Vincotto alle spezie per come digestivo

Vincotto alle spezie
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Un succo d’uva denso e dolce come il miele.

Un bicchierino di Vincotto alle spezie per l’inverno. Il vincotto è un derivato del mosto d’uva così dolce e denso che possiamo equipararlo al miele. Il vincotto è tipicamente associato al sud Italia ed in particolare alla Puglia, pur essendo – come vedremo – presente in diverse regioni da nord a sud, anche se in molteplici varianti. In sostanza è un liquido derivante dal mosto d’uva trattato e cotto diverse ore, fino a diventare uno sciroppo.

Il mosto, essenziale per la preparazione del vincotto, non è altro che uva fresca pigiata o torchiata, avente la sua gradazione alcolica naturale, non inferiore all’8%. Il vincotto viene gustato autonomamente o utilizzato per diverse preparazioni dolci, molte delle quali associabili alle festività.

Il vincotto da nord a sud in viarie versioni

In Puglia, zona d’origine di questo prodotto d’uva, il vincotto viene utilizzato per insaporire tipici dolci natalizi come le carteddate e gli struffoli. Tra i diversi prodotti simili, e realizzati sempre col “vino cotto”, si distingue in primis il vincotto salentino che in dialetto viene chiamato “cuettu” (ossia “cotto”), preparato dal mosto delle migliori uve locali, rosse o bianche. Questo vino cotto però non lo troviamo solo in Puglia, seppur con denominazioni diverse, è possibile trovarlo anche in regioni molto distanti.

Ad esempio, in Piemonte (nel Monferrato) viene prodotta la mostarda piemontese che altro non è che mostro cotto per 12 ore con l’aggiunta di frutta mista, zucca e frutta secca, una preparazione squisita che generalmente si consuma in accompagnamento ai formaggi. Passeggiando tra i mercatini di Natale in Trentino, avrete senz’altro assaporato il vin brulè che altro non è se non un vino cotto, servito caldo, insaporito con zucchero, cannella, chiodi di garofano ed altre spezie, molto vicino alla ricetta che vi proponiamo oggi.

Vincotto alle spezie

In Sardegna, Marche e Romagna, il vino viene cotto per ottenere uno sciroppo dolce chiamato saba, utilizzato come edulcorante per i dolci tradizionali. Nella versione del Veneto, il vino d’uva Clinton viene cotto per circa mezza giornata con l’aggiunta di patate americane e zucca. Infine, per completezza, occorre segnalare l’esistenza, sempre nell’area pugliese ma verso le murge baresi, di un vincotto ottenuto dai fichi. Relativamente a quest’ultimo prodotto, seppur molto simile, la denominazione vincotto è contestata in quanto realizzabile anche senza uva e solo con i fichi.

Un elisir di salute adatto a bambini, adulti e anziani

Fino ad un paio di generazioni fa, ed ancora oggi presso alcuni anziani, il vincotto era considerato una vera e propria medicina. Ai tempi, quando mancavano i soldi e non era ancora diffusa la medicina ufficiale, nelle campagne e nei piccoli centri abitati, ci si affidava moltissimo alla sapienza degli anziani ed il vincotto era un apprezzatissimo rimedio per molti malanni ed in particolare per la tosse.

A quelle somministrazioni antiche possiamo dare ora una fondata spiegazione scientifica, in quanto il vincotto è effettivamente ricchissimo di polifenoli antiossidanti, così abbondanti da poter conferire tangibili benefici per la salute. Oltre ad essere un ottimo rimedio per i malanni di stagione, il vincotto contrasta i radicali liberi ed è quindi un liquore con effetto antiage.

Prevenendo l’invecchiamento cellulare, questo prodotto può aiutare a contrastare l’insorgenza di patologie cardiovascolari e tumori. Nella tradizione contadina, dopo il duro lavoro nei campi, veniva consumato come bevanda dissetante e rinfrancante. Ancora oggi viene apprezzato contro la tosse, l’inappetenza, il mal di gola ed i dolori articolari.

Ed ecco la ricetta del vincotto:

Ingredienti:

  • 3 kg. di mosto d’uva.
  • q. b. di spezie (cannella, chiodi di garofano, ecc.).
  • qualche buccia d’arancia essiccata

Preparazione:

Per preparare il vincotto, filtrate il mosto d’uva appena pressato. Per filtrarlo utilizzate un colino che possa trattenere bucce e semini. Versate il succo ricavato direttamente in pentola e scaldatelo fino a bollire. Quando il succo d’uva bolle, abbassate la fiamma ma continuate a cuocere per alcune ore. Mescolate e rimescolate il succo fino a vederlo ridursi, sempre più denso.

Con il succo ancora in cottura, aromatizzate aggiungendo qualche scorza di cannella, i chiodi di garofano e le bucce d’arancia essiccate e tritate. Dovrete ottenere un liquido ridotto ad un terzo rispetto alla quantità iniziale. In sostanza per 3 litri di mosto otterrete circa 1 litro di vincotto. Quando sarete soddisfatti della densità e della dose ottenuta, spegnete il fuoco ed attendete che lo sciroppo di vincotto stemperi un po’ il calore della cottura.

Prima di imbottigliate il vincotto nelle bottiglie di vetro, filtratelo di nuovo così da estrarre gli aromi utilizzati in cottura ed eventuali impurità residue. Utilizzate bottiglie sterilizzate, pulite e ben asciutte, dotate di un tappo ermetico. Versate il vincotto filtrato finché è ancora caldo e chiudete le bottiglie dopo che si sarà freddato. Potrete conservate ed utilizzare il vincotto per uno o due anni, così da usarlo nelle vostre preparazioni dolci o come accompagnamento.

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23-09-2019
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