Formaggio Fresco Cremoso Exquisa : la Vera Bontà fa la differenza!

Formaggio Fresco Cremoso Exquisa senza lattosio

Oggi vi parlo del Formaggio Fresco Cremoso Exquisa: un mix di nutrimento da non sottovalutare

Si sa, abbiamo bisogno di un’alimentazione equilibrata, variegata e, soprattutto, genuina. I formaggi fanno la differenza nella nostra dieta, in quanto ci offrono il giusto apporto di energia e nutrienti. Tuttavia, ci serve qualità, ci servono prodotti creati con amore, passione e usando i migliori ingredienti. Così, arriviamo al formaggio fresco cremoso Exquisa: il ritratto della Vera Bontà. L’ho scritto con le lettere maiuscole e c’è un motivo: infatti, la Vera Bontà si concretizza in un vero e proprio manifesto e in una filosofia di produzione.

Per il marchio, che produce non solo il noto Formaggio Fresco Cremoso Exquisa, ma anche tanti altri alimenti e linee di prodotti particolari, si tratta di uno “stile di vita” che cambia i processi produttivi e che consiste nel proporre elevati standard qualitativi. Questi ultimi partono dalla freschezza e dalla genuinità delle materie prime, e si trasformano in affidabilità e naturalità dei prodotti. Perciò sì, si tratta proprio di Vera Bontà!

Un prodotto diverso dal solito: ve lo assicuro!

Chiaramente, essendo intollerante al lattosio, ma anche una blogger che ama la buona cucina, mi sono ritrovata a provare numerosi prodotti come il Formaggio Fresco Cremoso Exquisa. La maggior parte delle volte, ciò che manca negli alimenti proposti dai vari marchi è appunto la naturalità: non riusciamo a trovare quel sapore autentico, che invece dovrebbe rivelarsi parte integrante di ogni latticino. Il prodotto di Exquisa vanta invece una consistenza e un gusto delicato, che permette di fare una palese distinzione da altri alimenti similari.

Formaggio Fresco Cremoso Exquisa senza lattosio

Certamente, tutto sta nella scelta del latte fresco, proveniente da allevamenti selezionati (filiere OGM-free) che operano nel rispetto dell’ambiente e degli animali stessi, ma anche nelle modalità di produzione, che ci consentono di portare in tavola un formaggio cremoso, buono e genuino. Il prodotto di Exquisa è reperibile nella versione classica e in quella senza lattosio, nonché in numerose varianti saporite che, però, non perdono mai di vista il concetto di Vera Bontà, che assicura ogni volta notevoli standard di qualità.

Insomma, il Formaggio Fresco Cremoso Exquisa senza lattosio è differente sotto molti punti di vista

Parlo di sapori e di consistenza, per l’esperienza e per l’uso che ne ho fatto, sia nelle ricette che scelgo ogni giorno, che per gli spuntini che preparo per me e per i miei familiari. Il formaggio cremoso Exquisa senza lattosio (<0,01g/100g) è digeribile, ma anche molto più cremoso rispetto a molti altri prodotti similari (in fondo, questo dovrebbe essere uno dei principali punti di forza da non sottovalutare!). In più, è versatile: è l’ideale per la preparazione di pietanze dolci e salate, snack e aperitivi, per le feste e le cene in famiglia.

In ogni caso, ho la certezza di portare in tavola un formaggio spalmabile adatto a tutti e perfetto per dare il via libera alla mia creatività in cucina. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che si presenta come un’ottima fonte di proteine idonee per favorire lo sviluppo di muscoli, la crescita dei bambini e la nostra salute a livello generale… e che si tratta di un prodotto senza conservanti e senza glutine. In pratica, se cercate un latticino fresco e genuino, il formaggio cremoso Exquisa merita al più presto un assaggio!

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Contenuto in collaborazione con Exquisa

Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


20-09-2018
Scritto da: Tiziana Colombo
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