Inquinamento da metalli pesanti da non sottovalutare

Ogni giorno abbiamo a che fare con l’inquinamento da metalli pesanti. L’inquinamento da metalli pesanti è una problematica con la quale abbiamo a che fare quotidianamente, anche se non ce ne accorgiamo. Infatti, si tratta di sostanze praticamente onnipresenti e tossiche che, se assorbite in elevate quantità, possono comportare l’insorgere di patologie gravi e di problematiche anche letali.

I metalli ai quali dovremo prestare una maggiore attenzione sono il cadmio, l’alluminio, il mercurio e il piombo. Questi sono i principali colpevoli di numerose malattie, nonché di alcuni gravi danni all’ambiente. Il problema è che, sin dal 1979, era stato reso noto che tutti gli abitanti dei Paesi industrializzati erano sottoposti ogni giorno a notevoli rischi. Pertanto, la domanda da porci adesso è: quanto rischiamo al giorno d’oggi?

Inquinamento da metalli pesanti: un problema da non sottovalutare

Gli anni passano e con il progresso delle industrie, l’incremento della produzione industriale anche per quanto riguarda l’agricoltura e l’evoluzione del settore terziario avanzato, sicuramente le cose non sono migliorate. Infatti, attualmente, grazie a tutte queste attività, tantissime sostanze tossiche e dannose vengono disperse nell’aria che respiriamo, nell’acqua piovana e in quella che arriva nelle nostre case, nonché negli alimenti.

Questo vero e proprio inquinamento da metalli pesanti fa sì che ogni giorno il nostro organismo, quello degli animali e l’ambiente assorbano notevoli quantità di queste sostanze tossiche. Queste ultime si legano con le cellule degli esseri viventi e si depositano in diverse parti del corpo. Essendo che l’organismo non riesce a espellerle tutte, con il tempo questo accumulo determina l’insorgenza di malattie, invecchiamento precoce e degradamento di alcune funzioni vitali.

Nello specifico, è utile ricordare che il mercurio lo troviamo nei pesci di notevoli dimensioni che portiamo in tavola: elevati dosi di questo metallo tossico possono provocare nervosismo, insonnia, ansia e depressione, perdite di memoria, ma anche paralisi e problematiche capaci di provocare la morte.

D’altra parte, sappiate invece che il cadmio si trova nell’aria grazie all’utilizzo di fertilizzanti chimici, al fumo delle sigarette, agli inceneritori di plastica e gomma e agli scarichi di alcune tipologie di aziende. Questa sostanza può causare disturbi gastrointestinali, ipertensione, problemi all’apparato riproduttivo, tumori e arteriosclerosi.

Per quanto riguarda l’inquinamento da metalli pesanti, è utile sapere anche che il piombo arriva nell’aria tramite gli scarichi delle industrie e la combustione dei carburanti, e può comportare problematiche alle ossa, nonché disturbi cerebrali e varie forme di depressione. L’alluminio è invece utilizzato nella produzione di utensili e per il confezionamento di vari alimenti, e anch’esso può causare disturbi neurologici e  persino l’insorgenza del morbo di Alzheimer.

Dalla diagnosi alla terapia: ecco come difendersi dall’inquinamento da metalli pesanti

Ovviamente, questi sono solo alcuni dei rischi legati al contatto e all’assimilazione dei metalli pesanti tossici e il problema principale è che il nostro organismo non riesce ad espellerli del tutto, Questo processo provoca così un accumulo che aumenta giorno dopo giorno. A questo proposito, è utile sapere che esiste solo un esame affidabile e capace di accertare la presenza di un’intossicazione: il mineralogramma.

Quest’ultimo si rivela un’analisi molto valida per coloro che sono costantemente esposti all’inquinamento da metalli pesanti e può essere effettuato analizzando gli annessi cutanei del paziente. Una volta accertata l’intossicazione, è possibile sottoporsi alla terapia chelante, ovvero un trattamento in cui vengono iniettate nel corpo delle sostanze capaci di agguantare i metalli e di aiutare l’organismo a espellerli.

Ad ogni modo, la prevenzione non va mai sottovalutata e, in questo caso, è opportuno in particolare limitare il consumo di determinati alimenti (o prediligerli in altre confezioni) e cercare di consumare una minore quantità di pesci grandi; evitare di sostare nelle aree industriali e/o molto trafficate; non respirare il fumo di sigaretta e prestare attenzione agli ingredienti presenti in alcuni cosmetici.

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