Liquore di giuggiole: un gustoso digestivo

Voglia di un bicchiere di liquore di giuggiole? Accontentati!

Se dopo un pranzo abbondante desiderate rinfrescare il palato con una bevanda semplice e fresca, il liquore di giuggiole è la soluzione adatta per voi. Questa bevanda dalla consistenza unica e deliziosa, presenta un sapore simile a quello delle mele e si rivela un drink perfetto da offrire ad amici e parenti in qualsiasi occasione. Possiamo prepararlo in casa in particolare grazie all’albero di giuggiolo, originario dell’Asia…

Con il tempo, si è diffuso anche da noi e i suoi frutti presentano una colorazione marrone, quasi rossa, e sono dotati di una polpa dolce e gustosa. Possono essere mangiati sia freschi che usati per fare appunto il liquore di giuggiole, oppure deliziosi sciroppi o un buon digestivo a base di giuggiole sotto spirito (preparazione molto simile al liquore, che mantiene però il frutto al suo interno). Scopriamone qualcosa di più!

Un po’ di storia e alcune curiosità…

Il drink preparato con questi frutti era molto noto già nel passato, con le civiltà dei Fenici e degli Egiziani. Durante il Rinascimento, invece, il liquore di giuggiole era considerato una bevanda tipicamente nobiliare. In questo periodo, infatti, la famiglia italiana dei Gonzaga utilizzava le giuggiole per preparare un dessert unico, da servire agli ospiti nelle occasioni speciali: era il cosiddetto “brodo di giuggiole”.

A differenza del liquore di giuggiole, che si rivela principalmente un gustoso digestivo, il “brodo” è ottimo come spuntino pomeridiano e può essere accompagnato da biscotti da inzuppare. La bevanda liquorosa che andremo a preparare garantisce dolcezza, prelibatezza e un profumo irresistibile, presentandosi come l’ideale per il dopo cena, ma anche come l’accompagnamento perfetto per un delizioso dessert.

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Come servire il liquore di giuggiole: altri consigli molto interessanti

La bevanda può essere servita fredda, all’interno di piccoli calici, e farvi fare un figurone! Tuttavia, il liquore di giuggiole può essere utilizzato come fanno in alcuni bar, ovvero per preparare cocktail da guarnire con frutta. Dovreste sapere che in alcune pasticcerie, viene inoltre usato per realizzare dolci a dir poco squisiti. Perciò, questa bevanda è molto più interessante e utile di quello che si potrebbe pensare! Pronti per prepararla e offrirla ai vostri ospiti?

Dopo aver assaggiato il liquore di giuggiole, probabilmente lo amerete e vi renderete conto che per anni avete sottovalutato un frutto che invece vale la pena di essere portato in tavola e che ci permette di darci da fare in cucina e di sbizzarrire la nostra creatività. Quindi, se vi accorgerete di amare questo frutto, potrete realizzare ad esempio anche la confettura di giuggiole… La potrete usare per numerose preparazioni!

Ingredienti per un paio di bottigliette

  • 300 g. di giuggiole,
  • 1 lt litro di alcool puro 95°,
  • Bucce di bergamotto,
  • Bucce di arance;
  • 1 lt di acqua,
  • 500 gr. di zucchero di palma di cocco;
  • Una stecca di vaniglia,
  • Qualche chiodo di garofano.

Preparazione

Mettete le giuggiole a macerare nell’alcool puro per una decina di giorni, in un vaso con la chiusura ermetica, con delle bucce di limone e di arance. Ricordate di agitare il barattolo almeno una volta al giorno.

A parte in un pentolino, preparate lo sciroppo con acqua e lo zucchero a fuoco lento. Una volta raffreddato, va aggiunto al composto. Lasciate riposare per una settimana, filtrate il tutto e poi imbottigliate.

Passato un mese si può bere (da servire fresco). Chi lo desidera può aggiungere un baccello di vaniglia.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml

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