Frullato di spinaci, mango e banana: un mix energetico

Frullato di spinaci, mango e banana

Frullato di spinaci, mango e banana: la carica del ferro con tutta l’energia della frutta. L’associazione spinaci= ferro che siamo avvezzi a fare, per via della cultura venutasi, nel tempo, a consolidare intorno questa verdura così speciale, è senz’altro fondata, ma, a ben vedere, non si tratta dell’unica caratteristica nutrizionale che possa ad essi essere attribuita.

Il suo colore verde intenso, simile a quello del basilico ben maturo, risulta quel cosa in più che lo rende gradito per preparare ottimi frullati, genuini, ai quali è possibile unire altresì ottima frutta, quale, ad esempio, banana a mango.

Dire che il preparato che ne deriva è genuino, come si può immaginare, è davvero riduttivo: trattasi infatti di ingredienti tutti salubri e particolarmente indicati per affrontare al meglio i primi malanni di stagione.

Un pieno di energia tutto colore. Scopriamo perché.

Mango: il re della frutta esotica

Depurativo, ricostituente, antiage, davvero il mango vanta mille proprietà curative, molte delle quali non sono neppure immaginabili.

Ottimo sedativo in caso di infiammazione a carico dei bronchi, i benefici effetti del mango si estendono anche alla lotta contro l’invecchiamento cellulare, per via della loro capacità di contrastare i radicali liberi. Ma c’è di più: stando ad alcuni recenti studi, sembra che alcuni componenti del mango, tra i quali, in primis, l’acido gallico e la mangiferina, abbiano potenti ed efficaci proprietà anti tumorali.

Frullato di spinaci, mango e banana

Per assorbire al meglio tutte le fantastiche proprietà curative di cui il mango è miniera, il consiglio è quello di consumarlo a digiuno, l’ideale è farlo attraverso un frullato fresco e saporito da gustare lontano dai pasti, meglio se nel corso della mattina, proprio come quello del quale ci accingiamo a indicare ingredienti e preparazione.

Frullato di spinaci, mango e banana: ingredienti per un frullato doc

La stragrande maggioranza dei frullati vedono quale principale ed indiscussa protagonista la banana, e non si tratta certo di un caso.

Essa possiede delle proprietà nutrizionali davvero apprezzabili. Tra le più note vi è, senza dubbio, la capacità di regalare al nostro organismo energia, utile a contrastare la depressione e, grazie al suo buon contenuto di ferro, si rivela estremamente prezioso per tutti i soggetti che, per scelta o per basso indice di gradimento, non siano soliti consumare molta carne.

La banana rappresenta poi, per tutti coloro che soffrono stitichezza e il bruciore di stomaco, frutto da privilegiare in assoluto, in quanto capace di neutralizzare l’acidità di stomaco e di alleviare i nervi.

Ecco dunque che il frullato di spinaci, mango e banana si rivela la formula perfetta per godere a pieno di tutti i benefici menzionati messi insieme.

Allora non resta che, frullatore alla mani, darsi alla preparazione di questo toccasana tutto natura.

Gli intolleranti al nichel posso sostituire lo spinacino con le foglie di bietole novelle.

Ed ecco la ricetta del Frullato di spinaci, mango e banana

Ingredienti per 2/3 persone

  • circa 1 dl di bevanda al cocco
  • un mazzetto spinacini freschi
  • una banana
  • 1 mango
  • un cucchiaio succo di limone
  • 2 cm di zenzero fresco

Preparazione

Lavate e asciugate le foglie di spinaci. Sbucciate mango e banana e tagliate a pezzetti. Pelate e tagliate lo zenzero a lamelle.

Mettete tutti gli ingredienti nel frullatore e azionate

Se risulta troppo denso potete aggiungere il latte fino ad aggiungere il grado di cremosità  desiderato.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


29-11-2015
Scritto da: Tiziana Colombo
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