Cos’è la salsa Sriracha e quali sono le sue origini?

Salsa Sriracha

Cos’è la salsa Sriracha e quali sono le sue origini?

La salsa Sriracha è una salsa di origine Thailandese (dal toponimo “Si Racha”, città in cui è stata inventata). E’ piccante, a base di peperoncini, tendenzialmente acida e dal gusto particolare e forte. E’ una salsa piccante che viene utilizzata principalmente per accompagnare secondi di pesce e fritture varie, sebbene in tutta l’Asia sia accreditata come accompagnamento di un gran numero di ricette locali, comprese quelle a base di uova e di riso. La salsa Sriracha, infatti, è consumata in tutta l’Asia orientale e in tutto il sud-est asiatico. In Europa è giunta qualche anno fa come prodotto etnico, ma si sta diffondendo con una certa velocità.

Negli Stati Uniti, la più conosciuta è quella prodotta dalla Huy Fong Foods. Per quanto riguarda la sua preparazione, è molto lunga e può richiedere anche più di due settimane. Tuttavia, non è granché complicata. Essa si divide in tre fasi distinte: la frullatura degli alimenti, per creare una specie di “salsa cruda”, la fermentazione in vasetti di vetro sigillati e al riparo da raggi solari, e la cottura. Il risultato è una salsa dal sapore molto pungente, ma gustoso, e dalla consistenza simile a quella dello sciroppo. Il sapore può essere anche più o meno acido, a secondo del periodo di fermentazione. Se è molto fermentata sarà più acida, se invece viene poco fermentata sarà più delicata. Dove compro l’aceto distillato? Lo potete trovare nei negozi etnici.

I benefici del peperoncino e le sue proprietà

L’ingrediente principale della salsa Sriracha è il peperoncino di colore rosso. Potete scegliere la varietà che volete, la scelta è soggettiva e dipende dal grado di piccantezza che desiderate per questo prezioso intingolo. A prescindere dalla varietà, tutti i peperoncini rossi si caratterizzano per alcuni elementi.

Salsa Sriracha

Per esempio, abbondano di vitamina C, che come tutti sanno rafforzano il sistema immunitario. Stesso discorso per la vitamina E, segnalata per la sua capacità di alleviare i sintomi delle patologie respiratorie croniche. Tutti i peperoncini, infine, contengono capsaicina, la sostanza responsabile della piccantezza. Ebbene, essa vanta un utile effetto salutare, ossia favorisce la digestione.

Quale zucchero usare per la salsa Sriracha?

Un altro ingrediente fondamentale della salsa Sriracha è lo zucchero. Il suo scopo è conferire maggiore sapore alla salsa ma anche equilibrare un po’ l’acidità, che altrimenti sarebbe troppo accentuata, anche in caso di fermentazione minima (inferiore a due settimane).

A questo punto la domanda sorge spontanea: quale zucchero utilizzare? Anche in questo caso, il margine di discrezione è ampio. Tuttavia, io vi consiglio di utilizzare sia lo zucchero semolato, ovvero quello bianco a grani grossi, sia quello di canna. Il primo addolcisce senza incidere troppo sul gusto, il secondo è responsabile di un tiepido sentore di caramello (dovuto alla melassa) che rappresenta comunque un valore aggiunto per la salsa Sriracha. Il tutto senza entrare in conflitto con gli altri ingredienti, coprirli o compromettere la resa finale.

Ecco la ricetta della salsa Sriracha:

Ingredienti per 2 vasetti:

  • 1/2 kg di peperoncini rossi,
  • 1/2 lt. di acqua naturale,
  • 1 cucchiaino di sale marino,
  • 2 spicchi d’aglio tritati,
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna,
  • 1 cucchiaino di zucchero semolato,
  • 100 ml. di aceto distillato aceto di vino bianco o aceto di mele o aceto di riso (per gli intolleranti al nichel)

Preparazione:

Per la preparazione della salsa Sriracha iniziate sbucciando gli spicchi di aglio. Poi lavate con cura i peperoncini rossi e riduceteli a pezzetti. Nel bicchiere del mixer mettete i pezzi di peperoncini, mezzo litro di acqua, l’aglio, lo zucchero e il sale marino. Frullate il tutto in modo da ricavare un composto leggermente denso. La salsa così ottenuta va versata nei barattoli di vetro con chiusura ermetica e vanno conservati in un luogo asciutto per almeno due settimane. Deve essere, inoltre, un posto non esposto ai raggi solari. Le due settimane sono necessarie perché la crema deve fermentare, anzi deve sviluppare una “fermentazione lattica” per essere precisi.

Questa fermentazione acidifica la salsa Sriracha attraverso la produzione dell’acido lattico. Il procedimento, ve lo assicuro, incide al meglio dal punto di vista del gusto. Occasionalmente, potete scegliere di allungare il tempo di fermentazione, in questo modo, però, la salsa diventerà più acida. Dunque, se la preferite così, lasciatela fermentare per tre settimane o più. Se invece la desiderata meno acida, più “liscia” e liquida, potreste persino ridurre il tempo da due settimane a dieci giorni. Dopo la fermentazione, comunque, dovrete sottoporre la salsa a un’ultima fase, ossia dovrete filtrarla attraverso un colino. In questo modo, eliminerete i semi ed eventuali residui solidi. La salsa setacciata va poi versata in un pentolino.

A questo punto aggiungete 100 millilitri di aceto di vino bianco e cuocete a fiamma moderata fino a ricavare una specie di sciroppo. Non esiste un tempo di cottura predefinito perché, appunto, dipende da quanto avete lasciato fermentare la salsa. Regolatevi in questo modo, quando la salsa ha acquisito la consistenza dello sciroppo, spegnete il fuoco. Con la fermentazione media, quella di due settimane, bastano comunque tre o quattro minuti. Dopo la cottura e la riduzione in sciroppo, la salsa Sriracha è finalmente pronta.

La salsa Sriracha si conserva in frigorifero per 2-3 mesi.

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