Come si fanno le crespelle bietole e ricotta ? Ve lo spiego

crespelle bietole e ricotta

Come si fanno le crespelle bietole e ricotta ? Ve lo spiego io. La bietola è una verdura che solitamente viene bollita. Quella da coste necessita di un tempo di cottura un pochino più lungo, mentre quella da foglie, le erbette, ha una cottura più veloce.

La preparazione può benissimo fermarsi qui, condendo con olio e sale, magari un po’ di pepe.Oppure continuare in padella, dove la si farà saltare con olio o burro e cipolla.

Essendo una verdura con gusto delicato, non invasivo, può essere utilizzata in diversi modi e in abbinamento con altri ingredienti. Per gli intolleranti al nichel è un po’ come il prezzemolo…..la possiamo mettere ovunque senza far danno

Ottima per ripieni, sia per la pasta (come i cannelloni, ad esempio), sia per tasche di carne o rotoli, magari accompagnata da formaggio con il quale si sposa incredibilmente bene. In mancanza di altre erbe può rappresentare anche il ripieno di un cassone verde.

C’è chi la trova ottima in frittata e chi, in alternativa degli spinaci, la unisce all’impasto per fare le lasagne verdi. Insomma…di tutto e un po’. Ora non resta che approfondirne le proprietà!

Alla scoperta delle proprietà delle bietole

Entriamo ora nel vivo delle proprietà delle verdure protagoniste di queste crespelle bietole e ricotta. Quali sono? Quando si parla della bietola bisogna ricordare la presenza di principi nutritivi molto importanti. Tra questi è possibile citare il calcio, il fosforo e il potassio. L’ultimo fa la differenza per quanto riguarda l’efficienza della circolazione ematica.

Le bietole, grazie alla presenza del flavonoide noto con il nome di acido siringico, aiutano inoltre a prevenire il diabete.

crespelle bietole e ricotta

Ricotta delattosata, una delizia super nutriente

Continuiamo a entrare nel vivo dei benefici delle crespelle bietole e ricotta parlando proprio di quest’ultima. La ricetta che vi presento, visto il contesto, prevede l’utilizzo della ricotta delattosata. Quali sono i suoi benefici più importanti?

In primo piano possiamo trovare la presenza di proteine del siero. Le suddette, a differenza di quelle casearie, sono caratterizzate da un forte valore biologico, dovuto in particolare alla presenza degli amminoacidi. A questo punto non resta davvero che correre in cucina a preparare questo piatto.

Semplice ma nutriente e sano, darà una svolta alle vostre prossime cene. Provare per credere! I vostri ospiti vi ringrazieranno e vi chiederanno la ricetta di questa delizia salutare e gustosa, che dimostra ancora una volta come gli intolleranti al lattosio, a glutine e al nichel possano mangiare bene.

Ed ecco la ricetta delle crespelle bietole e ricotta

Ingredienti per 8 crespelle circa

  • 100 gr. di farina di fonio
  • 2 uova intere
  • 220 gr. di latte Accadi
  • un pizzico di sale
  • una noce di burro chiarificato

per il ripieno:

  • 500 gr. di bietole
  • 100 gr. di ricotta delattosata
  • 50 gr. di parmigiano reggiano 36 mesi
  • 1 spicchio d’aglio
  • q.b. sale
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

Preparazione delle crespelle:

Rompete le uova in una terrina e sbattete con la frusta. Unite la farina, il latte e il sale e mescolate fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo

Coprite con la pellicola e fate riposare per circa mezz’ora in frigorifero..

Ungere leggermente una padella antiaderente  o una crepiera, poi versare un po’ di composto e distribuirlo in modo omogeneo.

Quando inizia a diventare dorata girarla e cuocerla anche dall’altra parte. Finire tutto l’impasto facendone il più possibile.

Se vi avanza dell’impasto potete conservarlo in frigorifero con della pellicola per al massimo un giorno mentre se avanzano delle crespelle cotte impilatele una sull’altra e conservatele coperte in frigo per un paio di giorni.

Lavare le bietole sotto acqua fresca corrente, rimuovere i gambi e metterle in una pentola senza altra acqua che non sia quella che rimane sulle foglie dopo averle sciacquate.

Portare la pentola sul fuoco e far bollire a fuoco moderato per 10 minuti. A metà cottura salate.Quando sono cotte, scolate, lasciate raffreddare e strizzatele.Tritarle grossolanamente con la mezzaluna su un tagliere di legno.

Fate dorare gli spicchi d’aglio spellati, unite le bietole e fatele saltare qualche minuto a fiamma vivace. A questo punto mettetele in una bastardella ed unite la ricotta, il parmigiano, il sale e il ripieno è pronto.

Ora possiamo dedicarci al ripieno stendendo la crespella su un piatto e farcirla, creando con fantasia il ripieno preferito, avendo cura di stenderlo soltanto su una meta’ del cerchio e lasciando liberi i bordi, in modo che, una volta ripiegata (in meta’ o in quattro, a ventaglio), il ripieno non fuoriesca.

Adagiatele le vostre crespelle in una pirofila. Cospargete la superficie con qualche fiocchetto di burro e cuocete in forno per 20 min. a 200°. Servire immediatamente decorando il parmigiano reggiano grattugiato.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


23-12-2012
Scritto da: Tiziana Colombo
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