Lo zucchero di dattero è il dolcificante più salutare?

La storia dello zucchero di dattero

Lo zucchero di dattero è un alimento decisamente esotico, almeno per gli standard europei. Eppure si sta lentamente diffondendo anche in questa parte del mondo, spinto da un crescente interesse nei confronti delle culture culinarie extraeuropee, nonché dalla consapevolezza dei valori nutrizionali. Prima di descrivere le proprietà organolettiche di questo tipo di zucchero, però, è bene spendere qualche parola sulla storia di questo frutto.

Un frutto che ha segnato in qualche modo la storia dell’uomo, o almeno di chi abita nelle zone in Medio Oriente e del Nord Africa. Il dattero, infatti, è uno dei frutti più “antichi” della storia. O, per meglio dire, una delle specie vegetali più anticamente addomesticate. E’ sempre stato molto apprezzato per il suo apporto energetico. Inoltre, per molto tempo, è stato uno dei pochissimi dolcificanti a disposizione (a seguito di un trattamento specifico). I frutti di questa tradizione sono oggi lo sciroppo di dattero, che può essere paragonato a una melassa, e lo zucchero di dattero, che in quanto a grana ricorda il “nostro” zucchero di canna.

Quali sono i benefici di questo tipo di zucchero

Lo zucchero di dattero è uno dei dolcificanti più potenti in circolazione, infatti dolcifica come e meglio dello zucchero. Soprattutto, lo fa apportando alcuni benefici all’organismo e ben pochi effetti collaterali. Per esempio, ha un indice glicemico non altissimo, dunque riduce il senso della fame che, per effetto del ciclo insulinico, segue al consumo di zuccheri e carboidrati.

zucchero di dattero

Un’altra caratteristica molto importante riguarda proprio l’apporto calorico. Sia chiaro, sempre di zucchero si tratta, dunque non potete aspettarvi un alimento dietetico. Tuttavia, è molto meno calorico dello zucchero bianco, almeno il 30% in meno. Un’altra particolarità risiede nella presenza di fibre e minerali, che è davvero abbondante. A differenza dello sciroppo, lo zucchero di dattero viene realizzato non per mezzo della bollitura, ma tramite disidratazione e successiva polverizzazione. Ciò consente al frutto di conservare intatti (quasi) tutti i suoi valori nutrizionali. E’ dunque, strano a dirsi, uno zucchero tutto sommato “sano”.

La potenza antiossidante dello zucchero di dattero

Il vero pregio dello zucchero di dattero è però la sua capacità antiossidante, che è superiore a quella degli altri zuccheri e si pone allo stesso livello di alcuni frutti antiossidanti per eccellenza (es. il pomodoro). Sul potere antiossidante di questo tipo di zucchero gravitavano in passato vari pregiudizi, alcuni positivi e altri negativi, finché è giunto uno studio particolarmente esteso a mettere fine alla diatriba. Lo studio, pubblicato dal Journal of the American Dietetic Association, ha testimoniato l’eccezionale capacità antiossidante di questo zucchero.

Per realizzare questo studio è stato impiegato un parametro: il FRAP, Ferric Reducing Ability of Plasma. E’ bene, è emerso che lo zucchero di dattero vanta un FRAP elevatissimo, inferiore (tra i dolcificanti) solo alla melassa, e di gran lunga più elevato rispetto allo sciroppo di agave, ritenuto dalla comunità scientifica un ottimo antiossidante. In fondo alla classifica, manco a dirlo, troviamo lo zucchero bianco, che rimane “purtroppo” il dolcificante più consumato.

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