IUNIC Metabolic, una dieta personalizzata per dimagrire

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Un po’ di ansia nell’attesa degli esami

Negli articoli precedenti ho parlato di IUNIC Metabolic di SynLab, un percorso di dimagrimento molto singolare, che si basa su un approccio scientifico e genetico. Vi rimando alla pagina ufficiale per maggiori dettagli, ma vi riassumo comunque in che cosa consiste. IUNIC Metabolic associa la prassi dei nutrizionisti con la diagnostica genetica ed ematica. Lo scopo è individuare quelle caratteristiche fisiche, biochimiche e organiche che fungono da ostacolo al dimagrimento. Sulla base di queste evidenze, poi, si stila un piano alimentare, che risulta uno dei più personalizzati e precisi che possiate mai seguire. Mi sono avvicinata con molto interesse a IUNIC Metabolic, sia per l’approccio innovativo del percorso, sia per la sua effettiva efficacia su persone di mia conoscenza. Inoltre, mi hanno promesso che perderò dieci chili, se mi atterrò alle loro indicazioni!

Il percorso è abbastanza lungo, ma niente affatto complesso. Io personalmente ho sostenuto una visita con anamnesi, durante la quale ho raccontato la mia storia alimentare e non. Successivamente ho sostenuto una visita impedenziometrica, che è servita a misurare la massa magra e la massa grassa. Sono passata poi ai test diagnostici, ovvero quelli specificatamente finalizzati a comprendere il profilo ematico e genetico. In questo percorso sono stata accompagnata dal dott. Maurizio Biraghi supportato dalla dott.ssa Camilla Arianna Galbiati (Biologa Nutrizionista) . Entrambi si sono dimostrati molto professionali, cordiali e gentili. Mi hanno messa a mio agio e hanno risposto a tutte le mie curiosità.

Devo ammettere che attendere i risultati mi ha generato un po’ di ansia. Per la prima volta nella mia vita avrei avuto l’opportunità di capire come funziona il mio metabolismo e di rispondere ai tanti “perché”, che mi sono posta in questi anni. Dimagrire per me non è stato mai semplice, nonostante il mio impegno e i miei sforzi. D’altra parte, avevo paura che il mio profilo genetico risultasse troppo “ostico” per qualsiasi dieta possibile e immaginabile. Temevo che i risultati potessero decretare l’impossibilità di dimagrire e soprattutto bene.

Ecco i risultati forniti da IUNIC Metabolic di SynLab

Ebbene, ecco i risultati di IUNIC Metabolic. E che dire, sono davvero un rottame! Non così tanto, però, da non permettermi di dimagrire, puntando alla dieta giusta abbinata a dell’attività fisica. Ve li riporto così come mi sono giunti.

Sensibilità alla dieta: il risultato dell’indagine genetica indica presenza di fattori sfavorevoli in quanto a gestione del peso corporeo e regolazione dell’appetito. Condizione di metabolismo lento con maggiore facilità ad aumentare di peso e difficoltà nel calare. Il portatore di questa variante genetica risulta particolarmente più sensibile a una dieta relativamente iperproteica e a basso rapporto glucidico. In questo caso gli effetti sul controllo delle pulsioni alimentari (scarico emotivo compensativo sul cibo) sono in parte compensati dal genotipo del gene MC4R.

Capacità metabolica: risulta sfavorevolmente influenzato il metabolismo energetico mitocondriale con marcata interferenza negativa sul piano del calo ponderale e il sovrappeso. 

Metabolismo dell’Insulina: presenza di moderati fattori di rischio genetico nei confronti di fenomeni di insulina-resistenza, dovuta alla presenza di alcuni polimorfismi sfavorevoli. La genetica predispone ad una condizione di “ipersensibilità” nei confronti dei carboidrati, non riuscendoli ad utilizzare efficacemente come fonte energetica, compromettendo quindi il dispendio energetico e favorendo l’accumulo di grasso nelle cellule. 

Sensibilità ai grassi: presenza di un fattore di rischio correlato a dislipidemia e non ottimale assimilazione dei grassi. 

Metabolismo della leptina: presenza di fattori di influenza sfavorevole sul piano della gestione del peso corporeo. Nel gene NPY si è riscontra la presenza della variante sfavorevole che accentua la suscettibilità genetica verso sovrappeso e obesità, legata ad una minore sensibilità indiretta all’azione della leptina e a una influenza sfavorevole sulla mobilizzazione del grasso viscerale che risulta con questo genotipo più difficile da mobilizzare. In questa condizione, l’organismo diminuisce la propria sensibilità alla leptina, riducendo la capacità di controllare le riserve di grasso. 

Colesterolo e profilo lipidico: il risultato dell’indagine genetica indica la presenza di alcuni fattori sfavorevoli nei confronti dell’alterazione del profilo lipidico. Questo polimorfismo è stato associato in letteratura al rischio di aumento dei trigliceridi plasmatici.

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E questo è il mio piano alimentare personalizzato

Come avrete intuito, non è il migliore dei profili possibili in base alle analisi riportate da IUNIC Metabolic, infatti coesistono alcuni fattori in grado di ostacolare il processo di dimagrimento. Ai risultati ha fatto seguito un piano alimentare personalizzato, il cui scopo è proprio di aggirare questi ostacoli. Vi riporto anche questo dettaglio per rendere il tutto ancora più tangibile e concreto. Come vedete mi attende una dieta ricca di proteine!

Sulla base delle variazioni genetiche riscontrate l’organismo risponderebbe meglio a una dieta relativamente iperproteica e a basso profilo glucidico, come se le proteine risultassero, in chiave di calo ponderale, il carburante ottimale per questo profilo genetico. 

Con questo profilo genetico risulta ostacolato il calo ponderale tanto più vengono consumati pasti a tarda ora (sera/notte). E’ ottimale quindi impostare una CRONO DIETA implementando i cibi da consumare a colazione e alleggerendo il carico della cena. Giusta ripartizione calorica con questo genotipo: colazione 25%, pranzo 40%, cena 30%. 

Eventuali spuntini della mattina e del pomeriggio 5% cadauno, alleggerendo rispettivamente pranzo e cena. Evitare l’assunzione di grosse quantità di carboidrati, soprattutto la sera. Utile inserire una attività fisica di soli esercizi di corpo libero, almeno 2 volte/settimana, ed una camminata ·veloce” per 30 minuti, sempre 2 volte/settimana. E’ consigliato l’uso della bicicletta due volte la settimana. 

Privilegiare gli alimenti in grado di riequilibrare l’azione della leptina: la frutta, in particolar modo quella rossa e blu {ciliegie, mirtilli, melograno). La verdura (le crucifere come i cavoli, la verza e la rucola). Le spezie e gli aromi (basilico, cannella, cardamomo, chiodi di garofano e zenzero) il pesce e il tè verde. Privilegiare uso di olio extra vergine di oliva.

Dopo tante battaglie e diete, senza mai grossi risultati, penso di aver trovato proprio quello che fa per me. Infatti, gli unici chili che sono riuscita a perdere in questi anni sono stati solo 7, e precisamente durante il ricovero di mio marito, un’esperienza che non auguro a nessuno. Ora, però, mi sento più forte e consapevole, grazie al supporto di un team non solo estremamente professionale, ma anche molto umano ed empatico. Spero che questo articolo vi possa essere utile, spronandovi a vincere sempre le piccole e grandi battaglie della vita. Basta non arrendersi mai ed affidarsi nelle giuste mani, in questo modo vi ritroverete vittoriosi in qualsiasi circostanza ;). Mi ha consigliato di farmi questo infuso per disintossicarmi.

Infuso di bacche di goji con miele detox, un’idea semplice ma geniale

L’infuso di bacche di goji con miele detox è una bevanda saporita, leggera e detossinante. La lista degli ingredienti è stata composta esattamente a questo scopo, infatti tra gli ingredienti troviamo anche il tè verde giapponese. Di norma il tè risulta benefico per l’organismo, ma alcune varietà lo sono più di altre. In cima a una ipotetica classifica di salubrità spicca proprio il tè verde, noto per l’impatto positivo sull’apparato cardiovascolare. Questo tipo di tè, infatti, inibisce la creazione di coaguli, abbassa il colesterolo cattivo e aiuta a prevenire l’aterosclerosi. Un altro effetto benefico si segnala in merito al sistema nervoso, vista la sua portata preventiva rispetto a molte patologie degenerative.

Di recente, alcuni studi hanno dimostrato le proprietà antitumorali del tè verde, determinate dall’estrema abbondanza di antiossidanti. Non è un caso che il tè verde sia consumato prevalentemente in Giappone, e che proprio il popolo giapponese abbia l’aspettativa più elevata al mondo. Certo, il tè verde presenta alcune lievi controindicazioni, d’altronde stiamo parlando comunque di uno stimolante. Il tè, infatti, contiene caffeina, che se assunta in quantità elevate può causare ansia, nervosismo e insonnia. Il tè verde, infine, è anche buono ed ha un sapore diverso dalle varietà che siamo abituati a consumare in Italia. Il sapore è più delicato, ma allo stesso tempo corposo e aromatico.

Perché abbiamo scelto il miele?

Il miele gioca un ruolo importante in questo infuso di bacche di goji con miele detox. Non è certamente il primo ingrediente a cui si pensa, quando lo scopo è quello di preparare un infuso. Tuttavia, esercita importanti funzioni organolettiche e nutrizionali. In primo luogo il miele dolcifica, rendendo sostanzialmente superfluo lo zucchero. Non è un particolare di poco conto, se si considerano le controindicazioni dello zucchero, come l’aumento della glicemia. Inoltre il miele aggiunge sapore e corpo alla bevanda, che diventa più gradevole al palato e acquisisce una profondità organolettica significativa. Sul piano nutrizionale, il miele potenzia la preparazione, esercitando numerose proprietà benefiche.

Infuso di bacche di goji

Come sicuramente saprete, il miele è un antibatterico e un antinfiammatorio, sicché viene utilizzato da sempre per contenere la sintomatologia derivante da raffreddori e influenze. Ma i pregi del miele non finiscono qui. Va segnalata anche l’elevata concentrazione di vitamine e sali  minerali, che lo rendono un alimento completo. Stesso discorso per gli antiossidanti, che agiscono in funzione antitumorale. Ma quale tipo di miele utilizzare? La scelta sta a voi, se preferite che il sapore del miele emerga con forza optate per il millefiori, altrimenti va bene il più delicato miele di acacia.

Tutti i benefici delle bacche di goji

Le bacche di goji, utilizzate nell’infuso con miele detox, sono frutti provenienti dal Tibet e dalla Cina meridionale, che stanno andando incontro a una discreta diffusione anche alle nostre latitudini. Si fanno apprezzare, infatti, per il gusto, la leggerezza e le proprietà nutrizionali. Il riferimento è alla straordinaria presenza di antiossidanti, che riducono lo stress ossidativo e – come abbiamo visto – aiutano a prevenire il cancro.

Sono ricche, poi, di acidi grassi benefici, che agiscono a protezione dell’apparato cardiovascolare. Rilevanti, inoltre, sono le concentrazioni di vitamina C, che impatta positivamente sulle performance del sistema immunitario. Questo tipo di bacche sono anche abbondanti di sali minerali, tra cui spiccano il ferro (abbastanza raro per alimenti di questo tipo), il selenio, il manganese e lo zinco. Molti di questi minerali esercitano una funzione antiossidante e a supporto del sistema immunitario. L’apporto calorico, infine, è molto basso, pari a 50 kcal per 100 grammi (120 per il prodotto essiccato).

Ecco la ricetta dell’infuso di bacche di goji con miele detox:

Ingredienti per 2 tazze:

  • 1 limone,
  • 3 cucchiaini di bacche di goji,
  • 2 cucchiaini di tè verde giapponese,
  • 3 cucchiaini di miele.

Preparazione:

Per la preparazione dell’infuso di bacche di goji con miele detox iniziate ricavano il succo dal limone. Ora fate bollire 600 ml di acqua, portandola ad una temperatura di 85 gradi. Versate le bacche di goji in una teiera già calda, poi aggiungete l’acqua calda e toglietela dopo qualche minuto.

Mettete il tè verde in infusione e trasferitelo nella teiera. Infine, coprite il tutto con l’acqua calda e lasciate in infusione per un paio di minuti. Ora levate l’infusore, aggiungete il succo di limone, un po’ di miele e mescolate per bene. Servite l’infuso caldo, accompagnandolo magari con qualche buon biscotto.

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