Zeppole di San Giuseppe senza glutine e senza lattosio
Zeppole al forno, il dolce che illumina il 19 marzo
Le zeppole di San Giuseppe senza glutine e senza lattosio hanno tutto ciò che rende bello un dolce di festa: un anello dorato e leggero, una crema pasticcera soda ma vellutata e l’amarena che porta colore e una nota fresca. Questa versione cuoce al forno, resta asciutta all’esterno e accoglie la crema senza perdere la sua forma.
L’impasto nasce da pochi ingredienti, ma chiede attenzione nei passaggi giusti. La farina di riso e la fecola sostituiscono la farina di frumento, mentre le uova vanno aggiunte poco per volta. È la consistenza finale a dirvi quando fermarvi: la pasta deve scendere dalla spatola formando una V larga e lenta, non colare come una crema.
Non aprite il forno durante la prima parte della cottura. Il vapore sostiene le zeppole mentre si gonfiano e uno sbalzo di temperatura può farle abbassare prima che il guscio sia asciutto.
Questa ricetta porta con sé un ricordo preciso. Durante un corso a Cucinarea con Marco Scaglione gli chiesi una pasta choux senza glutine preparata con farine naturali, perché sono sempre stata restia a usare i mix già pronti. Cercavo ingredienti facili da trovare e in quell’occasione provammo con successo farina di riso finissima e fecola di patate. Se volete costruire un pranzo intorno al 19 marzo, nella raccolta dedicata alla Festa del papà trovate altre proposte da abbinare.
La decorazione va fatta solo quando i gusci e la crema sono ben freddi. Così le scanalature restano nette, il ciuffo non cede e lo zucchero a velo non si scioglie subito. Potete completare ogni zeppola con un frutto ben scolato oppure preparare in anticipo le amarene sciroppate fatte in casa.
Ricetta Zeppole di San Giuseppe
Preparazione Zeppole di San Giuseppe
Preparazione della crema pasticcera
- Scaldate il latte con la scorza di limone fino a sfiorare il bollore.
- Lavorate in una ciotola i tuorli con lo zucchero e l’amido di mais fino a ottenere un composto liscio.
- Versate metà del latte caldo sul composto di tuorli e mescolate subito con una frusta.
- Eliminate la scorza, riunite tutto nel tegame e cuocete a fuoco dolce continuando a mescolare finché la crema si addensa.
- Trasferite la crema in un contenitore, copritela e lasciatela raffreddare completamente prima di usarla.
Preparazione delle zeppole
- Mescolate la farina di riso e la fecola di patate in una ciotola.
- Versate in un tegame l’acqua, il burro chiarificato, lo zucchero e il sale.
- Portate a bollore e attendete che il burro sia del tutto sciolto.
- Togliete il tegame dal fuoco e versate le due polveri in una sola volta.
- Mescolate con una spatola e riportate il tegame su fuoco basso per 2 o 3 minuti, fino a quando la massa si stacca dalle pareti e lascia un velo sul fondo.
- Trasferite l’impasto in una ciotola larga e lasciatelo intiepidire per circa 10 minuti.
- Incorporate le prime 3 uova, una alla volta, aspettando che ciascuna sia stata assorbita prima di aggiungere la successiva.
- Sbattete il quarto uovo e aggiungetelo poco per volta.
- Fermatevi non appena l’impasto appare liscio e scende dalla spatola formando una V lenta e piena: potrebbe non servire tutto.
- Raccogliete la pasta choux in una sac à poche con bocchetta a stella larga circa 15 mm.
- Formate su una teglia rivestita con carta da forno 8-10 anelli di circa 10 cm, facendo due giri sovrapposti e lasciando libero il foro centrale.
- Cuocete nel forno statico già caldo a 180 °C per circa 35 minuti, senza aprire lo sportello durante la prima parte della cottura.
- Le zeppole devono risultare gonfie, ben dorate e asciutte.
- Spegnete il forno e lasciate raffreddare le zeppole con lo sportello leggermente socchiuso.
- Trasferitele su una gratella e lasciatele raffreddare del tutto
- Lavorate per pochi secondi la crema fredda con una frusta e trasferitela in una sac à poche con bocchetta a stella.
- Tagliate le zeppole a metà, distribuite parte della crema sulla base e ricomponetele.
- Spolveratele con lo zucchero a velo, aggiungete un ciuffo di crema al centro e completate con un’amarena ben scolata dal suo sciroppo.
- Servite le zeppole appena farcite oppure conservatele in frigorifero fino al momento di portarle a tavola.
Cottura: circa 35 minuti
Tempo di riposo: fino a completo raffreddamento
Difficoltà: media
Calorie: circa 290 kcal per zeppola
Per la pasta choux senza glutine
- 165 ml di acqua,
- 65 g di burro chiarificato,
- 90 g di farina di riso finissima,
- 40 g di fecola di patate con dicitura “senza glutine”,
- 3 uova medie,
- 1 uovo medio da sbattere e usare solo in parte,
- 1 cucchiaino di zucchero semolato,
- 1 pizzico di sale fino.
Per la crema pasticcera
- 500 ml di latte senza lattosio,
- 4 tuorli,
- 100 g di zucchero semolato,
- 45 g di amido di mais con dicitura “senza glutine”,
- 1 limone non trattato per la scorza.
Per completare
- amarene sciroppate q.b.,
- zucchero a velo con dicitura “senza glutine” q.b.
Le zeppole di San Giuseppe senza glutine sono grandi ciambelle di pasta choux preparate per il 19 marzo e finite con crema pasticcera, amarene sciroppate e zucchero a velo. In questa ricetta cuociono al forno: il guscio diventa dorato e asciutto, mentre l’interno resta leggero e pronto ad accogliere la crema. La farina di riso finissima offre un gusto neutro e la fecola di patate aiuta l’impasto a mantenere la forma. Il risultato conserva il colpo d’occhio del dolce campano, con il giallo della crema e il rosso scuro dell’amarena al centro.
Per la pasta choux si usano farine naturali facili da trovare: 90 g di farina di riso finissima e 40 g di fecola di patate. È la miscela che provammo con Marco Scaglione durante un corso a Cucinarea, senza mix commerciali, gomme o altre farine. Il burro chiarificato entra insieme all’acqua, mentre la quantità finale di uovo viene regolata osservando la consistenza dell’impasto.
La massa va asciugata nel tegame, mentre le uova si uniscono una alla volta e solo nella quantità richiesta dall’impasto. Anche la farcitura ha i suoi tempi: crema e gusci devono raffreddarsi del tutto prima di incontrarsi. Con burro chiarificato e latte senza lattosio, oltre a fecola, amido di mais, amarene e zucchero a velo scelti con un’etichetta adatta, la preparazione risponde a esigenze senza glutine e senza lattosio.
Come si gonfiano le zeppole di San Giuseppe senza glutine
La pasta choux non ha bisogno di lievito. A spingerla verso l’alto è il vapore racchiuso nell’impasto: l’acqua si scalda e cerca spazio, mentre gli amidi cotti e le proteine delle uova aiutano il guscio a prendere struttura. Perché questo passaggio funzioni, il composto di acqua, burro chiarificato e polveri deve cuocere nel tegame fino a raccogliersi in una massa compatta.
Quella breve cottura sul fuoco non serve solo a mescolare gli ingredienti. Fa perdere una parte dell’acqua e prepara l’impasto ad accogliere le uova. Se la massa resta troppo umida, gli anelli si allargano sulla teglia; se viene asciugata troppo, assorbe con fatica le uova e può restare pesante. Il segnale utile è un velo sottile sul fondo del tegame e una pasta che si stacca bene dalle pareti.
Incorporate le prime tre uova una alla volta. Sbattete il quarto e aggiungetelo poco per volta, controllando spesso la spatola: l’impasto giusto è lucido, morbido e cade formando una V larga e lenta. Potrebbe non servire tutto l’ultimo uovo. Se la pasta cola è già troppo fluida; se si spezza in blocchi ha ancora bisogno di una piccola aggiunta.
Cuocete le zeppole in forno statico già caldo a 180 °C per circa 35 minuti. Prendete il tempo come riferimento e osservate anche il risultato: devono essere gonfie, ben dorate e asciutte. Non aprite lo sportello durante la prima parte della cottura; al termine spegnete il forno e lasciatele raffreddare con lo sportello leggermente socchiuso.
Disegnate sul retro della carta da forno otto cerchi uguali e poi girate il foglio. Avrete una guida pulita per usare la sac à poche e otterrete zeppole della stessa misura, che cuoceranno nello stesso tempo.
La zeppola di San Giuseppe tra fritto e forno
La versione legata alla tradizione campana è fritta. La Regione Campania dedica una scheda alla zeppola di San Giuseppe e la descrive come un dolce diffuso dall’Ottocento, preparato il 19 marzo con pasta bignè, crema, amarene e zucchero a velo. La stessa fonte ricorda che oggi è comune anche la cottura al forno.
Le due versioni non sono identiche. La zeppola fritta acquista una crosta più ricca e un profumo deciso; quella al forno resta più asciutta. Qui trovate soltanto il procedimento al forno usato per questa ricetta. La frittura richiederebbe una prova distinta, perché cambierebbero la gestione dell’impasto, la temperatura e i tempi.
Anche al forno il dolce conserva i suoi segni più amati: la forma ad anello, le righe lasciate dalla bocchetta a stella, la crema gialla e l’amarena al centro. Il bello arriva quando appoggiate sul vassoio l’ultimo frutto: tre colori semplici fanno subito festa, senza bisogno di aggiungere decorazioni che coprano il lavoro fatto sulla pasta.
Farina di riso e fecola per una pasta choux leggera
La farina di riso finissima è una base adatta alla pasta choux perché ha un sapore discreto e non porta note rustiche accanto alla crema. La fecola di patate completa il lavoro: alleggerisce la miscela e, quando incontra acqua e calore, contribuisce a dare corpo alla massa. Usate polveri fini e mescolatele prima di versarle nel tegame, così si distribuiscono in modo uniforme.
La formula provata al corso usa soltanto farina di riso finissima e fecola di patate. Non contiene farina di mandorle, farina di quinoa, gomme o mix commerciali. La fecola non va sostituita automaticamente con amido di mais: quella sostituzione non è stata verificata nella prova da cui nasce questa ricetta.
Il numero delle uova richiede comunque attenzione, perché le uova medie non hanno tutte lo stesso peso. Le prime tre entrano per intero; il quarto uovo va invece sbattuto e dosato gradualmente. Fermarsi alla consistenza a V permette di rispettare la ricetta senza rendere liquido l’impasto.
Anche la forma incide sulla cottura. Fate due giri sovrapposti senza chiudere il foro centrale e tenete gli anelli ben distanti. Formando cerchi di circa 10 cm, con queste dosi otterrete 8-10 zeppole.
Crema pasticcera e amarena, il finale classico
La crema deve reggere il disegno della bocchetta senza sembrare pesante. In questa ricetta si usa l’amido di mais, che va mescolato bene con tuorli e zucchero prima di unire il latte caldo. Se volete approfondire dosi e usi di questa preparazione, trovate anche la guida alla crema pasticcera senza glutine e lattosio.
La scorza di limone profuma il latte senza coprire l’amarena. Prelevatela senza la parte bianca e toglietela prima di rimettere la crema sul fuoco. Se preferite la vaniglia, la ricetta originale la indica come alternativa al limone, non come aggiunta obbligatoria. Quando la crema si addensa, trasferitela in un contenitore e copritela mentre raffredda.
Il freddo dà stabilità alla farcitura. Prima di riempire la sac à poche, lavorate la crema per pochi secondi con una frusta; tornerà morbida senza diventare lenta. Distribuitela soltanto sui gusci freddi, altrimenti il calore scioglie la struttura e cancella il disegno. Una crema ben fredda resta invece alta e accompagna il morso asciutto della choux.
Scolate le amarene senza strizzarle e appoggiatele al centro solo alla fine. Il loro sciroppo deve dare una piccola traccia lucida, non bagnare tutto il dolce. Il contrasto tra la crema dolce e la nota più vivace del frutto è ciò che chiude davvero la zeppola; lo zucchero a velo va messo sui gusci prima della crema, così resta più ordinato.
Come preparare e conservare le zeppole
Potete preparare la crema il giorno prima. Raffreddatela senza attese, riponetela in frigorifero e usatela entro 24 ore. I gusci possono essere cotti la sera precedente e conservati, solo quando sono freddi, in una scatola ben chiusa a temperatura ambiente. Tenere separate le due parti è il modo più semplice per non perdere la crosta asciutta.
Farcite le zeppole poco prima di servirle oppure con 2 o 3 ore di anticipo. Una volta completate, conservatele in frigorifero in un contenitore ampio che non schiacci la crema e consumatele entro il giorno seguente. Resteranno buone, ma il guscio diventerà via via più morbido perché assorbe l’umidità della farcitura.
Per portarle a casa di amici o a un pranzo di famiglia, vi conviene trasportare gusci, crema e amarene in contenitori separati. Montarle sul posto richiede pochi minuti e vi risparmia il rischio di rovinare i ciuffi durante il viaggio. È un piccolo gesto pratico che fa arrivare sul vassoio zeppole ordinate come appena preparate.
Ingredienti senza glutine e lattosio da controllare
La farina di riso è la base della pasta choux. Per fecola di patate, amido di mais, zucchero a velo e amarene sciroppate scegliete invece prodotti con una dicitura chiara in etichetta. Le indicazioni del Ministero della Salute sugli alimenti senza glutine spiegano il significato delle diciture previste sulle confezioni.
Se cucinate per una persona con celiachia, pulite bene piano di lavoro, teglia, fruste e sac à poche e tenete lontane farine di frumento e briciole. Una ricetta con ingredienti adatti può essere compromessa dal contatto con utensili o superfici usati poco prima per altre preparazioni. Organizzare lo spazio prima di cominciare rende il lavoro più sereno.
La ricetta usa burro chiarificato e latte con dicitura “senza lattosio”. Margarina e bevanda vegetale non sono sostituzioni equivalenti in questa formula, perché possono cambiare consistenza e sapore. Chi deve evitare le proteine del latte deve invece scegliere una preparazione diversa e controllare ogni ingrediente con attenzione.
Le zeppole restano vegetariane, ma contengono molte uova e non hanno una sostituzione semplice che dia lo stesso sviluppo alla pasta choux. In questo caso è meglio non promettere una versione senza uova o vegana cambiando un solo ingrediente. Seguite invece questa formula con precisione e lasciate che il dolce racconti la festa attraverso ciò che gli riesce meglio: un guscio leggero, una crema ferma e un’amarena al centro.
FAQ su zeppole San Giuseppe senza glutine
Come evitare che la base crolli nel forno?
Il collasso strutturale avviene quasi sempre per un improvviso sbalzo termico. Non aprite mai lo sportello del forno nei primissimi venticinque minuti. Lasciate asciugare i dolci a forno spento e leggermente socchiuso.
Quali sono le proporzioni tra farina e amidi?
La proporzione tecnica ottimale prevede l’ottanta percento di farina di riso. Il restante venti percento deve essere rigorosamente formato da amidi puri. L’amido di mais è chimicamente perfetto per questa golosa ricetta.
È possibile realizzare una variante dolce senza lattosio?
Certamente, vi basta sostituire il burro vaccino con una buona margarina vegetale. Utilizzate poi una delicata bevanda di riso per cuocere la golosa crema. Le dosi complessive indicate nella ricetta resteranno sempre del tutto invariate.
Si possono congelare i bignè dolci per portarsi avanti?
Sì, è un trucco furbo e consigliato per salvare molto tempo prezioso. Formate i bignè crudi sulla carta forno e congelateli immediatamente nel freezer. Al momento del bisogno, cuoceteli direttamente in forno oppure friggeteli caldi.
Quale olio scegliere per una frittura davvero asciutta?
L’olio di semi di arachide è sicuramente la scelta migliore e sicura. Possiede un altissimo e resistente punto di fumo naturale davvero garantito. Permette di friggere costantemente a centosettanta gradi in grandissima e totale sicurezza.
Come si conservano le paste in modo igienico e sicuro?
I grandi dolci farciti vanno conservati esclusivamente nel reparto freddo del frigorifero. Inseriteli ben distanziati in un contenitore ermetico spazioso e sempre ben chiuso. Consumateli rigorosamente entro ventiquattro ore per mantenere intatta l’amata croccantezza.
Ricette dolci tipici delle festività ne abbiamo? Certo che si!
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