Filetti di cernia al limone : la salute viene dal mare

filetti di cernia al limone

Per quanto minimalista e scontato possa apparire, dichiarare che il pesce faccia bene alla nostra salute rappresenta un assunto imprescindibile dal quale partire per prendersi cura del proprio benessere.  Prepariamo insieme questi filetti di cernia al limone.

La presenza di folati, vitamina A, zinco ed apprezzabili quantità di proteine, rende il pesce un alleato perfetto per la salvaguardia della nostra salute.

Enfatizzare il consumo di pesce a tavola non è una trovata pubblicitaria, ma un vero traguardo per la nostra società che, oggi più mai, si rivela attenta a quello che è destinato a fare la propria quotidiana presenza sulle tavole di noi tutti.

Troppo spesso si assiste, purtroppo, ad una vera decadenza della nostra cultura alimentare, tesa ad apprezzare i cibi in scatola, già pronti e adatti ad una cucina sempre più last minute. Urge cambiare le cose, perché la salute di noi tutti passa principalmente da ciò che mangiamo.

Cernia: miniera di omega 3 tutto sapore

La cernia, tra tutti, è un pesce molto pregiato, dalle carni particolarmente compatte e ben digeribili e dal tenore lipidico tutto sommato moderato.
Quello che rende prezioso questo pesce dal punto di vista salutare è la presenza di acidi grassi essenziali della categoria degli omega-3, noti per la loro apprezzabile azione protettiva del cuore e del sistema cardiocircolatorio in genere.

Stando infatti a recenti studi gli omega 3 contenuti nei pesci sarebbero in grado di ridurre in maniera significativa i fattori di rischio cardiovascolare contrastando i tassi di trigliceridi e di colesterolo LDL (meglio noto come colesterolo “cattivo”), ostacolando al contempo la formazione e lo sviluppo delle placche aterosclerotiche, possibili cause di infarti ed ictus.

Potassio: il minerale poco valorizzato in cucina

Che il pesce sia un tassello indispensabile della nostra dieta è notorio. Ma chi può immaginare che la cernia, in particolare, possieda delle quantità notevoli di potassio? Proprio il potassio, uno dei minerali più consumati sotto forma di integratori, si presenta in tutta la sua naturalezza in questo pesce povero di grassi e gustoso.

Basti pensare che nella cernia sono presenti, in soli 100 g di prodotto, ben 483 g di potassio. Cifre astronomiche che assolvono in pieno al nostro fabbisogno di questo prezioso minerale, essenziale per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Un pesce dunque che non deve mai mancare sulle tavole di noi tutti, ed in particolare di coloro che, per caratteristiche fisiologiche o per attività svolte, tendono a sudare molto e, in ogni caso, in tutti i casi di carenze alimentari di questo minerale.

Non resta dunque che apprestarci alla preparazione di questo straordinario pesce presentandolo a tavola nel modo più delicato ed elegante possibile.

Ed ecco la ricetta dei filetti di cernia al limone

Ingredienti per 4 persone

  • 700 gr. di filetti di cernia puliti
  • 2 limoni non trattati
  • 2 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • 6 foglie di salvia
  • q.b. di farina di riso
  • q.b. di sale e pepe

Preparazione:

In una ciotolina mettete la scorza grattugiata del limone, irroratela d’olio e fatela riposare per una decina di minuti.

Lavate, asciugate e passa i filetti di cernia nella farina di riso facendo attenzione che aderisca bene sulla superficie del pesce.

Sul fondo di una pirofila mettete la scorza di limone macerata con il suo olio, la salvia sminuzzata, in un solo strato disponete i filetti di pesce fateli dorare in forno già caldo a 180° per circa 10 minuti  per parte, poi irroratele di succo di limone, regolate di sale e di pepe e servite  in tavola.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


26-11-2018
Scritto da: Tiziana Colombo
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