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Mozzarella in carrozza: la ricetta fritta e filante

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
11/04/2013 alle 07:00

Mozzarella in carrozza
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette a basso contenuto di nichel
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 25 min
cottura
Cottura: 00 ore 10 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4/5 (2 Recensioni)

Mozzarella in carrozza, dorata fuori e filante dentro

La mozzarella in carrozza è uno di quei piatti che fanno festa con ingredienti semplici: due fette di pane, un cuore di formaggio e una panatura che, nell’olio caldo, diventa dorata e croccante. Il bello arriva al primo taglio, quando il guscio cede e la mozzarella fila. Servitela come antipasto, per un aperitivo fatto in casa oppure per una cena informale in cui si mangia volentieri anche con le mani.

Per riuscire bene non occorrono passaggi complicati, ma servono tre attenzioni precise. La mozzarella deve perdere il liquido in più, il ripieno non deve arrivare ai bordi e la panatura va fatta aderire anche sui lati. In questo modo il pane resta compatto durante la frittura e il formaggio si scioglie senza finire nell’olio.

Errore da evitare
Non usate la mozzarella appena tolta dal suo liquido. Tagliatela, asciugatela e lasciatela riposare in frigorifero su carta da cucina: un ripieno troppo bagnato ammorbidisce il pane e può aprire la panatura.

Questa ricetta porta con sé anche un confronto di famiglia. Maria Grazia, mia sorella, la preparava per mio nipote, che ne andava matto. Quando provai a rifarla, lui mangiò tutto con grande entusiasmo, ma io sapevo che il risultato di Mary era ancora lontano. Sono proprio questi piatti a ricordarci che pochi ingredienti non significano poca cura. Anche la scelta della base conta: nella guida al pane senza glutine trovate consigli utili per scegliere una fetta morbida ma abbastanza stabile da reggere la farcitura.

Portatela in tavola appena fritta, dopo un solo minuto di riposo, così il calore si assesta senza spegnere il cuore filante. Se volete comporre un piccolo vassoio ispirato alla rosticceria italiana, potete affiancarla ai supplì al telefono: due ricette diverse, unite dal piacere di spezzare una crosta dorata e trovare il formaggio caldo al centro.

Ricetta mozzarella in carrozza

Preparazione mozzarella in carrozza

  • Sgocciolate la mozzarella, tagliatela a fette spesse circa 7 mm e sistematela tra più fogli di carta da cucina in frigorifero per 40 minuti.
  • Rifilate le fette di pane per eliminare la crosta e pareggiatele in modo che abbiano tutte la stessa misura.
  • Distribuite la mozzarella su quattro fette lasciando libero un bordo di circa 1 cm e coprite con il pane rimasto.
  • Premete i panini con il palmo della mano e divideteli in diagonale per ottenere otto triangoli.
  • Preparate tre piatti con la farina di riso nel primo, le uova sbattute con il sale nel secondo e il pangrattato nel terzo.
  • Passate ogni triangolo nella farina, poi nell’uovo e infine nel pangrattato premendo con cura lungo i bordi.
  • Sistemate i pezzi impanati su un vassoio e lasciateli rassodare in frigorifero per 20 minuti.
  • Scaldate l’olio in un tegame dai bordi alti e portatelo a 170 °C.
  • Friggete due triangoli per volta per 2 o 3 minuti e girateli una volta fino a ottenere una doratura uniforme.
  • Scolate la mozzarella in carrozza su carta per fritti, lasciatela riposare per 1 minuto e servitela calda.
Preparazione: 25 minuti
Cottura: 10 minuti
Tempo di riposo: 1 ora
Difficoltà: facile
Calorie: 560 kcal per porzione

Ingredienti mozzarella in carrozza

  • 8 fette di pane in cassetta senza glutine e senza lattosio
  • 250 g di mozzarella fiordilatte senza lattosio
  • 60 g di farina di riso
  • 3 uova medie
  • 120 g di pangrattato senza glutine e senza lattosio
  • 4 g di sale fino
  • 800 ml di olio di arachide.

La mozzarella in carrozza riesce bene quando il pane forma un guscio dorato e asciutto, mentre il fiordilatte al centro diventa caldo e filante. Per ottenere questo risultato scegliete una mozzarella poco acquosa, asciugatela prima di usarla e lasciate libero un piccolo bordo attorno al ripieno. Passate poi ogni pezzo nella farina di riso, nell’uovo e nel pangrattato, senza dimenticare i lati. Dopo un breve riposo in frigorifero friggete pochi triangoli alla volta a 170 °C: la temperatura resta più stabile e la panatura ha il tempo di colorire senza bruciare.

Questa versione è preparata con pane e pangrattato senza glutine e con mozzarella senza lattosio, ma conserva il contrasto che rende il piatto così amato. Con otto fette di pane ottenete quattro porzioni oppure otto triangoli da servire come antipasto. La frittura dà il risultato più vicino alla ricetta tradizionale; forno e friggitrice ad aria sono due alternative valide, purché il pane venga unto in modo uniforme. Qualunque cottura scegliate, portate i pezzi in tavola caldi e aspettate circa un minuto prima di tagliarli: il formaggio resterà morbido e sarà più piacevole da mangiare.

Dalla cucina di recupero al cuore filante

La mozzarella in carrozza è legata soprattutto alla cucina campana, anche se Roma e Venezia hanno sviluppato nel tempo versioni proprie. La sua forza nasce dall’idea di dare nuova vita al pane del giorno prima e a una mozzarella non più ricca di siero come appena acquistata. Un piatto nato con poco è diventato un classico da rosticceria, capace di unire morbidezza, crosta e formaggio fuso in pochi bocconi.

La preparazione di base resta essenziale: pane, mozzarella, uova e frittura. Cambiano invece alcuni dettagli. Nella versione romana può comparire un filetto di acciuga oppure una fetta sottile di prosciutto; altrove si usa il pane casereccio al posto di quello in cassetta. Anche il nome ha più spiegazioni popolari, ma l’immagine è sempre quella di un pane che accoglie e accompagna il formaggio.

Questo cibo semplice ha trovato spazio anche nel cinema. In Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, Antonio porta il figlio Bruno in trattoria e ordina due mozzarelle in carrozza. Per un momento il pasto diventa una pausa dalla fatica che attraversa il film. La scena e il legame fra il piatto e il dopoguerra sono raccontati anche nell’approfondimento di Gambero Rosso.

Quale mozzarella scegliere per un cuore filante

Il punto di partenza migliore è un fiordilatte ben scolato, con una pasta soda e non immersa nel siero fino all’ultimo momento. Tagliatelo a fette regolari e lasciatelo su carta da cucina in frigorifero. L’asciugatura non serve a togliere gusto: evita che il liquido bagni la mollica, indebolisca la panatura e provochi schizzi durante la frittura.

Potete usare anche la mozzarella di bufala, ma richiede più tempo perché porta con sé una maggiore quantità di siero. Tagliatela e fatela scolare per almeno un’ora, cambiando la carta se diventa molto bagnata. La stessa attenzione è utile quando preparate le mozzarelline fritte: se il formaggio è asciutto, il rivestimento aderisce meglio.

Non riempite il pane fino ai margini e non cercate uno strato troppo spesso. Circa 60 g di mozzarella per panino danno un centro generoso senza rallentare troppo lo scioglimento. Se il ripieno è alto, il pane può scurirsi prima che il cuore sia fuso; se arriva ai bordi, il formaggio trova una via d’uscita appena entra nell’olio.

Come sigillare la panatura senza farla aprire

Per questa ricetta scegliete un pane in cassetta compatto, morbido ma non umido. Le fette molto sottili si rompono con facilità, mentre quelle troppo spesse fanno fatica a scaldare il ripieno. Pareggiare i bordi aiuta le due metà a combaciare; una pressione leggera con il palmo basta a unirle senza schiacciare il formaggio.

L’ordine dei passaggi ha una funzione precisa. La farina di riso asciuga la superficie e aiuta l’uovo ad aderire; l’uovo crea il legame con il pangrattato; le briciole formano la crosta. Ricoprite bene anche il taglio e gli angoli, perché sono i punti da cui la mozzarella tende a uscire. Non occorre creare uno strato pesante: conta una copertura continua.

Il riposo in frigorifero di 20 minuti rende il rivestimento più stabile. Nel frattempo portate l’olio a 170 °C e controllate la temperatura tra una frittura e l’altra. Se l’olio è tiepido, il pane assorbe più grasso; se è troppo caldo, la superficie scurisce mentre il centro resta appena tiepido. Friggere pochi pezzi per volta evita un calo brusco del calore.

Te lo dico io
Dopo aver scolato ogni pezzo aspettate circa un minuto prima di aprirlo. Il calore continua a raggiungere il centro, la mozzarella si assesta e il primo morso resta caldo senza diventare rovente.

Usate una schiumarola, lasciate cadere l’olio in più e appoggiate i triangoli su carta per fritti senza sovrapporli. Una pila di pezzi caldi trattiene vapore e ammorbidisce la crosta. Anche il piatto di servizio deve essere già pronto: la mozzarella in carrozza non ama aspettare mentre si apparecchia.

Mozzarella in carrozza al forno o in friggitrice ad aria

Per la cottura al forno preparate e impanate i triangoli nello stesso modo, poi sistemateli su una teglia con carta forno. Spennellateli su entrambi i lati con poco olio e cuoceteli nel forno già caldo a 200 °C per 12-15 minuti, girandoli a metà tempo. Sono pronti quando il rivestimento è dorato e il centro cede sotto una lieve pressione.

In friggitrice ad aria scaldate il cestello a 190 °C, ungete i pezzi in modo uniforme e cuoceteli per 8-10 minuti, voltandoli dopo circa 5 minuti. Lasciate un po’ di spazio fra un triangolo e l’altro, così l’aria raggiunge tutti i lati. Se state imparando a usare questo apparecchio, la guida alla friggitrice ad aria vi aiuta a capire meglio cestello, tempi e flusso di calore.

Forno e aria calda non danno la stessa crosta della frittura a immersione. Il risultato è più asciutto e il colore può essere meno uniforme, soprattutto con alcuni tipi di pangrattato senza glutine. Non è un difetto, ma una resa diversa. In entrambi i casi l’olio in superficie serve: senza, le briciole possono restare pallide e farinose.

Una versione senza glutine e senza lattosio

Per preparare la mozzarella in carrozza senza glutine non basta sostituire il pane. Controllate anche farina di riso e pangrattato, scegliendo confezioni con la dicitura adatta. L’ABC della dieta del celiaco di AIC divide gli alimenti in permessi, a rischio e vietati e indica quando cercare in etichetta la scritta “senza glutine”.

Usate inoltre una padella, una schiumarola e un piano senza briciole di pane comune. Anche l’olio deve essere pulito e non già usato per alimenti impanati con farine di frumento. Sono gesti semplici, ma fanno parte della ricetta tanto quanto la temperatura e il tempo di cottura.

Per il tag senza lattosio scegliete mozzarella, pane e pangrattato adatti e leggete ogni volta l’etichetta. Una mozzarella senza lattosio contiene comunque proteine del latte, quindi non è una soluzione per chi deve evitare il latte per allergia. La ricetta contiene anche uova e olio di arachide; se dovete evitare le arachidi, potete friggere in olio di girasole alto oleico. Togliere l’uovo, invece, richiede una panatura diversa e non è uno scambio diretto.

Come servirla e conservarne la croccantezza

Servite i triangoli caldi, ma non appena escono dall’olio: un minuto di attesa rende il formaggio più facile da mordere. Un’insalata di pomodori, qualche foglia verde oppure verdure crude con una nota acidula alleggeriscono il boccone. Anche poche gocce di limone possono dare freschezza, senza coprire il sapore del fiordilatte.

Per un antipasto misto potete alternare i triangoli alle crocchette di patate al rosmarino e aggiungere una ciotola di verdure fresche. Calcolate uno o due triangoli per persona se ci sono altri assaggi; servite invece un panino intero quando la mozzarella in carrozza diventa il centro di una cena veloce.

Potete comporre, impanare e tenere i pezzi coperti in frigorifero per due o tre ore, ma friggeteli soltanto poco prima del servizio. Una volta cotti perdono presto parte della crosta; se avanzano, conservateli in frigorifero e scaldateli il giorno dopo a 190 °C per 5-7 minuti. Portateli comunque in tavola appena dorati: il pane che scricchiola e il formaggio che fila vi faranno capire subito perché questa ricetta non passa mai di moda.

Ricette facili e veloci ne abbiamo? Certo che si!

4/5 (2 Recensioni)
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