi suggerisco alcuni consigli per preparare al meglio confetture, marmellate e composte. Per quanto concerne le confetture e le marmellate, occorre prestare particolare attenzione alla scelta del frutto. La questione non riguarda tanto il tipo di frutto, quanto il suo grado di maturazione. Molti sono convinti che si debba optare per frutti estremamente maturi, ma può rivelarsi un errore. Infatti, a seguito della cottura, un frutto troppo maturo rilascia sgradevoli sentori aciduli, dunque è bene optare per frutti non troppo maturi. Per quanto riguarda più specificatamente la marmellata, è bene optare per gli agrumi più o meno acri.

Alcune varietà di arancia, per esempio, vanno evitate. Fate molta attenzione alla quantità di zucchero in quanto non esiste una regola generale. Molto banalmente, è necessario modulare lo zucchero in base al grado di maturazione del frutto stesso. Se il frutto è estremamente zuccherino o molto maturo è opportuno ridurre un po’ la quantità di zucchero. Il rischio è di trovarsi con una confettura o una marmellata estremamente dolce. Una precisazione va fatta anche sul tipo di zucchero. Occorre utilizzare lo zucchero bianco o di canna? In realtà, nemmeno da questo punto di vista vi è una regola fissa. Tuttavia, optate per lo zucchero di canna se desiderate un sentore leggermente caramellato. In caso contrario, scegliete lo zucchero bianco. Infine, prestate la massima attenzione alla pulizia dei vasetti e dei tappi. Più che pulizia, infatti, si dovrebbe parlare di una vera e propria sterilizzazione, da conseguire attraverso l’uso dell’acqua bollente.

Il segreto per una buona composta

Per quanto concerne la composta, invece, i problemi riguardano soprattutto il rapporto tra la quantità di frutta e la quantità di zucchero. Se si esagera con quest’ultimo, si rischia di creare una composta più simile a una confettura, vanificando dunque gli sforzi e rendendola sostanzialmente inservibile, almeno per quanto riguarda il condimento di alcune ricette agrodolci. Il consiglio è di optare per tipi di frutta dolci, in modo da rinunciare allo zucchero senza alcun rimpianto. In alternativa, è possibile optare per la frutta particolarmente matura. Da questo punto di vista, il margine di discrezione è più ampio di quello riservato alla preparazione della confettura. Anche nel caso in cui la composta risultasse leggermente acida, servirebbe comunque allo scopo. D’altronde, l’agrodolce si sposa molto bene con i sentori aciduli.

Valutate, infine, l’impiego della pectina. Questa sostanza, infatti, funge da addensante, dunque si rivela particolarmente utile vista l’assenza dello zucchero. La pectina può risultare utile anche nella preparazione della marmellata, ma in genere tale esigenza non è mai così pressante. Infatti, lo zucchero, presente in grande quantità nella marmellata, tende ad addensare gli ingredienti una volta caramellato.

Come sterilizzare i barattoli?

Prima di mettere la propria preparazione nel barattolo bisogna procedere a sanificare e sterilizzare il barattolo stesso. I barattoli acquistati, anche se nuovi, sono conservati in luoghi non adatti alla sterilizzazione del cibo pertanto necessitano di una bella lavata per rimuovere eventuali residui e impurità.

1- Uno dei metodi più utilizzati è quello della lavastoviglie, che pur essendo un metodo banale risulta davvero pratico quando si ha poco tempo a disposizione.

Mettere la lavastoviglie in modalità lavaggio lungo ad alta temperatura e attendere il temine della procedura. Un consiglio spassionato: date una passata con una spugna all’interno dei barattoli per rimuovere meglio eventuale sporco che potrebbe essere difficile da raggiungere solo con la lavastoviglie.

Personalmente, quando acquisto nuovi barattoli e stoviglie il mio consiglio è quello di effettuare un lavaggio accurato a mano e successivamente un giro in lavastoviglie per avere la certezza di un ottimo lavaggio. So che potrebbe risultare eccessivo, ma non avete idea di quali posti siano utilizzati come magazzini pertanto non bisogna essere troppo superficiali.

2 – Se proprio avete la fissazione del pulito, esiste un solo metodo che può garantirvi una sterilizzazione efficace al 100%, quello della bollitura. Questo metodo, consente di ottenere la massima pulizia contro germi, batteri, funghi e tutto ciò che può modificare i nostri alimenti.

Bollire in acqua per 30 minuti i nostri barattoli, ci permetterà di avere il massimo igiene prima della fase di imbottigliamento della preparazione.

Come creare il sottovuoto nei barattoli delle conserve?

Dopo avere effettuato la sterilizzazione dei propri barattoli in vetro, bisogna passare alla fase in cui versiamo le nostre preparazioni nei barattoli per la conservazione. In questa fase è fondamentale saper creare il sottovuoto per evitare che l’aria residua presente nel vasetto faccia degradare l’alimento e produrre muffe o altri batteri che potrebbero compromettere l’itera conserva.

Come creare  il sottovuoto? Esistono diversi tappi che consentono di farlo, con un semplice levetta a click o mediante la tecnica della bollitura per il sottovuoto.

Un consiglio è quello di stare molto attenti prima di tutto a riempire a sufficienza il contenitore, che dovrà essere quasi pieno, in modo che resti poca aria e il tappo riesca a far fuoriuscire tutta l’aria restante.

Una altro metodo molto utilizzato è quello della bollitura. Una volta preparati i vasetti lasciali bollire per circa 30 minuti nell’acqua. In questo modo l’aria scaldandosi aumenterà il volume e fuoriuscirà dal barattolo.

I barattoli solitamente dispongono di un sistema che consente di verificare il sottovuoto. A barattolo chiuso, premendo nel centro del tappo, se si sente un click, allora significa che non è stato fatto il sottovuoto. Se non si sente alcun movimento e click del tappo allora il sottovuoto è stato fatto correttamente.

Perché spesso sono abbinate ai formaggi?

Marmellate e confetture da un lato, formaggi dall’altro. Un abbinamento che sembra non avere ragion d’essere vista le differenze notevoli degli alimenti; in effetti sulla loro diversità non si possono avere dubbi. Tuttavia, questa diversità non si traduce in una incompatibilità, infatti se è vero che da soli questi alimenti si caratterizzano per sapori apparentemente inconciliabili, insieme offrono un gusto tutto nuovo, che va oltre la “somma” dei relativi gusti.

L’importante è sapere come abbinarli. Un’operazione più difficile del previsto vista la notevole varietà di marmellate, confetture e formaggi, ciascuna delle quali richiede un’attenzione particolare per essere valorizzata.

marmellate confetture e formaggi

I principi base per un buon abbinamento

Come si abbinano marmellate, confetture e formaggi? Innanzitutto è bene fare una annotazione sulla terminologia. Checché ne dica il senso comune, marmellata e confettura sono la stessa cosa. L’unica differenza risiede negli ingredienti, le marmellate, ufficialmente, sono sempre a base di agrumi, mentre quando vengono impiegati tutti gli altri alimenti si parla di confettura.

Ad ogni modo, per un abbinamento perfetto è necessario considerare il tipo di latte usato per il formaggio (bovino, caprino, ovino etc), i sentori (aromatici, aciduli, dolci, corposi etc.) e la stagionatura. In genere i formaggi dal gusto delicato vanno con le marmellate e le confettura di frutta dolce. I formaggi dai sentori aromatici e dal gusto acidulo si abbinano con le confetture a base di ortaggi e verdure (pomodoro, radicchio, cipolle etc.).

Alcuni esempi di abbinamento di marmellate, confetture e formaggi

Di seguito alcuni esempi di abbinamento di confetture o marmellate partendo dai principali formaggi:

  • Asiago media stagionatura. Questo formaggio ha un gusto davvero deciso, valorizzato da qualche nota aromatica. Confetture “strong” come quella di pomodoro, radicchio o sedano rappresentano l’abbinamento perfetto.
  • Brie de Meaux. Questo formaggio francese si caratterizza per il sapore estremamente raffinato e delicato, dunque anche la confettura da abbinare dovrebbe porsi su questa falsa riga. Per tanto, l’abbinamento migliore è quello con la confettura di fichi (in alternativa sono ottime anche la confettura di mela e pera).
  • Caciocavallo. Il gusto acuto e corposo del caciocavallo, un po’ come l’asiago (con cui ha la stagionatura in comune) si sposa molto bene con le confetture di verdure, come quelle alle cipolle rosse o bianche. Per valorizzare ancora di più la corposità è possibile applicare le confetture di pomodoro rosso.
  • Formaggi caprini in genere. In generale tutti i formaggi caprini si sposano in maniera eccellente con le confetture di radicchio, in modo da equilibrare il sapore dolciastro. Per valorizzare il dolce, invece è possibile abbinare confetture di frutti di bosco e marmellate di agrumi.
  • Fontina. Per questo formaggio dal sapore dolce e delicato una buona soluzione è rappresentata dalla confettura di zucca.
  • Parmigiano Reggiano . Il sapere popolare in questo caso la fa da padrone. Proprio come recita il celebre proverbio, il parmigiano si sposa perfettamente con le confetture di pere. La forte sapidità del formaggio e la dolcezza spiccata della pera creano un interessante contrasto. Si può definire l’abbinamento confettura e formaggio per eccellenza, nonché quello più conosciuto.

Volete sapere qual’è la mia confettura preferita?

Crostata con confettura di ciliegie, un dolce davvero semplice e delizioso

La crostata con confettura di ciliegie è il miglior modo per trascorrere il momento della colazione e della merenda. E’ un dolce di semplice realizzazione, davvero alla portata di tutti, che vi sorprenderà per la sua genuinità e bontà. Tuttavia, non è esattamente la classica crostata. Se da fuori può sembrare ordinaria, in realtà è realizzata con farine particolari, come quelle di quinoa e di riso, scelte per conferire alla preparazione un sapore diverso dal solito ma anche per garantire l’accesso a tutti, anche a coloro che soffrono di disturbi legati all’assorbimento del glutine. La loro presenza, va detto, non inficia in alcun modo la semplicità della preparazione, dal momento che queste farine si comportano (quasi) esattamente come la normale farina bianca.

L’altro ingrediente principale della nostra crostata è la confettura di ciliegie. Avete a disposizione due alternative: comprarla o realizzarla in casa. Se optate per una confettura di qualità, che appartenga a un marchio consolidato, anche quella acquistata può andare bene. Il consiglio, però, è di farla in casa, se non altro per la soddisfazione personale, oltre che per essere sicuri della sua genuinità. A questo link trovate la ricetta completa. A prescindere dalla sua origine, la confettura di ciliegie è una farcitura buona e sana, proprio perché a essere salutari sono ciliegie. Questo frutto, infatti, contiene molta vitamina A e C, nonché una quantità spiccata di fibre.

Le peculiarità della farina di quinoa

Uno degli ingredienti più “strani”, che rende la crostata con confettura di ciliegie diversa dalle altre crostate, è la farina di quinoa. La sua presenza è giustificata dalla volontà di offrire sentori diversi, decisamente più esotici, ma anche di rendere la preparazione compatibile con regimi alimentari gluten-free. La farina di quinoa, infatti, è priva di glutine, dunque può essere tranquillamente consumata dagli intolleranti a questa sostanza e dai celiaci. Questo non è l’unico motivo per consumare la farina di quinoa, presenta, infatti, tanti pregi dal punto di vista nutrizionale che sfociano quasi nell’ambito terapeutico.

Crostata con confettura di ciliegie

Il riferimento è soprattutto all’apporto di proteine, che per un cereale risulta davvero straordinario. E’ infatti pari al 14% (pensate solo che la quantità delle proteine della maggior parte delle carni si attesta al 20%). Il riferimento è anche all’apporto dei sali minerali che, per quanto variabile in base al grado di maturazione della pianta, non lesina di potassio, magnesio e fosforo. Ottimo è anche l’apporto di vitamine e di antiossidanti. Per quanto riguarda le calorie, la farina di quinoa non differisce molto dalle altre farine. Stesso discorso, o quasi, anche per le capacità panificatorie, per quanto in questi termini i cereali raffinati mantengano comunque il primo posto.

Perché abbiamo utilizzato la farina di riso?

Quella di quinoa non è l’unica farina che viene impiegata nella realizzazione della crostata con confettura di ciliegie. Si segnala anche l’utilizzo, per giunta in misura abbondante, della farina di riso. E’ una farina molto particolare, anche perché commuta tutte le caratteristiche del riso, che sono ben diverse da quelle del grano. Il riferimento è soprattutto alla minore quantità di grassi, che qui è anzi praticamente assente. Le proteine di certo non scarseggiano nella farina di riso, per quanto siano meno presenti rispetto alla farina bianca. Per quanto riguarda l’apporto calorico, invece, non ci sono grandi differenze.

Se proprio si deve trovare un difetto alla farina di riso, esso riguarda le capacità panificatorie, che non sono elevatissime. Questo svantaggio, però, viene aggirato integrando a questa un’altra farina, come abbiamo fatto con la crostata con confettura di ciliegie, in questo modo si risolve il “problema” rendendo l’impasto più facile da lavorare. In quanto al gusto, quello del riso si sente in maniera chiara, dunque l’impasto di questa crostata con confettura di ciliegie dà vita a un dolce particolare, dal sapore peculiare.

Ecco la ricetta della crostata con confettura di ciliegie:

Ingredienti  per una tortiera cm 22:

  • 150 gr. di farina di quinoa,
  • 350 gr. di farina di riso,
  • 150 gr. di zucchero,
  • scorza di 1/2 limone,
  • 150 gr. di uova,
  • 150 cl. di olio di riso,
  • q. b. di confettura di ciliegie.

Preparazione:

Per preparare la crostata con confettura di ciliegie iniziate passando le farine al setaccio. Unite tutti gli ingredienti (eccetto la confettura) in una ciotola ed amalgamateli per bene fino a ricavare un composto uniforme. Terminato l’impasto realizzate un panetto, ricopritelo con della pellicola trasparente e fatelo riposare per un paio d’ore. Nel frattempo riscaldate il forno a 180 gradi. Al momento giusto riprendete il panetto, tagliatene un terzo e mettetelo parte. I due terzi invece stendeteli fino a ottenere uno spessore di massimo mezzo centimetro.

Se volete, in questa fase utilizzate il mattarello per stendere al meglio la pasta. Il resto dell’impasto messo da parte, invece, tagliatelo a striscioline. Ora spargete del burro in una taglia, poi adagiate l’impasto che avete steso. Ricopritelo con la confettura in maniera uniforme livellandola per bene. Poi adagiate a griglia le striscioline. Infine, cuocete a 180 gradi per 35-40 minuti. Servite la crostata calda, ma sarà molto buona anche da fredda!

5/5 (326 Recensioni)

Seguimi su Instagram e Facebook

Mi trovi sui canali social come Nonnapaperina. Se prepari una mia ricetta e la pubblichi su Instagram o Facebook, aggiungi l’hastag #nonnapaperina, taggami e sarò felice di riconviderla nelle mie storie.

Creerò una raccolta con tutte le ricette che verranno proposte dai lettori e non abbiate paura. Non criticherò nessuno!!! Don’t worry be happy.

Buon lavoro e aspetto la tua ricetta!

CONDIVIDI SU
Contenuto in collaborazione con Brandani Gift Group

1 commento su “La differenza fra Confetture marmellate e composte

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Merenda per i ragazzi

La merenda per i ragazzi, ecco le soluzioni...

La merenda pomeridiana non è solo un piacere. La merenda è da sempre considerata un piacere. Per gli adulti può arricchire un momento di pausa dal lavoro o, se fatta molto tardi, sancire la fine...

frigorifero

Il frigorifero, come conservare bene i cibi e...

Come conservare gli alimenti freschi in frigorifero. Per ottenere una buona conservazione degli alimenti freschi in frigorifero, occorre riporli negli scomparti o ripiani più adatti, tenendo...

pancakes di avocado

Tutto sul pancake, curiosità storiche e varianti

Il pancake, un dolce americano dalle origini greche I pancake sono un po’ il simbolo della cucina americana. D’altronde affollano da sempre film e serie TV, e sono entrati anche...

Colazione iperproteica

Colazione iperproteica, una alternativa al cappuccino

Cosa si intende per colazione iperproteica? Avete mai sentito parlare di colazione iperproteica? Se non conoscete il significato, sappiate che è esattamente ciò che suggerisce il nome, ossia una...

Cucina cilena

Cucina cilena, ricette e curiosità di una tradizione...

Un approfondimento sulla cucina cilena Oggi vorrei introdurvi alla cucina cilena, una cucina che spesso non riceve gli onori che merita in quanto è offuscata da altre tradizioni gastronomiche,...

festa del papa

Festa del papà con un menu perfetto

Una ricorrenza da celebrare in allegria La Festa del Papà è una ricorrenza carica di significati, è l’occasione per dichiarare l’affetto che si prova per il proprio padre, ma anche per...


Nota per l’intolleranza al nichel

Note per chi deve seguire una dieta a Basso contenuto di nichel. Da leggere attentamente! Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione e a basso contenuto di Nichel e fare attenzione a tutto quello che ci circomda. Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per dieta vegetariana

La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


27-10-2020
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

logo_print
Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato sulle novità

Iscriviti