Polpettine al vino portoghese madera

Polpettine al vino portoghese madera
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Le polpettine al vino portoghese madera sono squisite e il bello è che si basano appunto sulle polpette, piatto della “cucina povera” che un tempo si preparava con gli avanzi del giorno prima e con pochi ingredienti sempre disponibili in dispensa.

Quando preparate l’ impasto per le polpette di carne approfittatene per farne una scorta da avere sempre pronta per le vostre cene. Ed è questa una delle caratteristiche delle polpette: è un ottimo modo di preparare la carne ma nel contempo garantisce a chi le cucina di poterne conservare alcune per i prossimi pranzi e per le prossime cene, mantenendo sostanzialmente intatta la qualità del piatto preparato.

Come fare per conservarle? Posizionate le palline della dimensione che preferisci su un vassoio ricoperto di carta da forno distanziandole in modo da non farle toccare e mettetele nel freezer a congelare e quando le sentirete dure le potrete facilmente trasferire in un sacchetto di plastica, in questo modo occuperanno poco spazio nel vostro surgelatore e potrete facilmente prenderne la quantità necessaria per la vostra cena.

Polpettine al vino portoghese madera

Polpettine al vino portoghese madera: un connubio particolare

Le polpettine al vino portoghese madera sono una delle tante soluzioni disponibili quando di parla di unire nello stesso alimento vino e carne. Il Madera però è spesso sottovalutato. Eppure è un ottimo nettare che appartiene alla categoria dei vini liquorosi. Affonda le proprie radici nelle isole del Portogallo e pare fosse apprezzato anche da Napoleone. Il suo gusto è molto accattivante, intenso, quasi da meditazione.

Ma non si tratta di un vino da mettere in bacheca o da sfoggiare necessariamente nelle grandi occasioni. Utilizzarlo per la preparazione di piatti gustosi si può e si deve, basta solo evitare di scegliere le bottiglie eccessivamente costose.

Le polpette al vino madera, preparate con polpa di manzo, ottengono quel sapore unico anche grazie alla solidità di questo nettare portoghese. Insomma il consiglio è di sperimentare sempre col sorriso sulle labbra. Sapendo che le combinazioni, derivanti dall’incrocio di culture culinarie diverse, sono stimolanti e quasi infinite!

Su wikipedia ho trovato questa notizia interessante relativa alle polpette:

Probabilmente il primo, vero inventore delle polpette fu Marco Gavio Apicio, cuoco romano, che tra 25 a.C. e il 35 a.C. cucinava sicuramente delle polpette sia di carne che di pesce (come si può vedere nei suoi libri di ricette, tramandati fino ad oggi). Nonostante questo, non v’è traccia della parola “polpetta”, che appare nel secolo XV grazie al Libro de Arte Coquinaria di Maestro Martinocuoco dell’allora camerlengo patriarca di Aquileia.

Nel capitolo I di questo libro – scritto in lingua volgare – l’autore delinea, a suo giudizio, i modi migliori per cucinare vari tagli di carne di differenti animali. Tra l’altro, scrive: «[…] carne de vitello, zioè il pecto davanti è bono allesso, et la lonza arrosto, et le cosse in polpette. […] De la carne del cervo la parte denanzi è bona in brodo lardieri, le lonze se potono far arrosto, et le cosse son bone in pastello secco o in polpette».

Nel descrivere poi la preparazione di quella che lui definisce polpetta, Maestro Martino pare però alludere ad una pietanza che noi, oggi, chiameremmo involtino allo spiedo. In ogni caso, nella storia della letteratura culinaria italiana, questa è la prima ricetta in assoluto espressamente dedicata alle polpette: «Per fare polpette di carne de vitello o de altra bona carne. In prima togli de la carne magra de la cossa et tagliala in fette longhe et sottili et battile bene sopra un tagliero o tavola con la costa del coltello, et togli sale et finocchio pesto et ponilo sopra la ditta fetta di carne. Dapoi togli de petrosimolo, maiorana et de bon lardo et batti queste cose insieme con un poche de bone spetie, et distendile bene queste cose in la dicta fetta. Dapoi involtela inseme et polla nel speto accocere. Ma non la lassare troppo seccar al focho».

L’etimologia del termine “polpetta” è, ancora oggi, non del tutto chiara. Secondo alcune interpretazioni, potrebbe derivare dal francese paupière (palpebra), poiché si vuol individuare, nella loro preparazione, un movimento delle mani simile a quello delle palpebre, quando si chiudono per proteggere gli occhi.

Considerando però – come ci dice Maestro Martino – che in origine le polpette non erano fatte con carne macinata e quindi non c’era nessuna particolare manualità alla quale poter collegare la parola paupière, è più probabile che l’etimo sia da individuare nel tipo di carne anticamente privilegiata per questa pietanza: il taglio più tenero del vitello o del cervo, cioè la polpa.

Probabilmente l’italiano “polpetta” è un diminuitivo/vezzeggiativo in -etta dalla parola latina “pulpa, ae” che indica propriamente la carne senz’osso.

Ingredienti per 4 persone

  • 500 gr polpa manzo
  • 50 gr di pane grattugiato consentito
  • 10 filetti di acciuga
  • 30 gr di timo fresco
  • 2 cucchiai di capperi
  • 1 uovo
  • 1 bicchierino di Madera
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • q.b. sale

Preparazione

Tritate la polpa di manzo. Tritate bene anche i filetti di acciuga, i capperi ed il timo. Mettete in una terrina la carne, le acciughe, i capperi e il timo tritati.

Mescolate bene gli ingredienti e dopo aggiungete l’uovo. Lavorando il composto con le mani, fate delle polpette piatte e morbide. Passatele poi nel pane grattugiato.

Mettete sul fuoco una casseruola con l’olio e, quando comincia a friggere, unite le polpettine mettendone due oppure tre per volta. Fatele cuocere per circa 15 minuti.

Alzate la fiamma sotto la casseruola, unite il Madera e fate cuocere le polpettine ancora per 10 minuti.

Disponete le polpettine sul piatto di portata e irrorate le con il sugo di cottura. Servite in tavola.

5/5 (1 Recensione)
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28-06-2009
Scritto da:

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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