Fave sott’olio, la conserva per ogni occasione

fave sott'olio

Fave sott’olio, una conserva dai mille usi

Le fave sott’olio sono una conserva preziosa, realizzata come vuole la tradizione, ma con qualche elemento di differenziazione rispetto alle altre conserve. Su tutti, l’importanza dell’aceto di vino bianco, di cui parlerò in un prossimo paragrafo. In questo vorrei soffermarmi sulle tante applicazioni delle fave sott’olio, alcune delle quali in comune con le altre conserve (almeno con quelle realizzate con legumi ed ortaggi). L’uso principale, quello che viene in mente per primo quando si parla di conserve, è l’antipasto. Le fave sott’olio sono ottime come antipasto, e fungono da “apri-stomaco” leggero e sfizioso.

Le fave sott’olio, tuttavia, possono essere utili anche per impreziosire le insalate. Il loro sapore è infatti ottimo, ma niente affatto coprente, dunque esercitano un impatto equilibrato sulle preparazioni che contemplano numerosi ingredienti, come le insalate appunto. Possono essere utilizzate anche come condimento della pasta, in quanto essendo già cotte sono pronte per essere integrate nei primi piatti di questo tipo. Ovviamente avete a disposizione tutto il margine di discrezione che volete. Non ci sono limiti al consumo delle fave sott’olio, dal momento che sono davvero versatili oltre che buonissime!

I tanti benefici nutrizionali delle fave

Le protagoniste delle fave sott’olio sono ovviamente le fave. Sono dei legumi consumati in Italia da migliaia di anni, sono apprezzate per il sapore, per la versatilità e per i valori nutrizionali. Non a caso sono l’ingrediente principale di molte ricette regionali, dalla Calabria al Piemonte. Le fave sono nutrienti, ma anche ipocaloriche: 100 grammi di prodotto contengono a malapena 41 kcal. Ovviamente le fave secche sono più caloriche, ma a cambiare in quel caso è il peso per ciascuna fava, che è inferiore. Ad ogni modo, le fave sono una fonte inestimabile di fibre, vitamine e sali minerali. Le fibre, come molti sanno, sostengono l’apparato digerente e contribuiscono a risolvere i problemi di stipsi.

fave sott'olio

Per quanto riguarda i sali minerali, si segnalano livelli elevati di potassio e soprattutto di ferro. Da quest’ultimo punto di vista, le fave non hanno nulla da invidiare alle lenticchie (considerate il legume più ricco di ferro). Le fave contengono poi tantissima vitamina C, quasi quanto gli agrumi, e dosi più che discrete di vitamina B1 e B2. Una delle caratteristiche più importanti delle fave è la presenza della levodopa, un aminoacido che giova alla funzionalità cognitiva, a tal punto da essere considerato un elemento capace di contrastare il morbo di Parkinson. Per concludere, specie nella loro variante “fresca”, le fave esercitano un’azione depurante. Hanno una sola controindicazione: non devono in alcun modo essere consumate da chi soffre di favismo, che è una sindrome che rende l’individuo incapace di assumere fave, piselli e verbena.

Perché abbiamo usato l’aceto di vino bianco?

La presenza dell’aceto di vino bianco nella lista degli ingredienti delle fave sott’olio farà storcere il naso a qualcuno, dal momento che raramente viene impiegato nelle conserve. In questa ricetta, ovvero per preparare le fave sott’olio, è però necessario. I motivi sono essenzialmente due: in primis per “pulire” le fave, ovvero per eliminare la flora batterica che potrebbe annidarsi nei baccelli e proliferare durante il periodo di conservazione. Secondariamente, per smorzare un po’ il gusto delle fave, che potrebbe risultare troppo forte, visto le elevate concentrazioni di prodotto.

Se pensate che le fave acquisiscano un sapore troppo acidulo dovreste ricredervi. L’aceto di vino bianco infatti non viene inserito nei barattoli, ma serve solo per “cuocere” le fave fresche. Queste, tra l’altro, una volta cotte vengono poste ad asciugare sulla carta assorbente, in modo che dell’aceto rimanga solo un vago sentore. Questo processo è utile ad impreziosire la conserva, ma è letteralmente incapace di stravolgerne il sapore o impattare in modo eccessivo. Insomma, l’uso dell’aceto è giusto ed equilibrato.

Ecco la ricetta delle fave sott’olio:

Ingredienti per 4 vasetti:

  • 1 kg. di fave;
  • 250 ml. di aceto di vino bianco;
  • 250 ml. di acqua naturale;
  • 2 spicchi di aglio;
  • qualche fogliolina di menta;
  • q. b. di olio extra vergine d’oliva;
  • q. b. di sale grosso e qualche grano di pepe nero.

Preparazione:

Per la preparazione delle fave sott’olio tirate fuori dal guscio le fave e versatele in una pentola. Coprite le fave per metà di acqua e metà di aceto. Passate la menta sotto l’acqua corrente, poi pelate l’aglio e tagliatelo e fette sottili. Ora accendete il fuoco e bollite per una mezz’ora. Poi scolate le fave e adagiatele sulla carta assorbente affinché si asciughino per bene. Quando le fave sono ben asciutte, inseritele nei vasetti alternandole con l’aglio a spicchi e la menta.

Se amate il piccante potete aggiungere anche del peperoncino (sempre tagliato a fette sottili). Coprite i vasetti con l’olio e fate riposare un po’ le fave, se nel mentre hanno assorbito troppo olio, aggiungetene un altro po’. A questo punto conservate le fave i un luogo asciutto e al riparo dalla luce del sole. Le fave sott’olio possono essere consumate dopo quattro o cinque settimane e si mantengono per svariati mesi.


Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Devono essere adatti ai celiaci e agli intolleranti al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per gli intolleranti al lattosio Dalla nota ministeriale: E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


23-05-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
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