Il tarassaco, un connubio tra erboristeria e gastronomia

tarassaco
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Cos’è il tarassaco: proprietà e sapori

Il tarassaco è una pianta molto diffusa in Italia, impiegata sia nella veste di prodotto ufficiale che in ambito gastronomico.

Dal punto di vista estetico si presenta molto bene, tanto da essere utilizzato anche per abbellire i prati. In particolare salta subito all’occhio la fioritura, che si caratterizza per degli incantevoli fiori gialli e per le foglie disposte a raggiera regolare.

Il tarassaco è il nome ufficiale, ma la pianta è nota con il nome di dente di leone, soffione, piscialetto e altri termini di natura regionale. Per ciò che concerne il sapore, ricorda un po’ la cicoria, anche se rispetto a quest’ultima ha un gusto più delicato ma allo stesso tempo carico di personalità.

Il tarassaco è una delle poche specie vegetali che dà il meglio di sé sia in ambito terapeutico-officinale che in ambito gastronomico. Le sue proprietà nutritive sono eccellenti, contiene infatti grandi concentrazioni di vitamine, sali minerali e ovviamente fibre.

Esercita un’importante funzione depurativa, in particolare per il fegato e i reni. Gioca anche un ruolo lassativo, per quanto leggero, dunque stimola il regolare processo intestinale senza provocare fastidi o spiacevoli effetti collaterali.

Gli usi di una pianta molto utilizzata in fitoterapia

Il tarassaco, come abbiamo già anticipato, ha numerosi utilizzi. In particolare, si segnalano gli usi terapeutici, sia home made che industriali. Nel primo caso si producono succhi o decotti, i quali si caratterizzano per la già citata funzione depurativa.

Nel secondo caso si adopera nella produzione di unguenti e cosmetici. Va segnalata una terapia alternativa, da seguire sotto stretto controllo del medico, chiamata “tarassacoterapia”. Essa, come suggerisce il nome, prevede il consumo regolare di tarassaco per una decina di giorni e viene somministrata allo scopo di depurare gli organi interni.

Dal punto di vista culinario, le possibilità sono molte. Il tarassaco, e in particolare le sue foglie dette anche rosette, possono trasformarsi facilmente in un elegante e gustoso contorno. Le radici, invece, possono essere essiccate e macinate in modo da produrre una bevanda che assomiglia al caffè.

Un caffè dal sapore diverso, certo, ma molto più sano. Da questo punto di vista, si segnalano punti di contatto con la cicoria, altra specie vegetale con cui ha molto in comune essendo anch’essa impiegata come surrogato del caffè.

Qualche esempio di ricetta con il tarassaco

Lo abbiamo anticipato nel paragrafo precedente, ma vale la pena evidenziare le opportunità culinarie che il tarassaco pone in essere. Una preparazione relativamente semplice ma che consente di gustarne a pieno le caratteristiche è il tarassaco sott’olio.

Potete leggere per esteso la ricetta qui, ma è bene anticipare che per questa preparazione si usano solo i gambi, i quali vanno bolliti in una soluzione a base di aceto. Dalle foglie del tarassaco, poi, è possibile ricavare un ottimo pesto che ha un sapore molto più delicato e meno aromatico rispetto al classico pesto di basilico.

Un’altra ricetta a base di tarassaco che vale la pena di provare è il tarassaco in padella, i cui gambi e foglie vengono saltati con uno spicchio d’aglio in camicia, un ottimo contorno soprattutto per le carni bianche particolarmente speziate.

Infine è bene menzionare anche la semplicissima insalata di tarassaco, condita con olio, pepe, sale, aceto e arricchita da uova sode e acciughe. Insomma gli usi del tarassaco sono molteplici in cucina, similmente a quanto avviene per il suo parente più prossimo, ovvero la cicoria.

E ora prepariamo una deliziosa Frittata di tarassaco

Oggi vi presento la frittata di tarassaco, un’idea semplice ma geniale per un contorno o un antipasto che sia allo stesso tempo gustoso, salutare e leggero. Da fuori sembra una normale frittata, anche se forse si distingue da quelle classiche per le leggere striature verdi, di cui è responsabile proprio il tarassaco. E’ questo, infatti, l’elemento più particolare di tutta la ricetta, e in un certo senso la caratterizza. Del tarassaco parleremo nel prossimo paragrafo. In questo vorrei soffermarmi sul procedimento, che vi mette di fronte a una scelta: frittura o cottura al forno? Nella sezione “preparazione” vi presento entrambe le possibilità, dunque sta a voi decidere.

La frittata di tarassaco “fritta” è ovviamente più pesante, più grassa e potrebbe essere anche leggermente oliata. Tutto dipende ovviamente dalla quantità di olio che inserite in padella e dall’efficacia della padella stessa. Se questa è antiaderente, ne servirà davvero poco; dunque vi consiglio di utilizzare padelle di questo tipo. Per quanto riguarda la cottura al forno, essa produce una frittata molto più leggera, anche se un po’ più secca. Vi consiglio comunque di adagiare un foglio di carta da forno sulla teglia, prima di partire con la cottura. Questo piccolo accorgimento vi consentirà di “sformare” la frittata in modo rapido e semplice, senza il rischio di comprometterne la forma o addirittura di romperla.

Tutti i pregi nutrizionali del tarassaco

Il tarassaco, utilizzato nella nostra frittata, è una pianta poco conosciuta ai più, che si utilizza anche con finalità gastronomiche sebbene sia poco utilizzata sulle tavole degli italiani. Il suo sapore è molto particolare, dunque ad alcuni potrebbe non piacere. E’ infatti leggermente amarognolo, e ricorda da questo punto di vista la cicoria (che è amata da alcuni e odiata da altri). Come spesso accade in cucina, la bontà del tarassaco è una questione soggettiva. A me piace molto, e lo integro nelle mie ricette ogni volta che posso. Anche perché è un ingrediente che può dare molto sul piano nutrizionale. E’ la classica pianta da erboristeria, dunque esercita anche proprietà terapeutiche o pseudo-terapeutiche.

Frittata di tarassaco

Il riferimento è all’impatto sui processi digestivi, che è nettamente coadiuvante. Il tarassaco è anche un ingrediente depurativo e disintossicante, soprattutto per il fegato. Nello specifico, aumenta la produzione di bile e ne stimola il flusso. Per quanto riguarda gli elementi nutritivi, poi, si segnala una straordinaria concentrazione di potassio, che può essere considerato un ricostituente e un toccasana per la pressione sanguigna. Il tarassaco, poi, è anche ricco di flavonoidi e antiossidanti, sostanze che agiscono in funzione antitumorale e stimolano la rigenerazione cellulare.

Quale formaggio è opportuno usare per questa frittata?

Quando si parla di frittata, a prescindere dagli ingredienti (con tarassaco o altro), è impossibile non parlare anche di parmigiano. E’ infatti una presenza fissa, in quanto insaporisce e contribuisce alla consistenza della frittata. La frittata di tarassaco, ovviamente, non fa eccezione. Ecco, quindi, che emerge il dubbio di sempre: quale parmigiano utilizzare? Premetto che, in linea teorica, per questo genere di preparazione va bene qualsiasi tipo di parmigiano, tuttavia, alcuni “funzionano” meglio di altri. La scelta è ovviamente tra le varie stagionature, personalmente consiglio quelle a medio-bassa stagionatura. Nella fattispecie, infatti, il parmigiano non è un condimento finale, bensì un ingrediente, dunque deve amalgamarsi alla perfezione con l’uovo. Le varianti meno stagionate, più morbide e un po’ più ricche di grassi, servono meglio a questo scopo.

Per quanto riguarda il parmigiano in sé, necessita di ben poche presentazioni. E’ uno degli alimenti simbolo del genio agroalimentare italiano, è un formaggio non solo squisito, ma anche straordinariamente nutriente. Il riferimento è alla quantità di proteine, che è straordinariamente elevata, più che nelle carni, come anche all’eccezionale contenuto di calcio. Ovviamente, non difetta nemmeno in termini di vitamine e sali minerali. Insomma, è un alimento eccezionale sotto tutti i punti di vista.

Tarassaco e metalli pesanti

Grazie a Bea.Bio ho fatto una bella scoperta. Questa erba spontaneo sta assumendo ogni giorno molta importanza anche grazie alla sua capacità d indicarci la presenza di metalli pesanti nell’ambiente. Se un terreno è ricco di elementi come cadmio, cromo, manganese, nichel, piombo e zinco anche le foglie di tarassaco lo sono. Lo dimostrano diversi studi.

Ci sono studi e ricerche che confermano una stretta correlazione fra inquinamento ambientale e concentrazione di alcuni metalli pesanti accumulati in questa pianta, in particolare nelle foglie.

Fra gli  effetti positivi fitoterapici del tarassaco c’è proprio quello di disintossicare l’organismo da metalli pesanti. Ovviamente valutate dove raccogliere le erbe spontanee. Le erbe spontanee non richiedono pesticidi, non richiedono trattamenti particolari, irrigazioni aggiuntive: sono spontanei per crescere “spontaneamente” appunto in quel luogo. Con beneficio per le risorse e l’equilibrio di quell’ambiente

Per saperne di più:

  • Keane B., Collier M.H., Shann J.R., Rogstad S.H. (2001)Content of dandelion  Taraxacum officinale leaves in relation to soil contamination and airborne particulate matter. Science of The Total Environment
  •  ShuheWei, Qixing Zhou, Shiny Mathews (2008) A newly found cadmium accumulator Taraxacum mongolicum. Journal of Hazardous Materials
  • Shuhe Wei, Qixing Zhou, Xin Wang (2005) Identification of weed plants excluding the uptake of heavy metals. Environment International

Ecco la ricetta della frittata di tarassaco:

Ingredienti per 4 persone:

  • 8 uova,
  • 400 gr. di tarassaco,
  • 50 gr. di parmigiano reggiano stagionato,
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
  • q. b. di sale.

Preparazione:

Per la preparazione della frittata di tarassaco iniziate scaldando il forno e impostando una temperatura di 180 gradi. In una ciotola rompete le uova e sbattete sia l’albume che il tuorlo con una forchetta. Sbucciate il tarassaco, lavatelo e lessatelo leggermente per 5 minuti. Passato questo lasso di tempo, scolatelo per bene e fatelo raffreddare. Poi tagliatelo e ponetelo in una ciotola, aggiungeteci le uova sbattute, un po’ di  sale e il parmigiano.

Sbattete nuovamente per bene ed amalgamate il tutto. Ora versate un po’ di olio in una padella e cuocete la frittata alla solita maniera. In alternativa potete optare per la cottura al forno. In questo caso coprite una teglia con delle carta da forno umida (prima bagnatela e poi strizzatela). Versateci su la frittata e cuocetela al forno per 40 minuti, controllandola ogni tanto. Quando dovrete servire, sarà più semplice togliere la frittata dalla teglia proprio grazie alla carta da forno. Buon appetito!

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Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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