Strudel di pesche e nocciole, novità dalla tradizione

strudel di pesche e nocciole
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Un dolce goloso da mangiare in un sol boccone

Avevo voglia di gustarmi un bello strudel, ma volevo anche variare un po’, rivisitando la ricetta originaria. Alla fine, ecco a voi lo strudel di pesche e nocciole, provatelo, rimarrete stupidi dalla sua bontà.

È un dessert ottimo per ogni momento della giornata, da gustare a colazione, o con il thè pomeridiano, o dopo una cena casalinga, insomma: ogni momento è buono per questo dolce che piace proprio a tutti!

State tranquilli, non mi sono discostata troppo dalla tradizione, ho riconfermato l’uvetta sultanina, la cannella ed i pinoli, ma al posto delle mele ho inserito le pesche noce che, leggermente aspre e succose, si combinano alla perfezione con la croccantezza della nocciole.

Fidatevi di me, vale la pena assaggiare questa ricetta.

La tradizione dello Strudel, diversa dalla mia versione con pesche e nocciole

Il termine tedesco “strudel” significa letteralmente “vortice”, a sottolineare la struttura di questo dolce tipico della tradizione dell’Alto Adige che, se tagliato in senso verticale, si presenta come un vortice di sfoglia che avvolge una farcitura di frutta secca e mele.

Vi svelo un segreto: esiste un “metodo” molto romantico per capire la giusta consistenza della pasta sfoglia, è perfetta quando consente di leggervi in trasparenza una lettera d’amore.

In realtà, lo strudel come noi lo conosciamo, è un’evoluzione del dolce turco Baklava, ancora oggi molto comune.

Non vi sembra un po’ strano che un dolce d’oltralpe prenda ispirazione da uno turco? Eppure sembra proprio così.

Per capire come sia stato possibile, bisogna tornare al lontano 1526, quando il sultano Solimano, sconfiggendo e conquistando gli ungheresi, importò la propria tradizione culinaria, e con l’introduzione degli ingredienti tipici del territorio, come mele e pinoli, si arrivò ad ideare lo strudel.

strudel di pesche

Nocciole e pesche, un duetto delizioso!

Rispetto alla ricetta originale, che prevede l’utilizzo di mele, , io ho deciso di variare un po’, usando nocciole e pesche. Sentirete che coppia gustosa!

Le nocciole sono un alimento molto energetico, infatti con 100 gr.  forniscono circa 655 kcal., per questo sono consigliate specialmente a chi fa sport e necessita quindi di reintegrare rapidamente le energie.

Oltre ad essere facilmente digeribili, contengono molti sali minerali, come ferro, rame, zinco, potassio, calcio, fosforo e magnesio. Senza citare la presenza di vitamina E, che con il suo potere antiossidante contrasta i radicali liberi e l’invecchiamento della pelle.

Ho scelto di abbinare alle nocciole un frutto molto dolce e succoso, la pesca.

Considerata nell’antica Cina un simbolo di lunga vita e d’immortalità, la pesca è ricca di sostanze benefiche e di vitamine C,B, K ed E.

È un frutto molto utile durante l’estate per fare il pieno di sostanze nutritive nelle giornate calde ed afose. Oltre al basso potere calorico, è costituita per il 90 % di acqua e contiene molti sali minerali, come potassio, fosforo, calcio, magnesio e iodio.

Per questo, mangiarla dopo aver fatto attività fisica, o anche solo dopo una passeggiata, aiuta a reintegrare le forze e le energie.

Ed ecco la ricetta dello Strudel di pesche e nocciole

Ingredienti per 4/6 persone

  • 1 confezione di pasta sfoglia Exquisa
  • 300 gr. di pesche noci
  • 2 cucchiai di confettura di pesche
  • 30 gr. di pinoli di cedro
  • 30 gr. di uvetta sultanina
  • succo di mezzo limone
  • 50 gr. di zucchero di sciroppo d’acero
  • 100 gr. di nocciole
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • qualche foglia di menta
  • 1 tuorlo

Preparazione

Iniziate ammollando l’uvetta per circa 20 minuti, in questo modo potrete andare avanti con le altre preparazioni.

Lavate le pesche, pelatele, privatele del nocciolo e tagliatele a dadini. Tritate le nocciole. Lavate qualche fogliolina di menta.

Riponete le pesche in una terrina ed aggiungete i pinoli, l’uvetta strizzata, il succo di limone, lo zucchero e la cannella, quindi amalgamate bene il tutto.

Su una teglia ricoperta con carta da forno srotolate la pasta sfoglia, al centro stendevi uno strato di confettura di pesche e successivamente il ripieno che avete preparato.

Con un coltello affilato, realizzate, a distanza regolare l’uno dall’altro, dei tagli obliqui per tutta la lunghezza dello strudel.

Ora la composizione: innanzitutto tagliate la pasta in eccesso, quindi chiudete la parte superiore e cominciate ad incrociare le strisce di pasta, alternandone una a destra e una a sinistra. In questo modo otterrete una sorta di treccia.

Come tocco finale, spennellate il tutto con il tuorlo d’uovo ed infornate a 200°C per circa 40 minuti.

Prima di servire, lasciate che si raffreddi completamente.

Buon appetito!

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14-07-2018
Scritto da:

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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