Gelato all’ube, un gelato diverso dagli altri

Gelato all’ube
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Cos’è il gelato all’ube e quali sono le sue caratteristiche?

Il gelato all’ube è certamente il gelato più particolare che possiate mai provare. Il motivi sono essenzialmente tre. In primis l’impatto visivo, si tratta infatti di un gelato “viola”, un colore raro per questo genere di preparazione dolciarie. Secondariamente è un gelato “sostenibile” e “accessibile”. Sostenibile perché non richiede né uova né burro, accessibile perché, almeno nella variante che vi propongo, può essere consumato dagli intolleranti al lattosio. Di questo aspetto parlerò nel prossimo paragrafo, in questo vorrei soffermarmi su due aspetti: l’ingrediente principale, ovvero la patata ube, e il procedimento. La patata ube è un ortaggio poco diffuso nel nostro paese ma meritevole di apprezzamento. E’ simile alla classica patata a pasta bianca per consistenza, sapore, valori nutrizionali e utilizzi in cucina; tuttavia è viola. Esatto, esistono patate viola!

Questo colore è dovuto alle presenza delle antocianine, sostanze antiossidanti presenti anche nelle melanzane, nel radicchio e nelle carote viola. Esse fanno bene all’organismo, contrastando l’azione dei radicali liberi e contribuendo alla prevenzione del cancro. Per il resto i valori nutrizionali sono simili a quelli delle patate a pasta bianca con una certa predominanza di carboidrati, nonché una discreta presenza di sali minerali e vitamine. Per quanto riguarda il procedimento, è molto semplice. Si tratta di cuocere e/o riscaldare gli ingredienti secondo le rispettive tempistiche ed amalgamarli tra di loro seguendo un ordine ben preciso. Dopodiché si filtra tutto in un colino a maglie strette, e infine si pone il composto ottenuto nella gelatiera. La gelatiera è indispensabile per preparare il gelato all’ube, così come qualsiasi altro gelato. E’ anche facile da utilizzare, benché non sia molto diffusa in italia nonostante costi solo qualche centinaia di euro.

Un gelato per gli intolleranti al lattosio e glutine

Uno dei pregi del gelato all’ube, o almeno della versione che vi propongo oggi, è la possibilità di essere consumato anche dagli intolleranti al lattosio e glutine. Non è un dettaglio da poco se si considera che, in realtà, in Occidente sono circa un terzo gli individui che soffrono di questo tipo di disturbo. Nello specifico tutti i derivati del latte (e il latte stesso), presenti in questa ricetta, sono delattosati. Il processo di rimozione del lattosio, ci tengo a precisare, non ha nulla di chimico o artificioso.

Gelato all’ube

Semplicemente, si replica una reazione che avviene nell’organismo delle persone non sono affette da intolleranza. Tale reazione consiste nell’applicazione dell’enzima lattasi al latte, e alla successiva scissione del lattosio in glucosio e galattosio. Queste due sostanze, infatti, sono pienamente digeribili anche dagli intolleranti. Il procedimento è utile e non causa effetti collaterali, come ad esempio la perdita del gusto. I prodotti lattiero-caseari senza lattosio sono buoni esattamente come i prodotti che lo contengono. Anzi, in genere sono anche più leggeri e più digeribili, anche per chi non manifesta alcun tipo di intolleranza.

Quale zucchero usare per il nostro gelato?

Quando si parla di zucchero, e nello specifico quando deve inserito in un gelato all’ube come il nostro, la domanda sorge spontanea: quale zucchero usare? In realtà di tipologie di zucchero ce ne sono tante. Quello bianco si contrappone a quello bruno di canna. Lo zucchero semolato, invece, si contrappone allo zucchero finissimo. Ebbene, se lo scopo è far sì che lo zucchero si sciolga completamente in fase di cottura, è meglio utilizzare la variante semolata, che ha semplicemente grani più grandi e una forma visibile persino a occhio nudo.

Per quanto riguarda la dicotomia bianco-bruno, in questo caso è questione di gusti. Sono zuccheri diversi, non tanto per le proprietà nutrizionali, quanto per il loro sapore. Lo zucchero bruno contiene residui di melassa, e quindi ha un sapore più caramellato e molto caratterizzante. Lo zucchero bianco è, invece, neutro e semplicemente dolce. Se amate il sapore forte, tendente al caramellato optate per lo zucchero bruno, altrimenti va bene lo zucchero bianco.

Ecco la ricetta del gelato all’ube:

Ingredienti per 4 persone:

  • 125 gr. di patate viola ube cotte al vapore,
  • 240 ml. di latte intero delattosato,
  • 145 gr. di zucchero semolato,
  • 1 pizzico di sale,
  • 360 gr. di panna delattosata,
  • 1 stecca di vaniglia.

Preparazione:

Per la preparazione del gelato all’ube iniziate tagliando in due la bacca di vaniglia. Aiutandovi con un coltellino prelevate i semi all’interno.

In una pentola versate la vaniglia e la panna delattosata, poi portate a bollore, spegnete e lasciate riposare per 30 minuti circa.

Trascorso questo lasso di tempo versate gli altri ingredienti che avete a disposizione, comprese le patate ube già cotte a vapore, accendete a fiamma bassa e fate bollire.

Il composto deve risultare omogeneo e lo zucchero completamente sciolto.

Poi spegnete il fuoco e frullate con un minipimer ad immersione.

Filtrate il tutto con un colino a maglie molto piccole. Dovreste ottenere una crema molto leggera e filtrata dai pezzi di patata, che rimarranno nel colino.

A questo punto versate nella gelatiera e fate raffreddare il composto in base alle istruzioni della gelatiera stessa.

Servite grattugiando sopra un po’ di patata ube.

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03-07-2020
Scritto da:

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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