Polenta in carrozza, una sfiziosa variazione sul tema

Polenta in carrozza
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Come preparare una polenta in carrozza?

La polenta in carrozza è uno splendido piatto di recupero. Molto spesso emerge il problema di consumare il cibo avanzato, soprattutto nei giorni successivi alla feste. Ciò può accadere, però, anche nei giorni ordinari, quando si consumano pasti altrettanto abituali come la polenta. Quindi, come “recuperare” la polenta avanzata? Ebbene, uno dei metodi è proprio questa ricetta. Non si tratta della solita cucina di “recupero avanzi”, infatti la polenta, in questo caso, assume una nuova identità e diventa un piatto del tutto diverso. A testimoniarlo è il termine “in carrozza”, a tal proposito se state pensando alla mozzarella in carrozza ci avete visto giusto.

Il procedimento è molto simile, con il pancarrè sostituito dalle fette di polenta passate in frigorifero e quindi divenute sufficientemente solide. Ci tengo a precisare, però, che in questo caso di fritto non c’è nulla. La polenta in carrozza, o almeno la ricetta che vi propongo oggi, va cotta in forno. Per quanto riguarda la panatura, ho pensato a quella doppia, in modo da ottenere il massimo risultato in termini di gusto e garantire comunque una certa stabilità alla preparazione. Ad ogni modo, la ricetta è molto semplice e alla portata di tutti. L’unica difficoltà, appunto, sta nell’applicare alla polenta (addizionata con la mozzarella) una doppia panatura di qualità, ricca ma soprattutto uniforme.

Le peculiarità della mozzarella delattosata

Uno degli ingredienti principali della polenta in carrozza è la mozzarella. Tuttavia, per questa ricetta suggerisco una mozzarella diversa, ovvero la sua variante delattosata. Cosa vuol dire? Semplice, che è priva di lattosio. In questo modo può essere consumata anche da chi soffre di intolleranza a questa sostanza. L’intolleranza al lattosio è un disturbo molto diffuso, certo a più livelli, ma che si stima coinvolga più del 30% della popolazione. I prodotti delattosati, tra cui questa mozzarella, tagliano la testa al toro ed evitano disagi. Anche perché di norma la mozzarella, non prevedendo stagionatura, di lattosio ne contiene un bel po’.

Polenta in carrozza

Il processo di estrazione è un qualcosa di chimico o di pericoloso? In realtà non c’è proprio nulla di chimico, anche perché non viene effettuata alcuna “estrazione del lattosio”. Piuttosto, lo scopo del delattosamento è stimolare il processo di scissione del lattosio già all’interno del latte stesso. Per farlo è necessario applicare prima dell’imbottigliamento l’enzima lattasi, che appunto manca nell’organismo degli intolleranti al lattosio. La sostanza viene divisa in galattosio e glucosio, dunque non rappresenta più alcun problema. In quanto a gusto non cambia assolutamente nulla. Dunque, la mozzarella senza lattosio è buona esattamente come la mozzarella con lattosio. Semplicemente non rischia di fare male!

I benefici nutrizionali del parmigiano reggiano

Il parmigiano reggiano, utilizzato nella polenta in carrozza, è una delle eccellenze italiane, alfiere del made in Italy nel mondo e soggetto a tentativi di imitazione inutili che danneggiano il comparto, ma dimostrano la forza del brand. Il parmigiano reggiano è un formaggio squisito, sano, in grado di impattare in maniera positiva sull’organismo. In primis è una formidabile fonte di proteine. Da questo punto di vista, infatti, batte nettamente le carni rosse. Secondariamente, è anche una fonte di calcio, che come tutti sanno esercita un’azione importante per l’apparato scheletrico, soprattutto in età scolare o presso gli anziani. Nello specifico, sono sufficienti 50 grammi di parmigiano reggiano per garantire metà del fabbisogno giornaliero di calcio. Il parmigiano, poi, è straricco di vitamine, e in particolare la A, la B2, la B6 e la B12, che agiscono soprattutto sul sistema immunitario.

Il parmigiano è un formaggio stagionato, tuttavia si segnalano diversi livelli di stagionatura. Il minimo è 15 mesi, ma si va anche sui 36 e 48 mesi. Per questa ricetta consiglio il parmigiano reggiano 24 mesi in quanto caratterizzato da una stagionatura non troppo lunga, che permette al formaggio di formare una crosticina davvero deliziosa, croccante ma niente affatto dura. D’altronde, il ruolo del parmigiano nella nostra ricetta è proprio quello di ricoprire la polenta ben impanata di una crosta croccante e piacevole al palato. Il consiglio, comunque, è di non abbondare e di seguire le dosi che trovare qui di seguito (altrimenti la crosta non riesce a formarsi).

Ecco la ricetta della polenta in carrozza:

Ingredienti:

  • 300 gr. di polenta avanzata fredda;
  • 100 gr. di mozzarella consentita;
  • 40 gr. di parmigiano reggiano 24 mesi;
  • 1 uovo;
  • q. b. di pangrattato consentito.

Preparazione:

Per la preparazione della polenta in carrozza iniziate prendendo la polenta avanzata e tagliandola in 8 fette alte ciascuna mezzo centimetro circa, poi tagliate a metà le fette come se fossero un panino. Fate sgocciolare la mozzarella delattosata e poi realizzatene un trito. Distribuite il trito di mozzarella su metà delle fette di polenta, ricoprite con le altre fette e immergetele prima nell’uovo e poi nel pangrattato. Ripetete questa operazione un’altra volta, ossia fate un doppia panatura. Adagiate la polenta impanata su una placca ricoperta di carta da forno, coprite con il parmigiano stagionato a 24 mesi e fate cuocere al forno (preriscaldato) per 20 minuti a 200 gradi. Servite il piatto caldo.

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Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per gli intolleranti al lattosio Dalla nota ministeriale: E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette


09-11-2019
Scritto da: Tiziana Colombo
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