Il gusto selvatico del cinghiale alla cacciatora

Un secondo che lascia il segno: il cinghiale alla cacciatora

Il gusto selvatico del cinghiale alla cacciatora. Pollo, maiale, vitello, cavallo, coniglio, tacchino… a furia di mangiare le solite carni, viene voglia di cercare sapori diversi e particolari. La carne di cinghiale è perfetta quando si sente la necessità d’interrompere la routine e si desidera qualcosa dal gusto intenso.

Il cinghiale è un maiale selvatico che conserva nel sapore della sua carne tutta la mediterraneità che lo contraddistingue. Preparando il cinghiale alla cacciatora porterai a tavola un piatto delizioso, ricchissimo di gusto. Questa pietanza può essere un secondo davvero particolare, ma volendo anche un piatto unico, considerata la ricchezza di sapori e nutrimenti.

Con una portata così ricca di gusto, eventuali altre abbinate non possono che rispondere con qualcosa di molto più delicato, così da non cozzare con l’abbondanza di sapori del cinghiale.

La carne di cinghiale contiene acqua, proteine, lipidi, colesterolo, sodio, ferro, calcio, fosforo, magnesio, potassio, tiamina, niacina, riboflavina e vitamina E. Un prodotto eccezionalmente abbondante di elementi essenziali per il sostentamento del nostro corpo.

Il cinghiale alla cacciatora è, ovviamente, un piatto dai sapori robusti, non adatto a tutti i palati. Gli estimatori della cacciagione avranno di che leccarsi i baffi, tra la carne resa tenerissima dalla lunga cottura ed il sughetto di pomodoro e verdure… a prova di scarpetta! Siete pronti a stupire amici e parenti con una bomba di gusto?

cinghiale alla cacciatora

Le caratteristiche della carne di cinghiale

Il cinghiale è un animale antichissimo, comparso sulla Terra probabilmente anche prima che fosse abitata dagli uomini. La sua carne si presenta piuttosto fibrosa, compatta, saporita, inoltre il gusto e la consistenza si prestano bene a cotture in padella, in umido, con sughetti o stufati. Moltissime ricette regionali, soprattutto toscane, prevedono questo ingrediente particolare.

Per fare in modo che la carne di cinghiale presenti al meglio il suo sapore, occorre preservarne una certa lardellatura che eviterà il raggiungimento di un’eccessiva secchezza in cottura. Sarà importante trovare il giusto mezzo, rimuovendo il grasso in eccesso e conservandone una parte per garantirne la succosità.

Per similitudine, sono acquistabili del cinghiale gli stessi tagli di carne esistenti e commercializzati del maiale. Ovviamente, anche nel caso del cinghiale è particolarmente ghiotta la parte della coscia, le cui carni sono maggiormente morbide, succose e saporite. In alcune zone, la testa del cinghiale viene considerata una vera leccornia.

Per preparare questo meraviglioso cinghiale alla cacciatora, servirà richiedere un buon taglio al tuo macellaio, tale da ricavarne una ricca dose di polpa.

Ed ecco la ricetta del cinghiale alla cacciatora:

Ingredienti:

  • 1,5 kg di polpa di cinghiale
  • misto per soffritto (1 carota-1 cipolla-1 gambo di sedano)
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 peperoncini rossi piccanti (facoltativi)
  • 1 cucchiaio di bacche di ginepro
  • 4 foglie di salvia
  • ½ rametto di rosmarino
  • 500 ml di vino rosso corposo
  • 800 gr. di pomodori pelati
  • 1 noce intera
  • 150 gr. di olive nere
  • 4 cucchiai da tavola di olio extravergine d’oliva
  • q.b. di sale

Preparazione:

Tagliate la polpa di cinghiale a cubetti e togliete il grasso in eccesso. Mettete i bocconcini di carne in una padella senza aggiungere nessun fondo di cottura (ne burro ne olio), in questo modo la carne rilascerà il proprio siero valorizzando il tipico sapore di selvaggina. Eliminate il siero una volta che si sarà formato.

Togliete la polpa di cinghiale dalla padella e lasciatela riposare per qualche minuto. Su di un tagliere, riducete a pezzi il sedano, la carota, l’aglio e la cipolla.

Fate scaldare un bel giro d’olio in una casseruola, aggiungete il battuto di verdure, gli spicchi di aglio e, se lo gradite, i peperoncini secchi aperti a metà; lasciate dunque rosolare il tutto.

Nel frattempo riprendete la padella e ponete i bocconcini di carne che dovranno rilasciare un altro po’ di siero. A questo punto, unite il cinghiale e le bacche di ginepro nella casseruola. Aggiungete, infine, qualche foglia di salvia e mezzo rametto di rosmarino, amalgamando con cura.

Versate poi il vino rosso e lasciate cuocere a fiamma alta per far evaporare la parte alcolica, aggiungete in seguito i pomodori pelati e una noce intera che servirà ad assorbire il sapore selvatico che la carne può ancora rilasciare. Lasciate cuocere per almeno 2 ore.

A fine cottura aggiungete le olive nere, mescolate, assaggiate e, se necessario, aggiungete il sale. Servite il cinghiale alla cacciatora con tutto il suo condimento ancora caldo.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml

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