Pasta di riso e tapioca fatta in casa

Pasta di riso e tapioca

La qualità delle materie è un valore aggiunto, anche per la pasta di riso e tapioca

Al giorno d’oggi abbiamo a che fare con tante tipologie di pasta che possiamo tranquillamente fare in casa. Una di queste è decisamente la pasta di riso e tapioca: leggera, digeribile e delicata per il palato. Prepararla non è difficile, ma ci vorrà un po’ di pazienza e passione, nonché gli ingredienti giusti. Infatti, sia il riso che la tapioca sono ingredienti che hanno tante buone qualità e proprietà terapeutiche.

Tuttavia, per portare in tavola tutti questi elementi, abbiamo bisogno dei prodotti giusti: biologici e preparati con cura. Una volta che avrete selezionato i migliori, non vi resterà altro che sapere quali sono le ragioni per realizzare questo tipo di pasta e le varie modalità di preparazione. Pertanto, iniziamo a conoscere a fondo i nostri ingredienti!

Pasta di riso e tapioca: le farine che fanno la differenza

Tutti noi conosciamo il riso e, spesso, anche la tapioca. Ma quali sono le caratteristiche delle farine ricavate da questi alimenti? Partendo dalla farina di riso, è utile sapere che si tratta di un cibo definito “completo” da un punto di vista nutrizionale. Non a caso, si presenta come una ricca fonte di vitamina E, di vitamine del gruppo B e di amidi. Contiene inoltre dei discreti livelli di fibre, proteine e sali minerali.

tagliatelle-tapioca-e-riso-1Questa farina utilizzata per la preparazione della pasta di riso e tapioca è priva di glutine e può essere trovata facilmente nei negozi che vendono prodotti biologici oppure al supermercato. Lo stesso vale per quella preparata con la tapioca, che però non è altrettanto ricca di sostanze nutritive. Tuttavia, questa fecola ricavata dai tuberi della manioca amara, è estremamente digeribile e, nel contempo, saziante.

È composta prevalentemente da amidi e si rivela da sempre un toccasana per l’apparato digerente, nonché un efficace addensante per numerose pietanze. In pratica, queste due farine sono complementari sia per quanto riguarda il gusto che per il valore nutrizionale. Per questi motivi, si rivelano l’ideale per preparare una gustosa pasta fresca fatta in casa, da condire a piacere e da assaporare in qualunque occasione.

Gli altri ingredienti utili per portare in tavola la pasta di riso e tapioca

La ricetta che vi proponiamo è davvero molto semplice e, infatti, prevede solamente l’utilizzo di altri due ingredienti: sale uova. Grazie a queste ultime, potrete donare all’alimento la consistenza giusta, ma anche un migliore apporto proteico e vitaminico. Il sale verrà usato in minima quantità e, tuttavia, non è indispensabile.

Pertanto, in ogni caso, la pasta di riso e tapioca si rivela un alimento salutare, delizioso e capace di fornire tutto il nutrimento e l’energia di cui abbiamo bisogno, presentandosi come un pasto ideale sia per il pranzo che per la cena. Detto questo, non vi resta che mettervi in cucina e dare il via alla preparazione: stupirete gli ospiti e anche voi stessi!

Ingredienti per 4/6 persone

  • 200 gr di farina di riso
  • 100 gr di farina di tapioca
  • 3 uova
  • 2 gr sale

Preparazione

In una terrina ben capiente, inserite gli ingredienti secchi, miscelateli per bene e disponeteli poi a “fontana”. Nel mezzo inserite le uova e unite il tutto lentamente, impastando come fareste durante la preparazione di una normale pasta all’uovo.

Tirate poi la sfoglia e tagliate la pasta come più vi aggrada.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


13-12-2016
Scritto da: Tiziana Colombo
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