Dadini di ricotta in brodo un piatto sostanzioso

Dadini di ricotta in brodo
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Dadini di ricotta in brodo un piatto a basso contenuto di nichel.

Dadini di ricotta in brodo un piatto sostanzioso. Il formaggio è diventato negli ultimi anni un alimento tra i più diffusi e consumati: basta pensare alle differenti qualità che si trovano in commercio oggi rispetto a venti anni fa o ai negozi specializzati sorti negli ultimi dieci anni, o semplicemente al fatto che il consumo annuo per persona è di chilogrammi Il e 1/2 circa.

Le ragioni di un così rilevante successo e di consensi sempre più ampi sono facilmente intuibili: il formaggio è pratico da servire, saporito e vario nei gusti, spesso meno caro di carne e pesce. Il formaggio in cucina trova svariate possibilità d’impiego e alcune squisite ricette come i dadini di ricotta in “brodo non avrebbero ragione d’essere senza l’aiuto di questo prezioso ingrediente. È sufficiente pensare a pastasciutte, pasta in brodo, pasta al forno, sformati e riso.

Il formaggio però non esaurisce il suo ruolo nei primi piatti: le verdure gratinate perderebbero molto del loro aspetto appetitoso senza l’aggiunta del formaggio; determinati formaggi, tagliati a pezzetti, sono particolarmente adatti per essere uniti alle insalate; inoltre la carne farcita di formaggio è squisita (basti pensare alla classica valdostana, alla ricotta nei ripieni e al parmigiano reggìano nei polpettoni); con le uova poi il formaggio recita un duetto classico: frittate, stracciatelle, fondute; ci sono infine le torte salate e i dolci a base di formaggio, tipici dei paesi anglosassoni.

La ricotta del resto è ampiamente usata anche in Italia: chi non ha mai gustato la cassata, i cannoli. alla siciliana, la torta di ricotta del Trentino o questi dadini di ricotta in brodo.

Perché il formaggio possa essere gustato al meglio del suo sapore e possa dare di conseguenza risultati gastronomici validi deve assolutamente essere conservato in modo corretto.

Dadini di ricotta in brodo

Dadini di ricotta in brodo un confort food

Gli esperti sostengono che il formaggio non deve essere tenuto in frigorifero, ma in un ambiente fresco e aerato; questa è una bellissima regola, ma chi oggi può disporre di una cantina o di dispense con queste caratteristiche? Pertanto è bene usare il frigorifero; la parte più indicata è quella bassa che non scende mai al di sotto dei 6 “C.

Tutti i formaggi devono essere avvolti in una carta che consenta la respirazione (carta oleata o pergamenata) e se il pezzo è molto grande e deve essere conservato a lungo è bene riavvolgerlo in un telo pulitissimo e leggermente umido affinché non secchi. La carta deve aderire al formaggio, in modo che il taglio non sia a contatto con l’aria ed è bene, una volta incartati, tenerli in una scatola per evitare che stiano a contatto di altri odori.

E che dirvi del brodo? Il brodo di carne è una preparazione base della cucina, da non confondere con il “cugino” brodo vegetale, altrettanto utile e versatile.

Per quanto considerabile come preparazione a sé stante e, come vedremo, consumabile in autonomia come primo o secondo, il brodo di carne si offre come “liquido” per insaporire ed ammorbidire molte pietanze. Basti pensare ad arrosti e risotti che hanno come ingrediente essenziale l’uso abbondante del brodo. Ed è proprio unicamente con un buono e saporito brodo che si possono preparare buone ricette, così come una bella casa sarebbe impossibile in assenza di fondamenta stabili.

Il profumo del brodo di carne che bolle sul fuoco è uno dei più intensi e riconoscibili della gastronomia e dell’arte culinaria. Preparandolo rigorosamente a casa e con ingredienti freschi e sicuri, ci liberiamo dai rischi legati gli aromi chimici ed ai surrogati industriali, che potranno anche velocizzarne la preparazione ma che potrebbero avere conseguenze sulla nostra salute a lungo termine.

Ed ecco la ricetta dei Dadini di ricotta in brodo

Ingredienti per 6 persone:

Per il brodo:

  • 800 g di carne mista di manzo e vitello;
  • 1 osso di manzo adatto per il brodo;
  • 2 ali di pollo;
  • 1 albume d’uovo;
  • q.b. sale.

Per i dadini di ricotta:

  • 300 gr. di ricotta di pecora;
  • 3 uova;
  • 80 g di parmigiano grattugiato 48 mesi;
  • q.b. sale.

Preparazione

In una casseruola sistemate le carni, l’osso e insaporite con un poco di sale. Coprite tutto con l”acqua, ponete su fuoco medio e portate a ebollizione eliminando di tanto in tanto l’eventuale schiuma che si formerà in superficie.  lasciate cuocere per circa 3 ore su fuoco basso.

Passate il brodo attraverso un colino fitto, lasciatelo raffreddare ed eliminate il grasso che si sarà formato in superficie. Rimettete sul fuoco il brodo sgrassato e lasciate bollire per circa 30 minuti e passate tutto nuovamente attraverso un colino.

Separate gli albumi dai tuorli quindi, con l’aiuto di una frusta, incorporateli alla ricotta. Infine aggiungete il parmigiano e regolate di sale a vostro piacere.

In un altra terrina mettete un pizzico di sale negli albumi e dopodichè montateli a neve utilizzando una frusta elettrica,  infine incorporateli con delicatezza al composto di ricotta mescolando dall’alto al basso.

Distribuite il composto così ottenuto in una teglia foderata di carta forno e infine cuocete il tutto in forno ventilato a 200°C per 30 minuti in modo che sulla superficie si formi una crosticina dorata, quindi sfornate, lasciate raffreddare e tagliate il composto a dadini.

Sistemate i dadini in una zuppiera, copriteli con il brodo bollente preparato in precedenza, lasciate insaporire tutto per due o tre minuti e  infine servite.

5/5 (1 Recensione)

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09-10-2011
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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