Tè al crisantemo, una bevanda salutare dal Giappone

Te al crisantemo

Tè al crisantemo, un tè diverso e dal sapore complesso

Il tè al crisantemo è un tè diverso da quelli che siamo abituati a bere. Di fatto si tratta di una tisana dal sapore delicato, più che un tè propriamente detto. L’ingrediente principale è il crisantemo, una specie floreale che dalle nostre parti non è utilizzata in cucina, ma in occasioni e in ambiti del tutto diversi. Eppure il crisantemo può dare molte soddisfazioni, almeno nella veste di ingrediente da tisana. Il tè al crisantemo spicca innanzitutto per l’impatto visivo. Vanta una tonalità cromatica interessante, che varia dal giallo brillante all’arancione tenue, in base alla quantità dei fiori utilizzati ed al grado di maturazione degli stessi. Il sapore è complesso, in quanto un po’ amaro, ma anche molto aromatico. Per questo motivo si preferisce aggiungere del dolcificante, soprattutto se non si è abituati ai sentori amari.

Il tè al crisantemo è una bevanda molto consumata in Estremo Oriente, Giappone e Cina in primis. Viene impiegata non solo come bevanda serale, ma anche come presidio della medicina naturale. Il crisantemo, infatti, apporta molti benefici all’organismo. Si apprezza, in primo luogo, un’abbondanza di vitamine e sali minerali rara per una specie floreale: vitamina A, vitamina C, potassio, calcio, ferro e magnesio.

Sulla vitamina C c’è poco da dire, anche perché tutti ne conoscono l’impatto positivo sul sistema immunitario. La vitamina A, invece, fa bene alla vista, mentre il potassio agevola le buone performance della circolazione sanguigna. Infine, il calcio fortifica le ossa e il ferro regola l’ossigenazione del sangue. Il crisantemo è anche ricco di sostanze antiossidanti. Di recente è stato oggetto di studi scientifici che ne correlano il consumo all’estrema longevità di alcune popolazioni asiatiche (ad esempio i giapponesi).

Le proprietà benefiche del crisantemo

Il ruolo che il tè al crisantemo ricopre nella medicina tradizionale cinese è preponderante. Oltre alle proprietà dovute alle sostanze che ho appena descritto, il crisantemo ne vanta tante altre. Per esempio, è considerato un valido aiuto contro l’ansia e il mal di testa, in quanto rilassa i nervi. Un effetto, questo, assegnato ad altri ingredienti da tisana, come la camomilla, ma che in questo caso risulterebbe ancora più forte. Tra l’altro, questo rimedio associato al crisantemo è stato confermato anche scientificamente, infatti è stata ravvisata un’interazione con alcuni recettori del sistema nervoso (ad esempio la serotonina). Secondo la tradizione cinese, il crisantemo (o chrysanthemum indicum) sarebbe un toccasana per i disturbi della circolazione. In particolare, curerebbe l’ipertensione, una condizione a volte sottovalutata ma in grado di mettere realmente in pericolo.

Il motivo di tale impatto risiederebbe nell’azione positiva sulla respirazione, che a sua volta abbasserebbe la pressione sanguigna. Purtroppo, il tè al crisantemo presenta anche delle controindicazioni. In linea di massima dovrebbero rinunciarvi le donne in gravidanza o che stanno allattando. Inoltre, ci possono essere problemi con persone allergiche a eccipienti non conosciuti, o con coloro che sono affetti da gastrite grave e da varie forme di ulcera. Si segnalano anche delle interazioni tutt’altro che positive con determinati farmaci, come gli anticoagulanti, gli antidolorifici di tipo FANS e alcuni medicinali contro la trombosi. In ogni caso, se si sta seguendo una terapia farmacologica, è sempre utile chiedere al proprio medico prima di consumare il crisantemo.

Te al crisantemo

Come essiccare i fiori?

Per preparare il tè al crisantemo occorre essiccare i fiori. Solo in questo modo, infatti, possono trasmettere gusto, colore e principi nutritivi all’acqua, formando una tisana non solo saporita ma anche salutare. Come si essiccano i fiori di crisantemo? In realtà si procede allo stesso modo con cui si essiccano gli altri tipi di fiori. Il metodo più conosciuto, e facile da mettere in pratica, consiste nello stenderli con tutto il gambo, a testa in giù e in un luogo buio. Un metodo simile consiste nel distribuirli su un ripiano in modo che nessun fiore si trovi sull’altro. Anche in questo caso devono essere messi al riparo dalla luce del sole.

Esistono altri metodi meno naturali e più sbrigativi, ma anche più difficili da padroneggiare. Alcuni prevedono l’uso del forno a temperature basse. In questo caso occorre fare attenzione al minutaggio, un’operazione non facile in quanto occorre conoscere al meglio il grado di maturazione dei fiori e la quantità di acqua presente al loro interno.

Il tè al crisantemo va dolcificato?

Come ho già anticipato il tè al crisantemo è un po’ amaro. Quanto sia amaro, dipende da molti fattori: dalla quantità e dalla grandezza di fiori utilizzati, oltre che dal grado di maturazioni degli stessi e dalla varietà. Molti potrebbero persino gradire il tè al crisantemo senza aggiungere sostanze dolcificanti. Proprio per questo avete un ampio margine di discrezione, quindi decidete in autonomia se integrare un dolcificante o meno. In linea di massima, le alternative per rendere più dolce il tè sono due: miele e zucchero. Per quanto concerne lo zucchero, dovrete scegliere tra il bianco e il grezzo, o bruno di canna. Quest’ultimo dolcifica altrettanto bene, ma sa un po’ di caramello, che non si sposa bene con il crisantemo. Dunque, tra i due è meglio optare per lo zucchero bianco.

Lo zucchero bianco, però, è piuttosto calorico e povero di nutrienti. Fa inoltre aumentare il livello di glicemia nel sangue, un parametro che i diabetici dovrebbero monitorare con estrema attenzione e che, in generale, incide sul senso della fame. Proprio per questo, potreste optare meglio per il miele, che presenta effetti molto ridotti. Il miele, poi, si distingue per la capacità di dolcificare e per la capacità di insaporire. Infine, vanta un profilo nutrizionale eccellente, composto da vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

Un’idea per utilizzare questo te? Il brodo al tè al crisantemo con animelle di agnello è una preparazione particolare, che va oltre la tradizione italiana e sfocia nella sperimentazione pura. Tanto la lista degli ingredienti quanto il procedimento in sé non appartengono a una corrente culinaria in particolare. Tuttavia, la preparazione è davvero azzeccata e da vita a un piatto raffinato, che offre sentori insoliti.

Ecco la ricetta del tè al crisantemo:

Ingredienti:

  • 4 grammi di fiori secchi di crisantemo,
  • 250 ml. di acqua,
  • q. b. di dolcificante a piacere.

Preparazione:

In un pentolino versate l’acqua, poi portatela a bollore, spegnete il fuoco e fatela riposare per un minuto o più. Ora immergete i fiori di crisantemo (più o meno 6 fiori interi) e lasciateli in infusione per circa 5 minuti. Filtrate la bevanda e versate un dolcificante a piacere, in base al vostro gusto.

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