Zucchero alla lavanda, per dolcificare con gusto
Zucchero alla lavanda, un dolcificante perfetto
Lo zucchero alla lavanda è uno zucchero aromatizzato. Il procedimento è semplice e la resa soddisfacente sotto tutti i punti di vista: aspetto, aroma e gusto. Per l’occasione, si utilizzano i fiori freschi, che vanno mischiati con lo zucchero e passati al frullatore. L’unico elemento di difficoltà è dato dalla necessità di rispettare le proporzioni. Nello specifico, è bene impiegare due cucchiai di zucchero per ogni cucchiaio di fiori. Per non sbagliare, adottate un approccio graduale. Versate nel mixer due cucchiai di zucchero, uno di fiori e frullate per qualche secondo. Poi versate altri due cucchiai di zucchero e un altro di fiori e frullate ancora. Continuate così fino a terminare gli ingredienti.
La seconda fase consiste nell’essiccare gli ingredienti. Nello specifico, la miscela va sottoposta a un passaggio al forno per circa un’ora, a una temperatura pari a 50 gradi. Con questo metodo, lo zucchero alla lavanda è pronto in poco tempo. Il consiglio, però, è di fare riposare la miscela in un barattolo ben chiuso per almeno una settimana (meglio 2 settimane). Questo periodo di riposo serve a far interagire meglio gli ingredienti. In particolare, l’olio contenuto dei fuori viene assorbito dallo zucchero, migliorando aroma e sapore.
Ricetta zucchero alla lavanda
Preparazione zucchero alla lavanda
- Per preparare lo zucchero alla lavanda dovrete utilizzare solo fiori di lavanda freschi, magari appena raccolti.
- Iniziate separando i fiori dagli steli.
- Versate nel mixer i fiori e lo zucchero, per la precisione versate due cucchiai di zucchero e uno di fiori, poi frullate per pochi secondi.
- Aggiungete ancora una volta due cucchiai di zucchero, uno di fiori e frullate per un altro po’.
- Continuate così fino a terminare gli ingredienti.
- Una volta terminati gli ingredienti adagiate il composto su una teglia da forno.
- Fatelo essiccare in un forno preriscaldato a 50 gradi per circa un’ora.
- Ora versate lo zucchero alla lavanda in un barattolo di vetro a chiusura ermetica lavato e sterilizzato e completamente asciutto.
- Fate riposare per due settimane lo zucchero alla lavanda prima di consumarlo.
Ingredienti zucchero alla lavanda
- 200 gr. di zucchero bianco semolato
- 40 gr. di fiori di lavanda freschi
Gli usi dello zucchero alla lavanda
A proposito di zucchero alla lavanda, come si utilizza lo zucchero aromatizzato? A cosa serve? Si potrebbe pensare che l’uso sia il medesimo delle altre tipologie di zucchero, ma non è esattamente così. Infatti, quando si parla di zucchero aromatizzato, è necessario ragionare sui sentori in gioco. Se, per esempio, lo zucchero al cacao è ottimo nel caffè, lo zucchero alla lavanda dà il meglio di sé quando dolcifica tè e tisane. In linea di massima, può essere impiegato laddove la presenza della lavanda non risulta eccessiva, ma valorizza.
Lo zucchero alla lavanda può fungere anche da incantevole idea regalo. E’ un modo per esprimere affetto e per dimostrare attenzione con un preparato che rievoca gradevoli sensazioni. Alcuni lo utilizzano anche per decorare, visto l’impatto visivo in termini cromatici. Lo zucchero si colora di un lilla tenue, o addirittura di azzurro (dipende dalla qualità e della varietà della lavanda). Inoltre, allo stesso tempo, lo zucchero conserva la sua grana.
Gli zuccheri aromatizzati offrono infinite possibilità. Accanto alla lavanda trovano spazio agrumi essiccati, vaniglia, cannella, cardamomo, anice, fiori d’arancio, rosa e zenzero. Ogni aroma ha un carattere diverso e una diversa compatibilità con le preparazioni. Gli zuccheri agrumati sono versatili e immediati, quelli speziati più caldi e avvolgenti, mentre quelli floreali più delicati e selettivi.
Quale zucchero utilizzare?
Lo zucchero ricopre un ruolo fondamentale nella ricetta dello zucchero alla lavanda, com’è lecito aspettarsi. Ma quale tipo di zucchero è opportuno utilizzare? D’altronde ce ne sono tanti, e scegliere è spesso complicato. La distinzione, in genere, è tra zucchero bianco e zucchero bruno, tra zucchero semolato e zucchero fine. Ebbene, la ricetta suggerisce l’uso dello zucchero bianco semolato. In primis perché lo zucchero bianco è per definizione neutro, in quanto più raffinato, dunque non interferisce con la lavanda. Il grezzo, o zucchero di canna che dir si voglia, contiene invece dei residui di melassa che gli donano un sentore caramellato.
Inoltre, lo zucchero semolato si amalgama meglio rispetto a quello fine. Può sembrare strano, ma è esattamente così. Lo zucchero fine creerebbe qualche problema in termini di uniformità, anche durante la fase di mixaggio e del passaggio al forno. Ovviamente potete sperimentare, usando lo zucchero bruno (o grezzo) nel caso in cui desideriate uno zucchero alla lavanda con qualche sentore in più. Come ho anticipato, questa tipologia di zucchero ha un sapore particolare. In questo caso dovreste mettere in conto un’amalgama non uniforme, ma piuttosto irregolare.

I tanti usi della lavanda
L’altro protagonista dello zucchero alla lavanda è proprio la lavanda. Si tratta di una specie floreale dalle mille qualità, che viene impiegata in numerosi ambiti, in primis per le decorazioni. La lavanda, soprattutto quando è rigogliosa, valorizza l’arredo urbano e gli spazi indoor, conferendo tonalità cromatiche incantevoli e un profumo delicato. Tra l’altro, è anche facilmente coltivabile e non soffre della presenza di altre specie. La lavanda è anche un esponente della medicina naturale, ampiamente utilizzata in erboristeria. D’altronde esercita delle proprietà benefiche, sia per uso interno che esterno. Se consumata sotto forma di tisana o decotto, distende i nervi, infonde tranquillità e aiuta a combattere l’insonnia. Invece, se viene utilizzata per estrarre degli oli, può comporre creme cicatrizzanti o miorilassanti. In questa veste, inoltre, deterge e aiuta a calmare il prurito.
La lavanda può essere impiegata nella cosmetica. E’ infatti utilizzata da sempre per preparare dei profumi davvero delicati. Ovviamente, viene trattata anche per realizzare deodoranti per ambienti. Dal punto di vista gastronomico, l’uso più comune la vede come protagonista in tisane e decotti. In realtà i decotti alla lavanda sono abbastanza rari, in quanto i petali sono comunque delicati. La lavanda può essere integrata anche in ricette complesse, come avviene nella cucina provenzale.
I petali di lavanda possono essere essiccati con relativa facilità. I metodi sono numerosi. Possono essere lasciati a testa in giù in un luogo buio e fresco (non umido). Possono essere stesi su una superficie orizzontale in modo da formare un unico strato. In alternativa, ma è un procedimento rischioso, può essere utilizzato anche il forno a bassa temperatura.
Zucchero alla lavanda, dove non ci sta
Abbiamo visto gli usi dello zucchero alla lavanda. Per correttezza è bene fornire una panoramica anche dei casi in cui lo zucchero alla lavanda, senza nulla togliere al suo valore intrinseco, non sortirebbe un bell’effetto. C’è un contesto, in particolare, in cui lo zucchero alla lavanda tende a non funzionare, ossia nei dolci già fortemente aromatici. Mi riferisco a preparazioni a base di cacao intenso, cioccolato fondente ad alta percentuale, caffè o liquirizia. Essi rischiano di entrare in conflitto con la nota floreale, creando un risultato contraddittorio e talvolta persino sgradevole. La lavanda, in questi casi, più che integrarsi al meglio tende a sovrastare.
Un altro contesto delicato è quello dei dolci molto grassi o burrosi. In impasti ricchi di burro, panna, mascarpone o creme molto dense, la lavanda può appaire pesante, accentuando la sensazione di stucchevolezza (invece di alleggerirla). Lo zucchero alla lavanda, inoltre, è poco indicato anche in dolci che puntano tutto sulla semplicità primaria degli ingredienti, come torte rustiche da dispensa o dolci tradizionali molto codificati. Mi riferisco alla crostata classica, alla marmellata, alla torta di mele casalinga o al ciambellone da colazione.
In questo caso rischia di creare un contrasto, mentre il palato si aspetta un aroma che richiama saponi, cassetti profumati, armadi di lino. Non è un errore tecnico ma di contesto, infattil l’aroma dice troppo rispetto all’immaginario collettivo legato al dolce. Infine lo zucchero alla lavanda trova poca affinità con la frutta molto zuccherina o tropicale. Mango, banana, ananas, ma anche fragola molto matura o pesca sciropposa tendono a colpire la componente floreale o a farla risultare posticcia. La lavanda, d’altronde, ama i contrasti delicati: agrumi, frutti rossi aciduli, albicocca, pera. Quando la base è già dolce e corposa il rischio è di ottenere un effetto profumo nel dolce più che un vero equilibrio gastronomico.
La lavanda nella pasticceria delle altre cucine
La cucina provenzale non è l’unica a fare un ampio uso della lavanda, infatti troviamo anche altre tradizioni gastronomiche che, in modo più o meno esplicito, hanno integrato la lavanda o aromi simili nella pasticceria. In alcune aree del Mediterraneo orientale, per esempio, l’uso di fiori ed erbe aromatiche nei dolci è storicamente diffuso. Qui la lavanda non è sempre protagonista, ma rientra in una famiglia di profumi che comprende acqua di rose, fiori d’arancio e gelsomino. In questo contesto la lavanda viene trattata con estrema delicatezza, spesso in infusione o in tracce, ma mai come aroma dominante.
Anche in alcune tradizioni del Nord Europa si trovano dolci in cui le note floreali giocano un ruolo importante. Qui la lavanda compare talvolta accanto a miele, cereali e frutta secca, soprattutto in preparazioni da forno asciutte, come biscotti o pani dolci. L’approccio è diverso rispetto a quello provenzale, ossia é meno vivace, più austero e molto simile ai profumi di bosco. La lavanda, in questi casi, non richiama il campo estivo ma trasmette una sensazione più fredda ed erbacea, che si lega bene con farine integrali e zuccheri meno raffinati.
Nelle glasse per torte la lavanda può funzionare molto bene, a patto di essere usata in modo estremamente misurato. Una glassa è una superficie, quindi l’aroma arriva diretto e immediato. Per questo lo zucchero alla lavanda va dosato con parsimonia e spesso tagliato con zucchero neutro. È ideale su torte semplici, bianche o agli agrumi, dove aggiunge eleganza senza coprire. Su torte ricche o al cioccolato, invece, rischia di risultare fuori luogo.
FAQ
Che sapore ha lo zucchero alla lavanda?
Lo zucchero alla lavanda ha un sapore floreale intenso, con note erbacee e leggermente resinose. Non è dolce nel senso classico, in particolare il profumo può ricordare campi estivi, erbe secche o persino sentori balsamici. Se ben dosato risulta elegante e fresco, invece se eccessivo può diventare amaro o persistente.
Perché lo zucchero alla lavanda ricorda talvolta il sapone?
L’associazione con il sapone nasce dall’uso storico della lavanda in profumeria. Quando l’aroma è troppo concentrato, o inserito in un contesto gastronomico sbagliato, il cervello richiama quei ricordi olfattivi.
Si può usare lo zucchero alla lavanda nei dolci da colazione?
Si, ma con cautela. Funziona meglio in biscotti secchi, frolle leggere o plumcake semplici, dove il profumo resta delicato. È meno adatto a torte rustiche molto tradizionali o a dolci pensati per una colazione “familiare”. In questi casi l’aroma può risultare spiazzante. Meglio usarlo in ricette dichiaratamente aromatiche.
Lo zucchero alla lavanda è adatto ai bambini?
Dipende dalla quantità e dal tipo di preparazione. I bambini tendono a percepire la lavanda come un aroma estraneo, spesso associato a prodotti non alimentari. In dolci molto leggeri e ben bilanciati può essere accettato, ma non è l’aroma più immediato o rassicurante. Per un pubblico infantile é meglio orientarsi su vaniglia o agrumi.
Come evitare di sbagliare con lo zucchero alla lavanda?
La regola principale è una sola: usarne meno di quanto si pensi necessario. È sempre meglio partire con una quantità minima e aumentare eventualmente. Inoltre va inserito in preparazioni coerenti e non per “decorare” una ricetta qualsiasi.
Ricette con lavanda ne abbiamo? Certo che si!
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