Budino di perle di tapioca: tutto un altro sapore!

Budino di perle di tapioca

Voglia di nuovi sapori, dolcezza e leggerezza? Ecco il budino di perle di tapioca!

Quando si tratta di colazione o di soddisfare un’improvvisa voglia di dolce, il budino di perle di tapioca si rivela una soluzione ottima! Infatti, usando la tapioca, possiamo ottenere un budino leggero e allo stesso tempo gustoso e molto più sano di quelli che troviamo al supermercato. Per prepararlo, non serve essere chef, ma basta solamente mettersi un po’ in cucina e divertirsi, per poi godere della soddisfazione di assaporare un gustoso dolce fatto in casa con le proprie mani.

Ideale per i grandi e anche per i più piccoli, questo budino è perfetto anche per coloro che riscontrano spesso problemi di digestione. Questo è tutto merito della tapioca, ma andiamo a scoprire tutte le principali caratteristiche di questo alimento e le proprietà benefiche che può regalare al vostro prossimo dessert!

Budino di perle di tapioca: da una pianta tropicale alle nostre tavole

Se non conoscete la tapioca, sappiate che non è altro che una fecola che si ricava dai tuberi della manioca amara, una pianta tropicale unica nel suo genere. Proprio come quella che si produce grazie alle patate, questa fecola ha la capacità di addensare gli ingredienti che la accompagnano e, quindi, si rivela ottima per preparare un budino denso al punto giusto. Tuttavia, ha molte altre caratteristiche da non sottovalutare e che possono rendere il vostro dessert davvero speciale.

Il budino di perle di tapioca, in particolare grazie a quest’ultima, è estremamente digeribile. Infatti, questa fecola facilita la digestione, rendendo più digeribili anche gli altri alimenti con i quali è abbinata. Questa sua proprietà consente ad essa di presentarsi come un alimento ideale persino per coloro che soffrono frequentemente di coliti e problematiche correlate all’apparato digerente.

Anche per questo motivo è perfetta per i più piccoli: la crema di tapioca sostituisce perfettamente la crema di riso, sia a livello calorico che per quanto riguarda il sapore e la cremosità. In generale, è utile sapere che la tapioca regala molta energia. Infine, essendo povera di sodio, può aiutare a proteggerci dalle malattie cardiovascolari, provocate invece da un elevato consumo di sale e di alimenti che lo contengono in abbondanti quantità.

Un gusto diverso e tanta soddisfazione con il budino di perle di tapioca!

Anche per i più scettici, il consiglio è quello di provare al più presto questo budino. La tapioca è unica nel suo genere e, sicuramente, può donare un sapore un po’ diverso ma è ottima e capace di regalare un retrogusto unico e permettervi di preparare un dolce che si scioglie letteralmente in bocca. Perciò, provare questa ricetta non vi farà perdere nulla, ma bensì vi farà guadagnare molto: dall’ energia alla gustosità, dalla digeribilità alla soddisfazione.

Il budino di perle di tapioca potrà rivelarsi il dessert perfetto per qualunque occasione. Farete una bella figura con i vostri ospiti e, gustandolo, vi accorgerete che ne è valsa la pena: meglio un dolce buono e genuino o un prodotto confezionato ricco di conservanti e zuccheri raffinati? A voi la scelta!

E’ un budino dal sapore delicato ed è da provare per credere! Va bene per gli intolleranti al lattosio, al glutine. Io che ho problemi di nichel lo mangio nei giorni di dieta libera.

Ringrazio Giovanna Hoang per avermi insegnato a preparare questo budino e non è finità qui!!! Ci saranno altre ricette da togliere il fiato…

Ingredienti per 4 persone

  • 400 gr di acqua
  • 200 gr latte di cocco
  • 80 gr di zucchero di canna bianco
  • 40 gr di perle di tapioca piccole
  • 4 baby banane
  • 1 bacca di vaniglia Bourbon

Preparazione

Versate in un pentolino l’acqua, portate a bollore e aggiungete le perle di tapioca.Cuocete a fuoco basso per 10-15 minuti mescolando di tanto in tanto, fino a quando le perle di tapioca non saranno diventate trasparenti.

Unite il latte di cocco, lo zucchero e la bacca di vaniglia. Mescolate e continuate la cottura per altri 5 minuti. Poi, aggiungete le banane tagliate  a tocchetti e cuocete per altri 3 minuti. Eliminate la bacca di vaniglia e servite.

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Contenuto in collaborazione con Brandani Gift Group

Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


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1 commento su “Budino di perle di tapioca: tutto un altro sapore!

  • Ven 26 Ago 2016 | Lara ha detto:

    mi piace molto… una colazione che farei volentieri…mi attrezzo con gli ingredienti e testo

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