Cavolfiori sott’olio, una conserva delicata

Cavolfiori sottolio
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I cavolfiori sott’olio, un’idea semplice ma gustosa

I cavolfiori sott’olio sono all’apparenza una conserva come tutte le altre, speziata in maniera equilibrata e valorizzata da ingredienti semplici. La conserva si basa su un ortaggio diffuso e da sempre apprezzato, tuttavia, riserva qualche sorpresa. Quella più grande consiste nella varietà del cavolfiore arancione. Molti di voi non lo sanno, ma il cavolfiore si presenta con varie tonalità cromatiche, frutto di una selezione orientata all’estetica, ma anche allo sviluppo di specifiche proprietà nutrizionali. Anche perché il colore non è solo un elemento visivo, bensì sintomo di un differente profilo nutrizionale. I cavolfiori arancioni, per esempio, sono tali in quanto ricchi di betacarotene, una sostanza che si trova anche nella zucca e nelle carote, che esercita una funzione anti-age. Il betacarotene stimola la produzione di vitamina A, che a sua volta favorisce svariati processi metabolici.

Per il resto, il cavolfiore arancione presenta le medesime proprietà nutrizionali del cavolfiore standard. E’ un ortaggio ipocalorico, e infatti apporta solo 40 kcal per 100 grammi. E’ anche ricco di vitamine e sali minerali, come per esempio la vitamina C e il potassio. Importante è la quantità di fibre, che come sicuramente già saprete giova all’apparato digerente, soprattutto in caso di stipsi. Del cavolfiore, poi, si apprezzano alcune proprietà specifiche, infatti contribuisce a tenere sotto controllo la glicemia, stimola il buon funzionamento della tiroide e aiuta a tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Infine, il cavolfiore, al pari di tanti ortaggi, è considerato anche un buon antinfiammatorio. Per quanto concerne la ricetta, essa è un po’ laboriosa, infatti i cavolfiori vanno sostanzialmente cotti due volte. All’inizio insieme all’acqua e alle spezie, e alla fine nei barattoli, secondo un metodo che ricorda la cottura a bagnomaria.

Se non trovate il cavolfiore arancio potete utilizzare uno di questi:

Cavolfiore bianco. E’ un cavolfiore che si fa apprezzare per un sapore a metà strada tra il dolce e l’aromatico. Viene spesso lessato, pur essendo sostanzialmente morbido. In questa forma, può essere utilizzato come ingrediente da insalata, magari arricchito con olio, sale e aceto. Può essere utilizzato anche per preparare risotti, sughi per la pasta e ripieni.

Cavolfiore verde. E’ la variante colorata del cavolfiore. Si caratterizza per la presenza del betacarotene, una sostanza che funge da precursore per la vitamina A. Per quanto concerne il sapore è sostanzialmente identico alla controparte bianca, sebbene sia un po’ più delicato.

Cavolfiore viola. Presenta una delle tante tonalità cromatiche del cavolfiore. In questo caso il sapore non differisce dalle altre varianti, tuttavia si rivela prezioso dal punto di vista nutrizionale. Il viola è dato dalle antocianine, dei formidabili antiossidanti in grado di contrastare i radicali liberi e agire in funzione anticancro.

Il ruolo della cannella nella nostra conserva

La cannella, utilizzata nei cavolfiori sott’olio, è una delle spezie più amate in assoluto. In genere, viene utilizzata per insaporire i dolci, visto il suo potere blandamente dolcificante. Tuttavia, trova spazio anche in svariate ricette salate, soprattutto quando si vuole conferire una profondità organolettica superiore alla media. Nel caso dei cavolfiori sott’olio, la cannella viene impiegata come spezia, dunque concorre ad insaporire l’ortaggio. Interviene in fase di cottura insieme all’aceto, ai chiodi di garofano e ad altri ingredienti, per poi essere inserita all’interno dei barattoli.

Cavolfiori sott'olio

La cannella è una spezia preziosa non solo per la sua capacità di insaporire, ma anche per le sue proprietà nutrizionali, che sfociano spesso in territorio terapeutico. Il riferimento è alla presenza abbondantissima di antiossidanti, che favoriscono i meccanismi di riproduzione cellulare, contrastano i radicali liberi e aiutano a prevenire alcuni tumori. La cannella, inoltre, è un buon antinfiammatorio, con un’efficacia minore rispetto a quella dello zenzero. Per quanto concerne le calorie, siamo di fronte ad un alimento ipocalorico.

L’aroma dei chiodi di garofano

Altre spezie molto interessanti, che contribuiscono a valorizzare i cavolfiori sott’olio, sono i chiodi di garofano. Anche in questo caso, siamo di fronte a una spezia utilizzata soprattutto per i dolci, ma che può dire molto anche in merito alle conserve. In questa ricetta, si comporta esattamente come le altre spezie, ossia viene cotta insieme ai cavolfiori e inserita nei barattoli.

Il consiglio è di rispettare le dosi che ho riportato qui sotto, in quanto i chiodi di garofano insaporiscono in modo eccessivo. Il rischio, infatti, è che coprano gli altri sapori. Tuttavia non rinunciate a questa spezia, anche è ricca di antiossidanti, sali minerali e vitamine, oltre ad esercitare una discreta funzione antinfiammatoria.

Ecco la ricetta dei cavolfiori sott’olio:

Ingredienti per 3 barattoli:

  • 1 kg di cimette di cavolfiore arancione,
  • 500 ml. di aceto di vino bianco,
  • 250 ml. di vino bianco,
  • un pezzetto di cannella,
  • scorza di 1/2 limone,
  • 1 foglia di alloro,
  • qualche grano di pepe verde,
  • 2 chiodi di garofano,
  • q. b. di olio extravergine di oliva,
  • q. b. di sale.

Preparazione:

Per la preparazione dei cavolfiori sott’olio iniziate sterilizzando i vasetti di vetro e i tappi. Mondate e lavate le cimette dei cavolfiori.

In una pentola versate il vino bianco e l’aceto, poi aggiungete i chiodi di garofano, la scorza di limone tagliata a listarelle, la cannella, i grani di pepe, un po’ di sale e l’alloro e portate a bollore.

Quando bolle immergete i cavolfiori, poi cuocete per 5 minuti. Terminata la cottura, scolate i cavolfiori e adagiateli sul canovaccio pulito e lasciate asciugare qualche ora. Ora inserite i cavolfiori nei vasetti alternandoli con le spezie. Volendo potete aggiungere anche altre erbe aromatiche.

Coprite con l’olio e sigillate ermeticamente. Inserite i barattoli in una pentola, separandoli con dei canovacci. Versate l’acqua fredda e fate bollire, poi continuate la bollitura per circa 20 minuti. Fate raffreddare i vasetti prima di estrarli dalla pentola.

Dopo questo procedimento, ossia dopo la pastorizzazione, conservate i vasetti in un luogo fresco e asciutto prima di consumarli.

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Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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