Gohan (riso bollito alla giapponese)

Tempo di preparazione:

Dopo il frumento, il riso è il cereale più coltivato al mondò: se ne producono 4 miliardi di quintali all’anno, di cui 1400 milioni nella sola Cina. Accompagnato da carni, pesce, verdura, latte, miele, frutta, il riso viene consumato nella misura di 150 chili all’anno per persona in diversi Paesi Asiatici. Come primo, secondo, contorno o dolce, è presente sulle tavole di tutti i continenti. Lo ignorano del tutto solo Lapponi ed Esquimesi.

L’Italia – il maggiore e di gran lunga più qualificato produttore di riso in Europa – ne produce 10 milioni di quintali all’anno: 6 milioni vengono esportati e 4 milioni consumati all’interno, con una media di 7 chili per persona all’anno.

Il suo consumo è però in costante aumento, specie per quanto riguarda il tipo giallo semi-integrale o “parboiled”.

Poetica è, presso tutti i popoli, l’origine del riso.

Per i cinesi, nasce dai denti del Buon Genio, lo spirito benefico che volle aiutare l’umanità primitiva durante una grave carestia: si strappò appunto i denti e li piantò in una palude, dove germogliarono in piantine delicate i cui frutti, tolta la buccia, ricordavano i bianchissimi denti del Buon Genio.

Per gli indiani, è un prezioso dono di Shiva, dio dell’Olimpo Indù, addolorato per la morte di Retna Doumila, la fanciulla amata e oltraggiata: in segno di omaggio, il dio Shiva piantò sulla sua tomba nella riva del fiume una misteriosa pianticella, “qualcosa di cui l’umanità non si sarebbe stancata mai” secondo i desideri della fanciulla. E, a ricordo della sua allegria, la chiamò “arisi”.

L’origine storica del riso si perde comunque nella notte della protostoria. Di sicuro si sa che fin da 5000 anni fa era coltivato in Asia come alimento da conservare tutto l’anno. Secondo Strabone, nel 320 avanti Cristo, Alessandro il Ma cedo n e, di ritorno dalle conquiste asiatiche, lo portò in Europa nell’area mediterranea, dove prima i Greci e poi i Romani ne apprezzarono le virtù al punto da importarne di continuo dall’India – insieme alle spezie – attraverso le carovane che facevano capo ad Alessandria d’Egitto. Naturalmente il riso allora era considerato cibo raro, esotico o tutt’al più curativo per malattie gastrointestinali: quindi molto costoso. E tale rimase per tutto il Medioevo.

Si legge che verso il 1250 il Conte di Savoia ne comprò “alcuni etti” per dolci speciali. Nello stesso periodo a Milano il riso veniva venduto dagli speziali al doppio del miele!

Nessuno in Europa sapeva coltivarlo, quindi si continuò ad importarlo dall’Oriente fino a che – secondo gli storici più accreditati – i Saraceni lo introdussero nel Nordafrica e in Spagna nell’XI secolo. Attraverso gli Aragonesi, dalla Spagna il riso sarebbe arrivato in Italia, e precisamente a Napoli: qui però, sotto il caldo sole del sud, la fragile piantina tenera come le corde dell’arpa birmana, abituata ai terreni acquitrinosi, non potè attecchire. Era fatale che migrasse al nord, nell’umida pianura padana, dove prospera tuttora.

Secondo altri storici, invece, furono i navigatori della Repubblica di Venezia ad importare le sementi di riso in Italia.

Comunque sia, è storicamente accertato che le prime risaie – i terreni sui quali si semina e si raccoglie il riso – sorsero in Lombardia nel 1400. IL Duca Galeazzo Maria Sforza, che definì il riso “alimento estremamente interessante”, nel1475 cedette alcuni sacchi di “risone” – riso greggio proveniente dalla Spagna – al Duca di Ferrara perchè ne sperimentasse la coltivazione nelle sue terre. Così, il riso si diffuse in Emilia, Piemonte, Veneto e Toscana: dovunque era possibile l’indispensabile irrigazione.

Oggi l’Italia produce i suoi pregiati chicchi di riso in Val Padana nelle campagne di Vercelli, Alessandria, Pavia, Novara – in Sardegna e Calabria.

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 gr. di vialone nano
  • 750 ml d’acqua

Preparazione

Sciacquate abbondantemente il riso sotto l’acqua corrente per togliere tutto l’amido. Il riso è pronto quando l’acqua di risciacquo non è più lattiginosa. Mettete il riso in una pentola, e aggiungete l’acqua.

Chiudere la pentola con un coperchio e iniziare la cottura del riso a fiamma media, fino che l’acqua non bolle. Scoperchiare il meno possibile, in modo che l’acqua non evapori. Quando l’acqua inizia a bollire, alzate la fiamma cosicchè da far bollire il riso vigorosamente, poi abbassare la fiamma e continuare la cottura a fuoco lento, fino al completo assorbimento dell’acqua. Più o meno ci vogliono circa 20 minuti.

Togliere dal fuoco lasciando la pentola coperta per altri 15 minuti minuti, in modo che la cottura continui con il vapore rimasto.

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti circa

Tempo di riposo: 15 minuti

foto: Damiano Basanisi

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Un commento a “Gohan (riso bollito alla giapponese)

  1. Elisa Caimi

    Un vero piacere leggere le notizie interessanti e storiche di cui ci fai dono ogni giorno! Sei stupenda! E che buono il riso, che gran risorsa! Questo lo conosco volentieri.. davvero! Un abbraccio e un bacione! :D

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