bg header
logo_print

Mango lassi, una bevanda indiana molto cremosa

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
14/08/2021 alle 07:00

Mango Lassi
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana, Ricette indiane
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 20 min
cottura
Cottura: 00 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
Stampa
4.3/5 (7 Recensioni)

Mango lassi, a metà strada tra il cocktail e il dessert

Il Mango lassi è una bevanda di origine indiana. E’ una variante del “Lassi” tradizionale, ovvero una miscela a base di yogurt con acqua o latte e spezie. Viene bevuta durante i pasti, ma può fungere anche da corposo e gustoso aperitivo. E’ chiamato anche lassi yogurt indiano. E’ la più conosciute fra tutte le bevande indiane.

Per quanto concerne gli ingredienti, vi sono ampi margini di discrezione. C’è chi aggiunge lo zenzero, chi addirittura il curry, chi il cardamomo (come in questo caso); molto in voga sono anche la varianti fruttate. Nel caso del Lassi Mango il protagonista è proprio questo frutto che si abbina perfettamente con il sapore acidulo dello yogurt.

Ho deciso di provare il mango lassi poiché questo frutto impatta anche sul piano nutrizionale, d’altronde stiamo parlando di uno dei più validi frutti tropicali, in grado di recare beneficio all’organismo da più punti di vista. Per esempio, è ricco di betacarotene, una sostanza che gli dona il colore arancione. Il betacarotene è un precursore della vitamina A, che agisce a protezione della funzionalità visiva.

Il mango abbonda anche di vitamina C, che giova al sistema immunitario. Non difetta nemmeno in quanto a sali minerali, infatti contiene ottime dosi di potassio e magnesio. L’apporto calorico è contenuto, e pari a 56 kcal per 100 grammi. L’unico difetto del mango risiede nell’indice glicemico, che risulta leggermente alto rispetto a molti altri frutti. I diabetici, dunque, dovrebbero porre un po’ di attenzione quando consumano il mango.

In occasione di questa ricetta il mango va semplicemente sbucciato, tagliato a cubetti e frullato insieme allo yogurt, al cardamomo e al ghiaccio. Eventualmente, se la bevanda è troppo densa, va allungata con l’acqua o con il latte.

Ricetta mango lassi

Preparazione mango lassi

  • Per la preparazione del mango lassi iniziate rimuovendo le parti grasse dal mango (si trovano vicino al nocciolo), poi incidete la polpa con tagli verticali e orizzontali, come a disegnare una griglia. Fate leva sui tagli per tirare fuori i cubetti, poi metteteli nel bicchiere del mixer e frullate il mango.
  • Unite i cubetti di ghiaccio e azionate nuovamente il frullatore. A questo punto aggiungete un po’ di cardamomo, lo yogurt e frullate fino ad ottenere una crema liscia.
  • Nel caso in cui il composto vi sembri troppo denso (dipende dalla morbidezza del mango e dalla consistenza dello yogurt) aggiungete un po’ di acqua o di latte.
  • Infine unite il succo di lime e lo zucchero di canna. Può essere dolce se aggiungete lo zucchero, o salato se aggiungete un pizzico di sale e delle spezie.
  • A questo punto potete versare il mango lassi nei bicchieri e servire con una fogliolina di menta.

Ingredienti mango lassi

  • 1 mango
  • 5 cubetti di ghiaccio
  • 125 ml. di yogurt greco intero consentito
  • 1 pizzico di cardamomo macinato
  • 1 spruzzata di latte consentito o acqua
  • mezzo cucchiaino di zucchero bruno di canna
  • 1 spruzzata di succo di lime
  • una fogliolina di menta

Mango lassi: l’elisir dolce e rinfrescante dell’India

Se avete mai avuto il piacere di assaporare la cucina indiana, è probabile che abbiate incrociato il Mango Lassi, una bevanda tradizionale che combina la dolcezza del mango maturo con la freschezza dello yogurt. Ma cosa rende questa bevanda così speciale e amata non solo in India ma in tutto il mondo?

Il lassi è una bevanda fermentata a base di yogurt che ha radici antichissime nel subcontinente indiano. Tradizionalmente, esistono due varianti principali: il lassi salato e il lassi dolce. Il Mango Lassi appartiene a quest’ultima categoria, arricchito dal sapore succoso e zuccherino del mango, il “re dei frutti”.

Oltre ad essere delizioso, il Mango Lassi offre una serie di benefici per la salute:

  • Digestione : Lo yogurt è noto per le sue proprietà probiotiche che aiutano la digestione. Consumare Mango Lassi dopo un pasto speziato può contribuire a calmare lo stomaco e facilitare la digestione.
  • Rinfrescante : Durante le calde giornate estive, un bicchiere di Mango Lassi può offrire un sollievo immediato dal caldo.
  • Vitamine e Minerali : Il mango è ricco di vitamine, in particolare vitamina A e vitamina C, e minerali come il potassio. Insieme allo yogurt, fornisce un mix nutriente di proteine, vitamine e minerali.

Il Mango Lassi ha conquistato palati in tutto il mondo, e in molti hanno iniziato a sperimentare, creando varianti che includono ingredienti come cardamomo, zafferano, miele o noci. In alcune varianti, è possibile trovare anche un pizzico di sale rosa dell’Himalaya o semi di chia per un tocco di croccantezza.

Il contributo del cardamomo in questo aperitivo indiano

La spezia ideale per il Mango Lassi indiano, e in particolar modo per questa variante fruttata, è il cardamomo. Questo ingrediente, infatti, spicca per la capacità aromatizzante, che non è tale da coprire gli altri sapori.

Il cardamomo aggiunge un tocco floreale e un retrogusto che dona una certa freschezza. Insomma, potenzia e arricchisce la bevanda dal punto di vista organolettico. Per quanto concerne la quantità, il consiglio è di non esagerare in quanto si tratta pur sempre di una spezia, quindi basta un pizzico per ogni porzione.

Mango Lassi

Proprio come tutte le altre spezie, almeno quelle provenienti dal continente asiatico, il cardamomo si fregia di eccellenti proprietà nutrizionali, che sfociano nello pseudo-terapeutico. Contiene molti sali minerali e in quantità notevoli: potassio, magnesio, fosforo, calcio e persino il ferro. Non è da meno in quanto a vitamine, infatti si segnalano discrete dosi di vitamina C, vitamina B1 e B6.

Il cardamomo apporta anche i fitosteroli, che esercitano una funzione antiossidante e protettiva nei confronti dell’apparato cardiovascolare. Il cardamomo è apprezzato anche per le funzioni digestive, gastro-protettive e antinfiammatorie.

Il ruolo dello zucchero

Il lassi di mango indiano è pensato come una bevanda dolce, tuttavia il mango da solo non è in grado di garantire la giusta dolcezza. Per questo motivo, è necessario aggiungere dello zucchero. In merito alla quantità, sebbene si abbia un leggero margine di discrezione, è bene non andare oltre mezzo cucchiaino a porzione.

Per quanto concerne la varietà, il consiglio è di optare per lo zucchero bruno di canna. Questo tipo di zucchero contiene dei residui di melassa, dunque apporta un sentore caramellato che si sposa alla perfezione sia con il mango che con lo yogurt.

Tuttavia, se non gradite il sapore di caramello, potete comunque optare per lo zucchero bianco. Il risultato è comunque ottimo, sebbene meno profondo dal punto di vista organolettico. Pronti per preparare il frullato mango e yogurt? Alcuni indiani aggiungono anzichè la spezia macinata il liquore al cardamomo. Da noi non si trova facilmente ma ci proveremo a farlo!

Per il mango lassi serve lo yogurt greco

Lo yogurt greco è un ingrediente fondamentale per il mango lassi. Il motivo è presto detto, infatti lo yogurt greco è denso, cremoso e vanta un sapore deciso, capace di amalgamarsi al meglio con la polpa del mango. Inoltre conferisce alla bevanda la giusta consistenza vellutata e disegna un perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità.

Lo yogurt greco è anche molto meglio dello yogurt tradizionale. A differenza di quest’ultimo contiene meno acqua e più proteine, una caratteristica che lo rende l’alleato perfetto in preparazioni in cui la texture fa la differenza. Inoltre lo yogurt greco vanta una bassa percentuale di zuccheri, è quindi ideale anche per chi desidera gustare un mango lassi più sano, evitando gli eccessi glicemici. In India, dove la bevanda ha origine, si utilizza anche lo yogurt fatto in casa, molto simile per struttura e sapore allo yogurt greco.

Per inciso lo yogurt greco fa anche bene alla salute, infatti è ricco di probiotici, ovvero microrganismi benefici che favoriscono il benessere dell’intestino e rafforzano il sistema immunitario. E’ inoltre una fonte preziosa di calcio e proteine nobili, che contribuiscono alla salute di ossa e muscoli.

Le varianti del mango lassi

Il mango lassi è frutto di una ricetta ben codificata, tuttavia nel corso del tempo è stata declinata in numerose varianti. Ecco le tre varianti più gustose.

La prima è il mango lassi speziato, che prevede l’aggiunta di un pizzico di cardamomo in polvere. Il cardamomo, una spezia tradizionale indiana, conferisce un aroma pungente e agrumato che esalta la dolcezza del mango senza coprirne il gusto. Questa versione è particolarmente diffusa nel nord dell’India.

La seconda è il lassi con latte di cocco, ideale per chi è intollerante al lattosio. In questo caso lo yogurt greco viene sostituito da una miscela di latte di cocco e yogurt vegetale. Il risultato è una bevanda più dolce e dal profumo esotico, apprezzabile soprattutto quando il caldo non dà tregua. La terza è il mango lassi con miele e zenzero. Qui lo zucchero viene sostituito dal miele, che dolcifica in modo naturale, mentre lo zenzero grattugiato aggiunge una nota leggermente piccante e rinfrescante. Questa variante può fungere anche da bevanda digestiva.

Una decorazione semplice ma d’impatto per il mango lassi

La bevanda mango lassi viene decorata solo con una fogliolina di menta. Si tratta di una soluzione semplice ed efficace. La menta aggiunge una nota interessante tendente sul verde, che contrasta piacevolmente con il giallo acceso del mango. Il colpo d’occhio è assicurato, così come la freschezza, visto che la menta è capace di amplificare la sensazione di refrigerio al palato.

Certo, si può pensare anche ad una decorazione più complessa. In questo caso propongo l’aggiunta di un pizzico di pistacchi tritati grossolanamente e una spolverata di cardamomo in polvere. I pistacchi regalano una texture croccante, mentre il cardamomo dona un tocco aromatico che rifinisce il profilo gustativo del lassi.

FAQ sul mango lassi

A cosa fa bene il mango?

Il mango è un frutto molto apprezzato non solo per il suo gusto ma anche per le sue proprietà nutrizionali. Contiene grandi quantità di vitamina C, che supporta il sistema immunitario e favorisce la produzione di collagene. È anche una buona fonte di vitamina A, fondamentale per la salute degli occhi e della pelle.

Che sapore ha il mango?

Il sapore del mango è difficile da descrivere con una sola parola perché è molto ricco e stratificato. In genere si avverte una dolcezza intensa, simile a quella della pesca o dell’albicocca, accompagnata da note tropicali che ricordano l’ananas o il melone.

Cosa c’è dentro il mango lassi?

Gli ingredienti del mango lassi tradizionale sono pochi ma ben selezionati. Il primo è ovviamente il mango maturo, tagliato a pezzetti o frullato. A questo si aggiunge lo yogurt greco per dare corpo e cremosità. Serve poi un dolcificante come lo zucchero, ma si può optare anche per miele o sciroppo d’agave. Infine si aggiunge un po’ d’acqua o ghiaccio per regolare la densità.

A cosa fa bene lo yogurt greco?

Lo yogurt greco è un alimento completo che fornisce numerosi benefici alla salute. In primo luogo, è ricco di proteine di alta qualità, che aiutano a costruire e mantenere la massa muscolare. È inoltre un’ottima fonte di calcio, essenziale per la salute delle ossa. Contiene anche fermenti lattici vivi, che promuovono l’equilibrio della flora intestinale.

Quante calorie ha il mango lassi?

Il contenuto calorico del mango lassi dipende dagli ingredienti utilizzati e dalle quantità. In una porzione standard, preparata con un mango medio, 150 grammi di yogurt greco e un cucchiaio di zucchero, si aggira attorno alle 180-200 calorie.

Ricette con mango ne abbiamo? Certo che si

4.3/5 (7 Recensioni)
Riproduzione riservata

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Smoothie di asparagi e ananas

Smoothie di asparagi e ananas, una bevanda alternativa

In breve: lo smoothie di asparagi e ananas è una bevanda cremosa e fresca che unisce il gusto verde degli asparagi alla dolcezza naturale di ananas e banana. È una proposta adatta a chi cerca...

Gin Fizz al mirtillo e lavanda

Gin Fizz al mirtillo e lavanda, una gradita...

Gin Fizz al mirtillo e lavanda in breve: pronto in circa 15 minuti, difficoltà bassa, per 2 bicchieri. Il segreto è una purea di mirtilli ben filtrata e lo sciroppo di lavanda dosato con mano...

Mamajuana: cos’è davvero il drink simbolo della Repubblica Dominicana Mamajuana: perché oggi incuriosisce sempre di più Mamajuana è una parola che attira subito l’attenzione, ma spesso viene spiegata in modo sbrigativo. C’è chi la chiama rum aromatizzato, chi liquore alle spezie, chi la lega solo ai viaggi ai Caraibi. In realtà il suo fascino nasce proprio dal fatto che non si lascia chiudere in una formula troppo corta: la mamajuana è prima di tutto un infuso alcolico dominicano che mette insieme rum, vino rosso, miele, cortecce, radici ed erbe. È una di quelle bevande che raccontano un luogo molto più di tante cartoline. Quando si guarda una bottiglia di mamajuana si vede già un mondo: il vetro colmo di liquido rosso scuro, i legni immersi, il profumo caldo, il gesto lento di chi la versa in piccoli bicchieri. Se amate i distillati dal gusto pieno, potete leggere anche questa guida ai migliori rum, così da entrare ancora meglio nel suo universo. Consiglio della nonna: la mamajuana non va letta come un semplice superalcolico da bere in fretta. Dà il meglio quando la si assaggia piano, cercando miele, spezie, legno e quella nota calda che resta in bocca a lungo. Negli ultimi tempi se ne parla di più anche in Italia, perché cresce la voglia di scoprire bevande legate a un territorio vero, con una storia alle spalle e un gusto che non somiglia ai soliti liquori da scaffale. La mamajuana risponde bene a questa voglia di novità, ma lo fa con un’anima antica, popolare, piena di racconti e gesti tramandati. Chi segue Nonna Paperina sa che mi piace farvi scoprire cibi e bevande che aprono la porta a una cucina più ampia, più viva, più curiosa. In questo caso il viaggio porta nella Repubblica Dominicana, la stessa terra che regala anche prodotti splendidi come il cacao dominicano, ricco di storia e di gusto. In breve: la mamajuana è una bevanda tipica della Repubblica Dominicana, fatta con rum, vino rosso, miele, erbe, cortecce e radici. Non è una ricetta fissa, perché ogni famiglia e ogni zona può avere il suo modo di farla. In genere è senza glutine e senza lattosio, ma non è vegana nella forma classica per via del miele. In cucina e a tavola colpisce per il gusto caldo, speziato e un po’ dolce, che la rende diversa dai liquori più comuni. Mamajuana: cos’è e come si gusta Che cos’è la mamajuana La mamajuana è una bevanda che nasce da una macerazione. Dentro la bottiglia si mettono cortecce, radici, erbe e spezie, poi si aggiungono rum, vino rosso e miele. Il risultato non è uguale a un classico liquore alle erbe e non è nemmeno simile a un rum liscio: sta nel mezzo, ma con una sua voce chiara. Il bello è proprio qui. La mamajuana non punta sulla purezza di un solo ingrediente, ma sull’incontro di più anime. Il rum porta calore, il vino rosso dà corpo, il miele ammorbidisce, mentre erbe e legni lasciano una scia più profonda. Quando è fatta bene, non risulta pesante né stucchevole. Ha invece un gusto largo, pieno, che cambia mentre la si beve. Molti la scoprono in vacanza e se ne innamorano perché ha un profumo che resta in mente. Però la mamajuana non è solo una curiosità da viaggio. È una bevanda di casa, da regalo, da tavola, da chiacchiera lenta. Proprio per questo merita un articolo più preciso e meno svelto del solito. La mamajuana tra storia e racconto popolare Quando si parla di mamajuana si entra in un mondo in cui storia e racconto popolare si toccano. Le sue radici vengono legate alla tradizione dei Taíno, il popolo che viveva sull’isola di Hispaniola prima dell’arrivo degli europei. In origine si parla di un uso delle erbe in forma di infuso; con il tempo, e con l’arrivo degli alcolici, quella base si è trasformata nella bevanda che conosciamo oggi. Questo passaggio spiega bene perché la mamajuana venga vista come qualcosa di più di un drink. Nella cultura dominicana è una presenza che unisce memoria, casa, festa e anche un po’ di leggenda. La sua fama di bevanda “tonica” o afrodisiaca fa parte di questo immaginario, ma va letta per quello che è: un racconto popolare, non una promessa da prendere alla lettera. Se vi piace andare alla fonte delle tradizioni, potete scoprire di più qui sul mondo taíno. È un passaggio utile anche per capire perché la mamajuana venga sentita come una bevanda identitaria, e non come una semplice moda del momento. Lo sapevi che… In molti casi il nome mamajuana richiama anche il tipo di bottiglia usata per la macerazione. Già questo ci dice quanto contenitore, rito e bevanda siano legati tra loro. Che gusto ha la mamajuana Il gusto della mamajuana cambia da bottiglia a bottiglia, ed è una delle sue cose più belle. In alcune versioni il miele si sente di più e il sorso è più morbido. In altre esce prima la nota del rum, con un finale più asciutto. Poi arrivano le spezie, il legno, qualche punta balsamica o amara che rendono tutto più ricco. Chi prova la mamajuana per la prima volta si aspetta a volte un rum dolce, quasi da dessert. Non è così. Certo, può avere una vena morbida, ma resta una bevanda con carattere. Non punta solo sul dolce: gioca sul contrasto tra calore, spezie e fondo erbaceo. Proprio per questo va capita, non solo bevuta. Il colore tende al rosso scuro o al rubino carico. Anche l’aspetto conta, perché prepara già il palato. Nel bicchiere piccolo e trasparente la mamajuana colpisce subito, e quel colpo d’occhio fa parte dell’esperienza tanto quanto il profumo. Come si beve la mamajuana e quando offrirla La mamajuana si beve spesso in piccole dosi. Non è una bevanda da bicchieri grandi o da consumo frettoloso. Si serve di solito a temperatura ambiente oppure con poco ghiaccio, così da non spegnere troppo i profumi. In questo ricorda certe bevande da fine pasto che hanno bisogno di un momento loro. Sta bene dopo cena, ma può trovare spazio anche in un contesto conviviale, quando si vuole portare in tavola qualcosa che faccia parlare. Ha quella forza gentile che accende la curiosità degli ospiti. In una cena a tema caraibico o in un finale di serata con cioccolato fondente e frutta secca può dire davvero la sua. Per chi ama il mondo dei drink ma cerca anche opzioni più leggere in altri momenti, segnalo pure queste idee di cocktail analcolici al caffè, ottime quando si ha voglia di un bicchiere curato ma senza gradi alti. Te lo dico io: la mamajuana non va servita troppo fredda. Quando il freddo è eccessivo, miele, spezie e note di legno si chiudono e il sorso perde fascino. Mamajuana e intolleranze: cosa sapere davvero Qui entriamo in un tema caro a Nonna Paperina: capire se un prodotto può stare bene in una cucina attenta a esigenze diverse. La mamajuana, nella sua forma più classica, nasce con ingredienti che non contengono lattosio. In molti casi può essere anche senza glutine, perché si basa su rum, vino rosso, miele ed elementi vegetali. Detto questo, è bene fare un passo in più di prudenza. Se acquistate una bottiglia pronta, leggete sempre l’etichetta. Nelle versioni industriali o turistiche possono entrare aromi, zuccheri aggiunti o altri ingredienti che cambiano il profilo del prodotto. Inoltre la forma tradizionale non è vegana, perché il miele è una parte centrale della ricetta. C’è poi un punto che vale per tutti: resta una bevanda alcolica. Quindi non è il caso di caricarla di virtù che non le spettano. Si può gustare con piacere, si può inserire in un racconto di cucina di casa e di viaggio, ma senza trasformarla in qualcosa che non è. Come scegliere una buona mamajuana Se volete comprare una buona mamajuana, il primo passo è capire se preferite una bottiglia già pronta oppure un kit da completare a casa. La prima scelta è più comoda. La seconda è più coinvolgente, perché vi fa entrare nel gesto della macerazione e vi lascia costruire il gusto un po’ alla volta. Una buona mamajuana si riconosce dal suo equilibrio. Il miele non deve coprire tutto, il rum non deve bruciare e basta, le spezie non devono diventare un miscuglio confuso. Anche l’occhio vuole la sua parte: vedere radici, legni e colore pieno aiuta a capire subito se siamo davanti a un prodotto curato. Per una lettura più ampia sul contesto dominicano della bevanda, potete approfondire qui. Se invece volete ripassare la base del distillato che ne segna il cuore, c’è anche una pagina utile sul rum. Curiosità: una delle cose più affascinanti della mamajuana è che non esiste una sola ricetta “vera” valida per tutti. Ogni bottiglia può avere un tono suo, e proprio questa libertà ne fa una bevanda viva. FAQ sulla mamajuana La mamajuana è solo rum aromatizzato? No, definirla solo rum aromatizzato è riduttivo. La mamajuana unisce di solito rum, vino rosso, miele, erbe, radici e cortecce, quindi ha una struttura più ricca e più ampia. Che sapore ha la mamajuana? Ha un gusto caldo, speziato, un po’ dolce e con un fondo di erbe e legno. In alcune versioni si sente di più il miele, in altre il rum o la parte speziata. La mamajuana si beve fredda o a temperatura ambiente? Di solito rende bene a temperatura ambiente o con poco ghiaccio. Se è troppo fredda perde una parte del suo profumo e del suo fascino. La mamajuana è senza glutine? Spesso sì, ma non bisogna dare tutto per scontato. Se comprate una bottiglia pronta controllate sempre etichetta e ingredienti, così evitate sorprese. La mamajuana è adatta a chi non consuma lattosio? Nella ricetta classica non ci sono ingredienti con lattosio. Anche qui, però, vale la regola di leggere bene la composizione delle versioni già confezionate. La mamajuana è vegana? Nella forma più nota no, perché contiene miele. Esistono versioni riviste, ma la ricetta tradizionale non rientra in una scelta vegana. Blocco SEO Keyword principale: mamajuana SEO Title: Mamajuana: cos’è e come si beve il drink dominicano Meta title: Mamajuana dominicana: storia, gusto e consigli Slug: /2026/04/mamajuana-il-rum-aromatizzato-della-repubblica-dominicana/ Meta Description: Mamajuana, drink simbolo della Repubblica Dominicana: cos’è, che gusto ha, come si beve e cosa sapere su miele, spezie e rum.

Mamajuana: cos’è davvero il drink simbolo della Repubblica...

In breve: la mamajuana è una bevanda tipica della Repubblica Dominicana, fatta con rum, vino rosso, miele, erbe, cortecce e radici. Non è una ricetta fissa, perché ogni famiglia e ogni zona può...