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Liquore di giuggiole fatto in casa: profumo d’autunno

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
02/10/2019 alle 07:00

Liquore di giuggiole fatto in casa
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: P10DT10 min
cottura
Cottura: 5 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4/5 (25 Recensioni)

Un fine pasto dolce, speziato e preparato con calma

Il liquore di giuggiole si prepara lasciando i frutti maturi nell’alcol con scorze di agrumi, vaniglia e chiodi di garofano. Il risultato è un liquore ambrato, dolce e speziato, da servire in piccoli bicchieri dopo il pasto o da regalare in una bottiglia curata.

La ricetta non è difficile, ma ha bisogno di pazienza. Le giuggiole macerano per dieci giorni, poi si aggiunge lo sciroppo freddo e si attende ancora prima di filtrare. Un mese di riposo in bottiglia rende il gusto più unito e meno pungente.

Errore da evitare
Non unite lo sciroppo caldo all’alcol. Lasciatelo raffreddare del tutto: proteggerete il profumo dei frutti e lavorerete con maggiore cura.

Ho un albero di giuggiole che sa essere molto generoso. Quando i rami si riempiono di frutti bruni e lucidi, questa è una delle preparazioni che mi permette di conservarne il sapore. È anche un bel modo per seguire il ritmo dell’autunno: prima la raccolta, poi l’attesa e infine il momento in cui si stappa la bottiglia.

Se preferite gustare anche il frutto, provate le giuggiole sotto spirito. Per un’altra bottiglia dai colori autunnali trovate anche il liquore al melograno.

Ricetta liquore di giuggiole

Preparazione liquore di giuggiole

  • Lavate le giuggiole e asciugatele con cura.
  • Prelevate le scorze del bergamotto e dell’arancia evitando la parte bianca.
  • Mettete in un vaso a chiusura ermetica le giuggiole con le scorze, il baccello di vaniglia inciso e i chiodi di garofano.
  • Versate l’alcol, chiudete il vaso e lasciate macerare al buio per 10 giorni.
  • Agitate il vaso una volta al giorno senza aprirlo.
  • Scaldate l’acqua con lo zucchero per circa 5 minuti mescolando fino a scioglierlo.
  • Lasciate raffreddare del tutto lo sciroppo e unitelo al macerato.
  • Chiudete di nuovo il vaso e lasciate riposare al buio per 7 giorni.
  • Filtrate il liquore prima con un colino fine e poi con una garza pulita adatta agli alimenti.
  • Imbottigliate e fate maturare per 30 giorni in un luogo fresco e lontano dalla luce.
  • Servite il liquore fresco in piccoli bicchieri.
Preparazione: 25 minuti
Cottura: 5 minuti
Tempo di riposo: 47 giorni
Difficoltà: facile
Calorie: circa 95 kcal per porzione da 30 ml

Ingredienti liquore di giuggiole

  • Ingredienti per circa 2.2 litri
  • 300 g di giuggiole mature
  • 1000 ml di alcol alimentare a 95 gradi
  • 1000 ml di acqua
  • 500 g di zucchero di cocco
  • la scorza di 1 bergamotto non trattato
  • la scorza di 1 arancia non trattata
  • 1 baccello di vaniglia
  • 4 chiodi di garofano.

Per preparare il liquore di giuggiole scegliete frutti maturi ma integri, alcol alimentare a 95 gradi e scorze di agrumi senza la parte bianca. Lasciate macerare giuggiole, bergamotto, arancia e spezie per dieci giorni in un vaso chiuso, al buio, agitandolo una volta al giorno. Preparate poi uno sciroppo con acqua e zucchero di cocco, fatelo raffreddare e unitelo al macerato.

Dopo altri sette giorni filtrate con un colino fine e una garza per alimenti, imbottigliate e aspettate un mese prima dell’assaggio. Il liquore avrà un colore ambrato e un gusto dolce, fruttato e speziato. Servitelo fresco in bicchierini da circa 30 ml, anche con biscotti secchi. La ricetta non contiene latte né farine; chi deve escludere il glutine può controllare le etichette dell’alcol alimentare e delle spezie. È una bevanda alcolica riservata agli adulti e va gustata in piccole quantità.

macerazione liquore di giuggiole

Come fare il liquore di giuggiole senza errori

Quali giuggiole scegliere?

Usate giuggiole mature, di colore tra il rosso bruno e il marrone, ma ancora sode e senza parti rovinate. I frutti troppo verdi hanno un gusto più aspro; quelli molli o danneggiati non sono adatti a una macerazione lunga. Lavateli bene e asciugateli: l’acqua rimasta sulla buccia diluisce il composto e può renderlo meno limpido.

La giuggiola è legata in modo forte ai Colli Euganei. Il Parco Regionale dei Colli Euganei racconta che ad Arquà Petrarca il giuggiolo cresce in moltissimi giardini e che la festa del frutto si svolge nelle prime domeniche di ottobre. La Regione Veneto include inoltre la Giuggiola dei Colli Euganei nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali.

Macerazione, sciroppo e riposo

La macerazione estrae colore e profumo dalla buccia e dalla polpa. Tenete il vaso lontano dalla luce e agitatelo ogni giorno: in questo modo i frutti cambiano posizione e l’alcol li bagna in modo uniforme. Le scorze devono essere sottili, perché la parte bianca porta una nota amara.

Lo zucchero di cocco dona un colore più scuro e una nota che ricorda il caramello. Potete usare la stessa quantità di zucchero di canna, come già chiarito nelle risposte ai lettori della ricetta: il liquore risulterà un poco più chiaro. Se non trovate il bergamotto, usate la scorza di un limone non trattato. Sul sito trovate anche la marmellata di bergamotto per conoscere meglio il gusto di questo agrume.

Consiglio della nonna
Se dopo il primo passaggio il liquore mostra ancora un deposito, lasciatelo fermo per una notte e filtratelo di nuovo con una garza leggermente inumidita. Non schiacciate i frutti: la polpa renderebbe il liquido più torbido.

Come conservare il liquore alle giuggiole

Usate bottiglie di vetro pulite, ben asciutte e con una chiusura in buono stato. Scrivete sull’etichetta il nome e la data di preparazione, poi tenete il liquore in un luogo fresco e al riparo dalla luce. Dopo l’apertura richiudete bene la bottiglia e controllate sempre colore, odore e limpidezza prima del servizio.

Il mese di riposo finale non è un dettaglio: appena filtrato, l’alcol può coprire il frutto. Con il tempo le note di giuggiola, agrumi e spezie diventano più unite. Servitelo fresco, ma non gelato, così il profumo resta facile da sentire.

filtraggio liquore di giuggiole

Liquore e brodo di giuggiole sono la stessa cosa?

Nel linguaggio comune i due nomi vengono spesso usati come sinonimi, ma non indicano sempre la stessa ricetta. Questo liquore nasce dalla macerazione delle giuggiole nell’alcol e dall’aggiunta di uno sciroppo. Il brodo di giuggiole legato alla tradizione dei Colli Euganei può avere formule diverse e comprendere anche altri frutti autunnali. È quindi corretto collegare i due nomi, ma non trattare ogni bottiglia come se avesse ingredienti e metodo identici.

Anche l’espressione “andare in brodo di giuggiole” ha contribuito alla fama del nome: descrive una gioia piena, quasi incontenibile. In cucina, però, conviene tornare alle cose concrete e leggere sempre la ricetta o l’etichetta per capire quale bevanda abbiamo davanti.

Come servire il liquore alle giuggiole

Versatelo in bicchierini piccoli dopo una cena autunnale. La porzione giusta è di circa 30 ml. Si abbina bene a biscotti asciutti, crostate semplici e frutta secca. Con i biscottini alle mandorle crea un finale dolce ma ordinato, perché la mandorla accompagna le spezie senza coprire il frutto.

Potete usarne anche un cucchiaio per profumare una bagna per torte o una composta di pere, purché il dolce sia destinato agli adulti. Chiamarlo “digestivo” indica il modo tradizionale di servirlo a fine pasto, non significa che l’alcol favorisca la digestione. Va bevuto con misura e mai offerto a minori, in gravidanza o prima di guidare.

giuggiole con diversi gradi di maturazione

Un focus sulle giuggole

Le giuggole sono i frutti del giuggiolo, il cui nome botanico è Ziziphus jujuba. La pianta ha origine tra la Cina settentrionale e orientale e la Corea meridionale, ma da molto tempo viene coltivata anche in Italia. I frutti cambiano aspetto durante la maturazione: prima sono verdi e croccanti, poi diventano screziati e infine assumono un colore bruno-rossastro.

Per preparare il liquore conviene scegliere giuggole mature, sode e senza parti rovinate. In questa fase la polpa è più dolce e il profumo è più marcato. Prima della macerazione vanno lavate, asciugate con cura e controllate una per una. Il nocciolo è duro e allungato, quindi non deve essere frullato o spezzato.

Storia e origine del nome

Anche la parola “giuggiola” ha una storia antica. Secondo l’Accademia della Crusca deriva dal latino ziziphus, a sua volta legato al greco ziziyphos. Il liquore prende il nome in modo diretto dal frutto lasciato riposare nell’alcol, dal quale riceve colore, profumo e sapore.

Perché si dice “andare in brodo di giuggiole”?

L’espressione significa essere molto felici o soddisfatti. Secondo l’Accademia della Crusca potrebbe derivare dal più antico modo di dire toscano “andare in brodo di succiole”. Le succiole erano castagne bollite. Con il tempo, la parola poco conosciuta “succiole” sarebbe stata sostituita con “giuggiole”, dal suono simile. Una delle prime testimonianze scritte dell’espressione risale al 1791.

Il brodo di giuggiole di Arquà Petrarca

Ad Arquà Petrarca, nei Colli Euganei, il giuggiolo è presente in molti orti e giardini. Qui è nata anche una bevanda chiamata “brodo di giuggiole”, preparata con giuggiole e altri frutti autunnali. Non è identica al liquore proposto in questa ricetta, ma appartiene alla stessa tradizione. Il legame con questo territorio ha contribuito a rendere ancora più conosciuto il nome.

FAQ sul liquore di giuggiole

Le giuggiole devono essere molto mature?

Devono essere mature ma ancora sode. Sceglietele brune, integre e senza ammaccature: daranno un gusto più dolce senza sfaldarsi durante il riposo.

Si può usare lo zucchero di canna?

Sì, potete sostituire lo zucchero di cocco con la stessa quantità di zucchero di canna. Cambieranno leggermente colore e gusto, mentre il procedimento resta uguale.

Perché resta un deposito sul fondo?

Una piccola parte della polpa o dello zucchero può superare il primo filtro. Lasciate riposare il liquore e passatelo di nuovo attraverso una garza adatta agli alimenti, senza spremere le giuggiole.

Ricette liquori fatti in casa ne abbiamo? Certo che si!

4/5 (25 Recensioni)
Riproduzione riservata

22 commenti su “Liquore di giuggiole fatto in casa: profumo d’autunno

  • Sab 10 Ott 2020 | Cesare ha detto:

    Buonasera per fare il liquore di giuggiole è meglio utilizzare il frutto quando è maturo o quando è ancora sodo?

  • Mer 4 Nov 2020 | Tina De Bellis ha detto:

    Sto preparando il liquore di giuggiole per adesso sono in infusione frà una settimana farò l’altro passaggio grazie per adesso

    • Gio 11 Nov 2021 | Edera ha detto:

      Scusate ho raccolto le giuggiole e ci sono capitate dei frutti con ammaccature non sapevo nulla e ho fatto l’amaro che lo devo buttare grazie mille della risposta

      • Gio 11 Nov 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

        Le giuggiole ammaccate non si dovrebbero utilizzare. Dipende molto quanto lo siano per un buon risultato.

  • Mer 6 Ott 2021 | Maria Giovanna ha detto:

    Mi piace la tua ricetta! Qui da me, terra dei Gonzaga, le giuggiole sono molto apprezzate e in questa stagione ne consumiamo a quintali (si fa per dire, perché è concesso solo a chi possiede una pianta o ha amici che ce l’hanno! Infatti è un frutto che raramente trovi in vendita e, quando lo trovi, è abbastanza costoso. Quest’anno, dato che sono riuscita a “salvarne” una certa quantità, voglio fare il liquore, ma con le bucce dei limoni di Amalfi, quelli di Sal de Riso (😉) e la vaniglia, come suggerisci tu.
    Provo…
    Grazie, un abbraccio da Mantovs

    • Mer 6 Ott 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Maria Giovanna infatti non si trovano in vendita. Ho un albero che anche quest’anno è generoso di frutti. E’ buonissimo.

  • Ven 8 Ott 2021 | Gabriella Proietti ha detto:

    Potrei avere la ricetta con la crema di latte o panna sempre con le giuggiole? Grazie

    • Ven 8 Ott 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Gabriella non l’ho mai fatta! Visto che ho l’albero pieno se riesco ci provo in settimana

  • Mar 12 Ott 2021 | Enza ha detto:

    Salve,
    Zucchero di palma di cocco, vaniglia e chiodi di garofano sono facoltativi?
    E quando si mettono?
    Grazie

    • Mar 12 Ott 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve, mettete le giuggiole a macerare nell’alcool puro per una decina di giorni, in un vaso con la chiusura ermetica, con delle bucce di limone e di arance.Aggiungete un baccello di vaniglia e i chiodi di garofano.Ricordate di agitare il barattolo almeno una volta al giorno.

      A parte in un pentolino, preparate lo sciroppo con acqua e lo zucchero a fuoco lento. Una volta raffreddato, va aggiunto al composto. Lasciate riposare per una settimana, filtrate il tutto e poi imbottigliate.

      Passato un mese si può bere (da servire fresco). 

    • Sab 26 Nov 2022 | Monica ha detto:

      Buonasera chiedo come mai rimane deposito dello zucchero dopo avere filtrato. Grazie mille saluti

      • Dom 27 Nov 2022 | Tiziana Colombo ha detto:

        Provi a filtrarla oltre che con un colino a maglie strette aggiungendo la garza

  • Mer 13 Ott 2021 | Enza ha detto:

    Salve,
    Non riesco a trovare lo zucchero di palma di cocco, sì può sostituire con zucchero di canna?
    E quando si aggiungono vaniglia e chiodi di garofano?
    Grazie

    • Mer 13 Ott 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve Enza puo’ tranquillamente utilizzare lo zucchero di canna. Mettete le giuggiole a macerare nell’alcool puro per una decina di giorni, in un vaso con la chiusura ermetica, con delle bucce di limone e di arance.Aggiungete un baccello di vaniglia e i chiodi di garofano.Ricordate di agitare il barattolo almeno una volta al giorno.

      A parte in un pentolino, preparate lo sciroppo con acqua e lo zucchero a fuoco lento. Una volta raffreddato, va aggiunto al composto. Lasciate riposare per una settimana, filtrate il tutto e poi imbottigliate.

      Passato un mese si può bere (da servire fresco). 

    • Lun 12 Set 2022 | roberto ha detto:

      al posto dello zucchero uso la stessa quantità di miele…..tutta un’altra cosa!

      • Lun 12 Set 2022 | Tiziana Colombo ha detto:

        Roberto la ringrazio, provero’ a farlo cosi la prossima volta

        • Lun 22 Set 2025 | Femia Giuliana ha detto:

          Buongiorno, ho un grande giuggiolo e ho già fatto l’anno scorso liquore di giuggiole e vorrei sapere se si può fare anche vino di giuggiole?
          Se si può fare, potrei avere la ricetta,
          Grazie mille…
          Saluti

          • Dom 28 Set 2025 | Colombo Tiziana ha detto:

            Giuliana che bello avere un giuggiolo così generoso. Il mio non lo è stato. Sì, si può fare anche il vino di giuggiole. Ci sono due strade: una veloce (vino aromatizzato) e una “vera” fermentazione (vino di frutta). Ti lascio entrambe, concise.

            1) Vino aromatizzato alle giuggiole (pronto in pochi giorni)

            Occorrente: 1 L di vino (rosso giovane o bianco secco), 400–500 g di giuggiole mature snocciolate e schiacciate, 120–150 g zucchero, scorza di limone, cannella (facoltativa).

            Come si fa: frutta + zucchero + aromi coperti col vino in barattolo pulito; 48–72 h di macero in frigo, rimescolando ogni tanto. Si filtra fine, si lascia riposare 2–3 giorni e si gusta.

            Profilo: amabile, profumato; si conserva in frigo 4–6 settimane.

            2) Vino di giuggiole fermentato (4–6 settimane)

            Occorrente: ~2 kg giuggiole snocciolate, 4 L acqua, 1,1–1,3 kg zucchero (per 10–12% vol), succo di 1 limone, lievito da vino (tipo bayanus), nutriente per lievito (facoltativo).

            Come si fa: si schiacciano le giuggiole, si scioglie lo zucchero in parte dell’acqua calda, poi tutto si porta a 20–22°C; si unisce limone (aiuta acidità) e si inocula il lievito reidratato. Fermentazione primaria 7–10 giorni con gorgogliatore; quando calma, travaso e secondaria 3–4 settimane finché la densità è stabile. Si imbottiglia senza zucchero aggiunto (vino fermo) e si lascia maturare 1–2 mesi.

            Profilo: secco o abboccato secondo zucchero iniziale; colore dorato, note di dattero/mela cotogna.

            Dritte importanti

            Tutto ben pulito/sanitizzato; niente pezzi di nocciolo.

            Se lo vuoi più secco, zucchero verso 1,1 kg; più amabile, verso 1,3 kg (o si addolcisce a fine fermentazione con dolcificante non fermentabile).

            Non si imbottiglia finché la fermentazione non è ferma per 3 giorni: evita pressione in bottiglia.

  • Mar 22 Ott 2024 | Stefano Bologna ha detto:

    Buongiorno, vorrei sapere se è possibile farlo con solo il 20% di zucchero. Amaro alle giuggiole. Grazie mille. PS. Sto cercando di limitare lo zucchero in cucina.

    • Ven 25 Ott 2024 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno! Certo, è possibile ridurre la quantità di zucchero al 20%, ma ci sono alcune considerazioni da fare. Lo zucchero non solo dolcifica, ma contribuisce anche alla consistenza e alla conservazione del liquore. Riducendo così tanto lo zucchero, il risultato sarà meno dolce, ma anche meno corposo. Tuttavia, puoi compensare aggiungendo più giuggiole o aumentando leggermente le spezie per dare più sapore.

      si potrebbe anche considerare l’uso di dolcificanti naturali a basso impatto glicemico, come la stevia o l’eritritolo, per mantenere la dolcezza ridotta senza alterare troppo la consistenza.

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