bg header
logo_print

Centrifugato di sedano, un elisir ricco di gusto e benessere

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
23/05/2014 alle 07:00

Centrifugato di sedano rapa
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 15 min
cottura
Cottura: 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
Stampa
3.5/5 (11 Recensioni)

Centrifugato di sedano, una bevanda salutare da gustare

Un antico proverbio recita “se il contadino sapesse il valore del sedano, allora ne riempirebbe tutto il giardino” e proprio per questo ho pensato di proporvi un buon centrifugato di sedano. Siete scettici? Anche io lo ero all’inizio ma, una volta analizzati i benefici, ho davvero cambiato idea!

In fondo, il sedano lo mangiamo in modi diversi e ne conosciamo già il sapore. A volte lo mangiamo anche crudo e con questi presupposti… perché non dovremmo apprezzarne il succo, soprattutto se si rivela un elisir di benessere? Bella domanda, alla quale non è necessario rispondere. D’altra parte, se continuate a leggere, capirete perché provarlo e, credetemi, quello che scoprirete potrà bastare per convincervi!

Ricetta centrifugato di sedano

Preparazione centrifugato di sedano

  • Lavate il sedano, pelate il sedano rapa e tagliatelo a metà.
  • Mettete i pezzi di sedano tagliati a pezzetti nella centrifuga.
  • Versate il succo nei bicchieri, conditelo con un pizzico di sale e qualche goccia di olio. Il centrifugato è da bere appena preparato.

Ingredienti centrifugato di sedano

  • 2 mazzi di sedano
  • mezzo sedano rapa
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • un pizzico di sale

Le peculiarità del sedano: un ortaggio tutto da scoprire

Il centrifugato di sedano, è in particolare il sedano, è da sempre ritenuto un vero toccasana per la nostra salute e un ortaggio dalle mille proprietà. Privo di calorie, ha effetti benefici sul il nostro sistema immunitario e, essendo ricco di fibre promuove la salute dell’ apparato digerente. Per le sue proprietà, è da sempre utilizzato per scopi medicinali ed è considerato un vero e proprio toccasana per la nostra salute.

Con queste premesse, possiamo dire con certezza che il succo di sedano è una bevanda ricchissima di sali minerali. Vanta perciò valide proprietà rimineralizzanti, si rivela utile alla pressione sanguigna ed ha effetti benefici sulla pelle; inoltre aiuta a combatte la ritenzione idrica, è molto energetico e refrigerante.

Centrifugato di sedano IMG

Secondo le ricerche, abbiamo a che fare con un alimento (e in questo caso con una bevanda) utile in caso d’asma, costipazione, gotta, mal di testa, infiammazioni, insonnia e problemi ai reni, fegato o polmoni. Il sedano, oltre ad essere amico della nostra salute, è un vero protagonista nelle nostre cucine: con la cipolla e la carota è ingrediente del soffritto e del brodo di carne. Quindi, la verità è che siamo già abituati al suo sapore e non dobbiamo spaventarci al pensiero di assaggiarne il succo!

Alcuni consigli da non sottovalutare

Per conservarne inalterate le sue proprietà digestive e la grande quantità di manganese, potassio, ferro, fosforo, è consigliabile consumarlo crudo. Un modo molto gradevole per apprezzarlo è il pinzimonio, le insalate e, per l’appunto, i centrifugati freschi. Ottimo anche il centrifugato di sedano e carote. Fra i centrifugati di sedano che preferisco vi consiglio il centrifugato di mela verde, sedano e succo di aloe.

Il succo di sedano contiene tutti i principi benefici dell’ortaggio. Perciò, è consigliabile a tutti. La ricetta che vi propongo è semplice, gustosa e facile da preparare, inoltre è un elisir di benessere e di bontà. Durante la menopausa mi consigliarono di berne un bicchiere ogni giorno al mattino appena sveglia. Buona salute a tutti!

Centrifugato di sedano, un mix di sedani dalle ottime proprietà

Per questa bevanda si utilizzano due tipologie di sedani: quello verde (che rappresenta un po’ lo standard) e quello rapa. Vediamo in cosa si differenziano in termini di aspetto, sapore e proprietà nutrizionali.

Il sedano verde esprime un sapore fresco ed erbaceo, valorizzato da una leggera nota amarognola. È ricco di acqua, povero di calorie e contiene una buona quantità di potassio, vitamina K e flavonoidi, che lo rendono utile per favorire la diuresi e mantenere stabile la pressione del sangue. Viene in genere consumato come ingrediente di supporto, ad esempio nei soffritti. 

Il sedano rapa si consuma come una verdura ed ha un sapore più dolce e quasi nocciolato, accompagnato una consistenza più soda. È ricco di fibre, vitamina C e fosforo. Dal punto di vista nutrizionale apporta più energia rispetto al sedano verde, ma rimane comunque un alimento ipocalorico.

Nel centrifugato i due sedani agiscono in totale sinergia: il sedano verde regala freschezza e un tocco leggermente amarognolo, mentre il sedano rapa fornisce corposità e un sapore più delicato. Insieme danno vita a una bevanda equilibrata e nutriente, adatta a essere consumata in ogni momento della giornata.

Le numerose varianti dei centrifugati di sedano

Il centrifugato di sedano che vi presento qui è essenziale, infatti si prepara solo con il sedano e un po’ di olio. Tuttavia è possibile pensare ad alcune varianti, ciascuna delle quali va arricchita con ingredienti diversi. Per esempio potete usare la mela verde per conferire un tocco fruttato e lievemente acidulo, utile anche per bilanciare il gusto deciso del sedano verde. Nondimeno si può introdurre lo zenzero, che aggiunge una nota speziata e potenzia l’effetto digestivo della bevanda.

Un’altra variante interessante variante prevede l’aggiunta di carote e limone: le carote addolciscono e arricchiscono la bevanda di betacarotene, mentre il limone dona freschezza e contribuisce a mantenere stabile il colore chiaro del succo.

Queste sono tutte varianti delicate, ciò non toglie che il centrifugato possa essere impiegato per usi “spinti”. Per esempio il centrifugato può essere usato come base per zuppe fredde, o per emulsioni leggere in accompagnamento a pesce crudo, crostacei o insalate estive. In questo caso potete aggiungere un filo di olio extravergine e qualche goccia di aceto di mele.

FAQ sul centrifugato di sedano

Che sapore ha il sedano rapa?

Il sedano rapa ha un sapore delicato ma caratteristico. È meno amaro del sedano verde e presenta leggere note dolci, con un retrogusto che ricorda la nocciola o il prezzemolo. Da crudo è croccante e aromatico, mentre da cotto diventa più morbido e leggermente più dolce.

Che aspetto ha il sedano rapa?

Il sedano rapa si presenta come una grossa radice tondeggiante, dal diametro variabile tra i 10 e i 15 centimetri. La sua buccia è ruvida e di colore marrone chiaro, inoltre è spesso irregolare e nodosa. All’interno la polpa è compatta, bianca e omogenea. A differenza del sedano verde non si sviluppa in coste e foglie lunghe, ma resta quasi interamente concentrato nella parte sotterranea della pianta.

A cosa fa bene il sedano?

Il sedano è una verdura ricca di benefici. Grazie al suo elevato contenuto di acqua e potassio, ha un forte potere diuretico e contribuisce a eliminare i liquidi in eccesso. È povero di calorie, quindi adatto a regimi ipocalorici, e contiene flavonoidi con azione antiossidante.

Con cosa ci sta il sedano?

Il sedano si abbina bene a numerosi ingredienti. Da crudo si sposa con mele, carote, pere, cetrioli e agrumi, che ne esaltano la freschezza. È perfetto con lo zenzero, il limone e il finocchio per bevande e centrifugati detox. Nelle preparazioni salate si abbina bene con cipolla, aglio, pomodoro e carni bianche.

Ricette di centrifugati ne abbiamo? Certo che si!

3.5/5 (11 Recensioni)
Riproduzione riservata

3 commenti su “Centrifugato di sedano, un elisir ricco di gusto e benessere

  • Sab 23 Nov 2019 | Ivan Signori ha detto:

    grazie , per il consiglio e la ricetta , provata buonissima . saluti

  • Mar 9 Dic 2025 | Anna Paola Bertaglia ha detto:

    Grazie adoro i centrifugati di frutta e verdura,ora proverò anche il sedano rapa che non conosco!

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Smoothie di asparagi e ananas

Smoothie di asparagi e ananas, una bevanda alternativa

In breve: lo smoothie di asparagi e ananas è una bevanda cremosa e fresca che unisce il gusto verde degli asparagi alla dolcezza naturale di ananas e banana. È una proposta adatta a chi cerca...

Gin Fizz al mirtillo e lavanda

Gin Fizz al mirtillo e lavanda, una gradita...

Gin Fizz al mirtillo e lavanda in breve: pronto in circa 15 minuti, difficoltà bassa, per 2 bicchieri. Il segreto è una purea di mirtilli ben filtrata e lo sciroppo di lavanda dosato con mano...

Mamajuana: cos’è davvero il drink simbolo della Repubblica Dominicana Mamajuana: perché oggi incuriosisce sempre di più Mamajuana è una parola che attira subito l’attenzione, ma spesso viene spiegata in modo sbrigativo. C’è chi la chiama rum aromatizzato, chi liquore alle spezie, chi la lega solo ai viaggi ai Caraibi. In realtà il suo fascino nasce proprio dal fatto che non si lascia chiudere in una formula troppo corta: la mamajuana è prima di tutto un infuso alcolico dominicano che mette insieme rum, vino rosso, miele, cortecce, radici ed erbe. È una di quelle bevande che raccontano un luogo molto più di tante cartoline. Quando si guarda una bottiglia di mamajuana si vede già un mondo: il vetro colmo di liquido rosso scuro, i legni immersi, il profumo caldo, il gesto lento di chi la versa in piccoli bicchieri. Se amate i distillati dal gusto pieno, potete leggere anche questa guida ai migliori rum, così da entrare ancora meglio nel suo universo. Consiglio della nonna: la mamajuana non va letta come un semplice superalcolico da bere in fretta. Dà il meglio quando la si assaggia piano, cercando miele, spezie, legno e quella nota calda che resta in bocca a lungo. Negli ultimi tempi se ne parla di più anche in Italia, perché cresce la voglia di scoprire bevande legate a un territorio vero, con una storia alle spalle e un gusto che non somiglia ai soliti liquori da scaffale. La mamajuana risponde bene a questa voglia di novità, ma lo fa con un’anima antica, popolare, piena di racconti e gesti tramandati. Chi segue Nonna Paperina sa che mi piace farvi scoprire cibi e bevande che aprono la porta a una cucina più ampia, più viva, più curiosa. In questo caso il viaggio porta nella Repubblica Dominicana, la stessa terra che regala anche prodotti splendidi come il cacao dominicano, ricco di storia e di gusto. In breve: la mamajuana è una bevanda tipica della Repubblica Dominicana, fatta con rum, vino rosso, miele, erbe, cortecce e radici. Non è una ricetta fissa, perché ogni famiglia e ogni zona può avere il suo modo di farla. In genere è senza glutine e senza lattosio, ma non è vegana nella forma classica per via del miele. In cucina e a tavola colpisce per il gusto caldo, speziato e un po’ dolce, che la rende diversa dai liquori più comuni. Mamajuana: cos’è e come si gusta Che cos’è la mamajuana La mamajuana è una bevanda che nasce da una macerazione. Dentro la bottiglia si mettono cortecce, radici, erbe e spezie, poi si aggiungono rum, vino rosso e miele. Il risultato non è uguale a un classico liquore alle erbe e non è nemmeno simile a un rum liscio: sta nel mezzo, ma con una sua voce chiara. Il bello è proprio qui. La mamajuana non punta sulla purezza di un solo ingrediente, ma sull’incontro di più anime. Il rum porta calore, il vino rosso dà corpo, il miele ammorbidisce, mentre erbe e legni lasciano una scia più profonda. Quando è fatta bene, non risulta pesante né stucchevole. Ha invece un gusto largo, pieno, che cambia mentre la si beve. Molti la scoprono in vacanza e se ne innamorano perché ha un profumo che resta in mente. Però la mamajuana non è solo una curiosità da viaggio. È una bevanda di casa, da regalo, da tavola, da chiacchiera lenta. Proprio per questo merita un articolo più preciso e meno svelto del solito. La mamajuana tra storia e racconto popolare Quando si parla di mamajuana si entra in un mondo in cui storia e racconto popolare si toccano. Le sue radici vengono legate alla tradizione dei Taíno, il popolo che viveva sull’isola di Hispaniola prima dell’arrivo degli europei. In origine si parla di un uso delle erbe in forma di infuso; con il tempo, e con l’arrivo degli alcolici, quella base si è trasformata nella bevanda che conosciamo oggi. Questo passaggio spiega bene perché la mamajuana venga vista come qualcosa di più di un drink. Nella cultura dominicana è una presenza che unisce memoria, casa, festa e anche un po’ di leggenda. La sua fama di bevanda “tonica” o afrodisiaca fa parte di questo immaginario, ma va letta per quello che è: un racconto popolare, non una promessa da prendere alla lettera. Se vi piace andare alla fonte delle tradizioni, potete scoprire di più qui sul mondo taíno. È un passaggio utile anche per capire perché la mamajuana venga sentita come una bevanda identitaria, e non come una semplice moda del momento. Lo sapevi che… In molti casi il nome mamajuana richiama anche il tipo di bottiglia usata per la macerazione. Già questo ci dice quanto contenitore, rito e bevanda siano legati tra loro. Che gusto ha la mamajuana Il gusto della mamajuana cambia da bottiglia a bottiglia, ed è una delle sue cose più belle. In alcune versioni il miele si sente di più e il sorso è più morbido. In altre esce prima la nota del rum, con un finale più asciutto. Poi arrivano le spezie, il legno, qualche punta balsamica o amara che rendono tutto più ricco. Chi prova la mamajuana per la prima volta si aspetta a volte un rum dolce, quasi da dessert. Non è così. Certo, può avere una vena morbida, ma resta una bevanda con carattere. Non punta solo sul dolce: gioca sul contrasto tra calore, spezie e fondo erbaceo. Proprio per questo va capita, non solo bevuta. Il colore tende al rosso scuro o al rubino carico. Anche l’aspetto conta, perché prepara già il palato. Nel bicchiere piccolo e trasparente la mamajuana colpisce subito, e quel colpo d’occhio fa parte dell’esperienza tanto quanto il profumo. Come si beve la mamajuana e quando offrirla La mamajuana si beve spesso in piccole dosi. Non è una bevanda da bicchieri grandi o da consumo frettoloso. Si serve di solito a temperatura ambiente oppure con poco ghiaccio, così da non spegnere troppo i profumi. In questo ricorda certe bevande da fine pasto che hanno bisogno di un momento loro. Sta bene dopo cena, ma può trovare spazio anche in un contesto conviviale, quando si vuole portare in tavola qualcosa che faccia parlare. Ha quella forza gentile che accende la curiosità degli ospiti. In una cena a tema caraibico o in un finale di serata con cioccolato fondente e frutta secca può dire davvero la sua. Per chi ama il mondo dei drink ma cerca anche opzioni più leggere in altri momenti, segnalo pure queste idee di cocktail analcolici al caffè, ottime quando si ha voglia di un bicchiere curato ma senza gradi alti. Te lo dico io: la mamajuana non va servita troppo fredda. Quando il freddo è eccessivo, miele, spezie e note di legno si chiudono e il sorso perde fascino. Mamajuana e intolleranze: cosa sapere davvero Qui entriamo in un tema caro a Nonna Paperina: capire se un prodotto può stare bene in una cucina attenta a esigenze diverse. La mamajuana, nella sua forma più classica, nasce con ingredienti che non contengono lattosio. In molti casi può essere anche senza glutine, perché si basa su rum, vino rosso, miele ed elementi vegetali. Detto questo, è bene fare un passo in più di prudenza. Se acquistate una bottiglia pronta, leggete sempre l’etichetta. Nelle versioni industriali o turistiche possono entrare aromi, zuccheri aggiunti o altri ingredienti che cambiano il profilo del prodotto. Inoltre la forma tradizionale non è vegana, perché il miele è una parte centrale della ricetta. C’è poi un punto che vale per tutti: resta una bevanda alcolica. Quindi non è il caso di caricarla di virtù che non le spettano. Si può gustare con piacere, si può inserire in un racconto di cucina di casa e di viaggio, ma senza trasformarla in qualcosa che non è. Come scegliere una buona mamajuana Se volete comprare una buona mamajuana, il primo passo è capire se preferite una bottiglia già pronta oppure un kit da completare a casa. La prima scelta è più comoda. La seconda è più coinvolgente, perché vi fa entrare nel gesto della macerazione e vi lascia costruire il gusto un po’ alla volta. Una buona mamajuana si riconosce dal suo equilibrio. Il miele non deve coprire tutto, il rum non deve bruciare e basta, le spezie non devono diventare un miscuglio confuso. Anche l’occhio vuole la sua parte: vedere radici, legni e colore pieno aiuta a capire subito se siamo davanti a un prodotto curato. Per una lettura più ampia sul contesto dominicano della bevanda, potete approfondire qui. Se invece volete ripassare la base del distillato che ne segna il cuore, c’è anche una pagina utile sul rum. Curiosità: una delle cose più affascinanti della mamajuana è che non esiste una sola ricetta “vera” valida per tutti. Ogni bottiglia può avere un tono suo, e proprio questa libertà ne fa una bevanda viva. FAQ sulla mamajuana La mamajuana è solo rum aromatizzato? No, definirla solo rum aromatizzato è riduttivo. La mamajuana unisce di solito rum, vino rosso, miele, erbe, radici e cortecce, quindi ha una struttura più ricca e più ampia. Che sapore ha la mamajuana? Ha un gusto caldo, speziato, un po’ dolce e con un fondo di erbe e legno. In alcune versioni si sente di più il miele, in altre il rum o la parte speziata. La mamajuana si beve fredda o a temperatura ambiente? Di solito rende bene a temperatura ambiente o con poco ghiaccio. Se è troppo fredda perde una parte del suo profumo e del suo fascino. La mamajuana è senza glutine? Spesso sì, ma non bisogna dare tutto per scontato. Se comprate una bottiglia pronta controllate sempre etichetta e ingredienti, così evitate sorprese. La mamajuana è adatta a chi non consuma lattosio? Nella ricetta classica non ci sono ingredienti con lattosio. Anche qui, però, vale la regola di leggere bene la composizione delle versioni già confezionate. La mamajuana è vegana? Nella forma più nota no, perché contiene miele. Esistono versioni riviste, ma la ricetta tradizionale non rientra in una scelta vegana. Blocco SEO Keyword principale: mamajuana SEO Title: Mamajuana: cos’è e come si beve il drink dominicano Meta title: Mamajuana dominicana: storia, gusto e consigli Slug: /2026/04/mamajuana-il-rum-aromatizzato-della-repubblica-dominicana/ Meta Description: Mamajuana, drink simbolo della Repubblica Dominicana: cos’è, che gusto ha, come si beve e cosa sapere su miele, spezie e rum.

Mamajuana: cos’è davvero il drink simbolo della Repubblica...

In breve: la mamajuana è una bevanda tipica della Repubblica Dominicana, fatta con rum, vino rosso, miele, erbe, cortecce e radici. Non è una ricetta fissa, perché ogni famiglia e ogni zona può...