Tomahawk di vitello con patate e verdure, una delizia!

Tomahawk di vitello

Tomahawk di vitello con patate e verdure, un piatto di carne veramente squisito

La bistecca tomahawk di vitello è quasi sconosciuta in Italia, ma molto consumata negli Stati Uniti. Il nome deriva dall’ascia brandita dai nativi americani, dal momento che ne richiama chiaramente la forma e le dimensioni. La tomahawk è infatti una bistecca “gigantesca”, è spessa almeno 7 cm ed è molto lunga. Termina con un osso massiccio che ricorda, appunto, l’impugnatura di un’ascia. Viene preparata spesso in occasione della Festa dell’indipendenza, ma per gli americani non è inusuale consumarla anche nei giorni ordinari.

Dal punto di vista gastronomico, comunque, la tomahawk non è altro che una costata di manzo di vitello. Anche i principi nutrizionali sono gli stessi. Per cuocerla occorre mettere in campo un procedimento preciso che si sviluppa in due fasi distinte: una di precottura al forno e l’altra di grigliatura. Il doppio passaggio è inevitabile, viste le dimensioni. Per questa variante, consiglio un corposo contorno di verdure grigliate e di patate, che possono essere al forno (e ripiene con il bacon) o al cartoccio. Insomma, oggi vi presento un secondo estremamente sostanzioso!

Il segreto del tomahawk di vitello con patate al cartoccio

ll vero segreto di questa tomahawk di vitello però è la salsa di accompagnamento, che può essere utilizzata anche per condire le patate al cartoccio. Essa, infatti, viene preparata con un ingrediente d’eccezione, il formaggio cremoso Exquisa, un formaggio che eccelle per gusto, per leggerezza e per texture. E’ l’ennesima dimostrazione della capacità di Exquisa di coniugare gusto e potere nutrizionale.

Tomahawk di vitello

Questo specifico prodotto contiene lattosio, quindi in teoria non potrebbe essere consumato dagli intolleranti a questa sostanza. Tuttavia, Exquisa offre prodotti analoghi ma privi di lattosio. In questo caso, ci tengo a specificarlo, la rimozione del lattosio è frutto di un processo completamente naturale (viene applicato l’enzima lattasi per scindere il lattosio in glucosio e galattosio).

Il cheddar, un formaggio buono e sottovalutato

Il formaggio cremoso Exquisa non è l’unico latticino di questa ricetta. Anche il cheddar gioca un ruolo importante. Nello specifico, forma il condimento delle patate. Il cheddar è il formaggio anglosassone più conosciuto, e forse per questo sottovalutato. E’ tuttavia un formaggio nobile, che ha parecchi secoli alle spalle, buono e anche nutriente. E’ riconoscibile grazie al colore arancione, che può variare al giallo brillante a seconda della stagionatura (da 9 a 24 mesi).

Per questa ricetta consiglio il cheddar a fette di Bayernland. Pronto per l’utilizzo, si distingue per il rispetto della tradizione anglosassone, ma anche per la purezza e la qualità della materia prima. E’ la dimostrazione della capacità di Bayernland di interpretare le tradizioni degli altri paesi, sempre in una prospettiva di gusto e benessere.

Ecco la ricetta del tomahawk di vitello con patate al cartoccio:

Ingredienti per 4/6 persone:

  • 1 bistecca tomahawk di vitello di circa 1,1 kg;
  • 2 cucchiai olio extravergine di oliva;
  • q. b. di fiocchi di sale;

Per le verdure:

  • 1 cipolla rossa;
  • 1 melanzana;
  • q. b. di funghi champignon;
  • 1 peperone rosso e 1 peperone giallo;
  • 2 rametti timo;
  • 1 zucchina;
  • 1 aglio;
  • 3 cucchiai olio extravergine di oliva;
  • q. b. di sale.

Per la salsina:

Per la patate al cheddar:

  • 1 kg. di patate dolci o americane;
  • 150 gr. di fette di bacon;
  • 150 gr. di cheddar a fette senza lattosio Bayernland;
  • 1 cucchiaio di sale al timo (vedi ricetta su Nonnapaperina.it);
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva;
  • q. b. di pepe.

Preparazione:

Per la preparazione del tomahawk di vitello iniziate preparando le patate. Dopo averle lavate, incidetele profondamente per il senso del lungo formando circa 6 tagli, quasi come se doveste ricavarne delle fette. Ungetele di olio in modo uniforme su tutta la loro superficie, poi coprite una leccarda con della carta da forno che ungerete anch’essa con un po’ di olio e cospargerete di sale al timo. Ora adagiate le patate e date un’altra leggera spolverata di sale al timo. Completate con un po’ di pepe nero ed un filo di olio extravergine d’oliva. Poi preriscaldate un forno statico a 200 gradi e cuocete per 75 minuti.

Nel frattempo su una padella antiaderente già calda cuocete le fette di bacon per pochi minuti, usando una fiamma moderata e girando più volte per far dorare al meglio le fette. Terminata la cottura mettete le fette da parte su un vassoio. Trascorsi i 75 minuti le patate si saranno aperte quasi come una fisarmonica. Riempite le fessure alternando il cheddar con il bacon. Per finire, posizionate il cheddar a cubetti anche in superficie. Continuate la cottura al forno per un altro quarto d’ora. A questo punto le patate sono pronte per fungere da accompagnamento.

In alternativa potete realizzare le patate al cartoccio semplicemente coprendole con dell’alluminio oliato e cuocendole in forno a 200 gradi per 60 minuti da entrambi i lati o, perché no, sulla griglia alla brace. Una volta cotte, incidete le patate e mettete all’interno qualche fetta di bacon e un po’ di salsina. Questa si realizza semplicemente mischiando tutti gli ingredienti che avete a disposizione: formaggio cremoso Exquisa, senape, aneto, latte delattosato ed un po’ di sale.

Ricordatevi, inoltre, che per preparare il tomahawk di vitello dovete estrarlo dal frigorifero un’ora prima. Riscaldate il forno a 80 gradi e cuoceteci la bistecca per una ventina di minuti girandola da entrambi i lati. Controllate la temperatura della carne, che deve essere pari a 52 gradi. Infine grigliate la bistecca poco prima di servirla rigirandola affinchè assuma una giusta doratura da entrambi i lati, poi tagliatela a fette e concludete condendo con sale grosso e pepe.

Per quanto riguarda la verdure grigliate da accompagnamento iniziate lavando la zucchina, la melanzana e i peperoni (da cui toglierete la parte bianca interna), poi asciugateli e tagliateli a pezzi. Sbucciate e tagliate in quattro i funghi champignon. Poi rimuovete la buccia dalla cipolla e dall’aglio e tagliateli a fettine. Lavate e asciugate il timo, poi rimuovete le foglioline. Ora mescolate le verdure con un po’ di olio d’oliva aggiungendo il timo ed un po’ di sale. Infine ungete una teglia con l’olio extravergine d’oliva, versate le verdure e grigliate per 15 minuti girando assiduamente. A questo punto servite il tomahawk con le verdure grigliate, le patate e una ciotolina con la salsa al formaggio. Buon appetito!

Print Friendly, PDF & Email
Contenuto in collaborazione con Exquisa

Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


25-06-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?

TI POTREBBE INTERESSARE

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>


CON LA COLLABORAZIONE DI

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti