Japan Gourmet: il viaggio continua tra Shirakawa-go, Takayama e Gero Onsen

Quarto giorno in Giappone: alla scoperta di piccoli angoli di paradiso

Il mio intenso viaggio in Giappone per la Japan Gourmet prosegue. Ogni giorno è una nuova scoperta, un nuovo sapore e una nuova sensazione. Stiamo entrando a piccoli passi nel Lontano Oriente. Una vacanza attraverso le città più grandi e conosciute come Tokyo al fianco di piccoli angoli di paradiso meno noti ma dal fascino incredibile. Piccoli villaggi incastonati tra le montagne ed i fiumi, il Giappone è anche questo.

Nel quarto giorno di viaggio mi sono divisa tra Shirakawa-go, Takayama e Gero Onsen. Tre località diverse ma uniche nel loro essere che mostrano in modo evidente le mille sfaccettature del Lontano Oriente. Luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, nei quali ogni cosa va assaporata lentamente, per scoprire un popolo molto legato alla sua cultura e nel quale il tempo sembra quasi essersi fermato in un binomio di bellezza e tradizione.

Tra le Alpi Giapponesi: Shirakawa-go, Takayama e Gero Onsen

Partenza all’alba in direzione di Shirakawa-go, un caratteristico villaggio dove le case sono costruite per resistere al grande freddo, incastonato nella valle del fiume Shogawa, nelle remote montagne di Gifu e Toyama. Un vero bijoux paesaggistico dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1995, famoso per i tradizionali casali gassho-zukuri, tipici alloggi giapponesi alcuni dei quali, come la Wada house, portano sulle spalle una storia lunga 250 anni.

Il viaggio del quarto giorno è proseguito a Takayama, la cittadina circondata dalle Alpi giapponesi che sembra essersi fermata agli inizi del Novecento, lontana dal caos e dalla frenesia, mantiene un fascino ed un mood tutto suo, tra locande e birrerie di sake secolari. Alla fine della giornata siamo “approdati” a Gero Onsen, un altro paesino di montagna famoso soprattutto per le sue terme. Una grande esperienza in un piccolo e rilassante resort, quasi di altri tempi, dove abbiamo anche dormito, in un modo del tutto insolito per noi europei. Il Ryokan, l’albergo tradizionale giapponese, è un luogo che è rimasto pressoché immutato nel tempo, con rifiniture in legno, porte scorrevoli e pavimenti con tatami dove non ci sono letti ma futon, sistemati alla fine della cena sul tatami.

Il Lontano Oriente e la sua carne pregiata: il manzo wagyu

Anche in questo quarto giorno di viaggio non sono mancate le esperienze gastronomiche, le visite tra negozi e mercati e il confronto con le tradizioni nipponiche. Dopo la vista al Takayama Showa-kan Museum, ho girato per moltissimi negozietti, li avrei svaligiati tutti molto volentieri! Un susseguirsi di artigianato e manufatti in ceramica bellissimi: utensili, piatti, ciotole, anfore, tutte colorate e decorate finemente con le tonalità del blu. Un’esperienza di shopping molto piacevole, lontano dalla folla impazzita delle grandi città.

A Takayama per pranzo abbiamo assaggiato il manzo wagyu, una carne deliziosa che indica letteralmente il “bue giapponese”. Carne pregiata, considerata tra le migliori al mondo. Il Giappone, infatti, è rinomato anche per le sue carni di pregio che al pari del sushi sono un vero must. Tra le diverse varietà di manzo wagyu, quella Hida è nella zona di Gifu la più pregiata in assoluto. Ognuno di noi ha cotto il wagyu a proprio piacimento perché servito su una piccola piastra calda, accompagnato da un’ottima birra la Hida white beer.

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