bg header
logo_print

Succo di anguria e bacche di goji, una bevanda salutare

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
11/07/2017 alle 08:23

succo di anguria e bacche di goji
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 10 min
cottura
Cottura: 5 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
Stampa
5/5 (1 Recensione)

Il succo di anguria e bacche di goji è una bevanda che racchiude in sé tutto il meglio della natura: freschezza, dolcezza e una carica di antiossidanti. Perfetto per dissetarsi nelle giornate più calde, questo succo combina la succosità dell’anguria con le proprietà benefiche delle bacche di goji, creando una bevanda non solo deliziosa, ma anche ricca di nutrienti.

L’anguria, con il suo alto contenuto di acqua e il sapore dolce e rinfrescante, è l’ingrediente ideale per un succo estivo. È leggera, idratante e naturalmente dolce, rendendo questo succo una scelta salutare per chi cerca di evitare zuccheri aggiunti. Le bacche di goji, dal canto loro, sono celebri per le loro straordinarie proprietà antiossidanti e per il loro contenuto di vitamine e minerali. Questi piccoli frutti rossi aggiungono al succo un tocco esotico e leggermente acidulo, bilanciando perfettamente la dolcezza dell’anguria.

Preparare questo succo è semplice: basta frullare la polpa di anguria fresca con una manciata di bacche di goji ammollate, fino a ottenere una bevanda liscia e uniforme. Il risultato è un succo dal colore vibrante, che non solo cattura l’attenzione, ma offre anche un’esperienza di gusto sorprendente, dove la dolcezza naturale dell’anguria si fonde con le note leggermente speziate delle bacche di goji.

Il succo di anguria e bacche di goji è perfetto per iniziare la giornata con energia, come spuntino rinfrescante durante il pomeriggio, o anche come bevanda salutare durante un brunch estivo. Ricco di antiossidanti, vitamine A e C, e con un basso contenuto calorico, questo succo è l’ideale per chi desidera prendersi cura del proprio corpo senza rinunciare al piacere del gusto.

Oltre a essere delizioso, questo succo è anche estremamente versatile. Può essere arricchito con un pizzico di lime per una nota agrumata, oppure servito con qualche foglia di menta fresca per un tocco di ulteriore freschezza. Il succo di anguria e bacche di goji è una bevanda che porta con sé tutto il sapore dell’estate e il benessere della natura, in ogni bicchiere.

Ricetta succo di anguria e bacche di goji

Preparazione succo di anguria e bacche di goji

Estraete il succo dal basilico con la centrifuga. Pulite l’anguria dalla buccia e dai semi e tagliate a pezzettoni. In un frullatore unite tutti gli ingredienti e azionate. Filtrate con un colino a maglie strette.

Versate in una brocca, o direttamente nei bicchieri, e decorate con foglioline di basilico fresco

Usate il basilico viola invece di quello verde per avere uno strepitoso colore ancora più rosso nel succo e godere degli antiossidanti che fanno bene al cuore.

Cercate il basilico viola durante i mesi caldi nei mercati o fatelo crescere a casa in un vaso per le erbe!

Ingredienti succo di anguria e bacche di goji

  • 600 g di polpa di anguria
  • una manciata di basilico fresco
  • 200 ml succo di basilico
  • petali di boccioli di rosa essiccati
  • una manciata di bacche di goji
  • 1 cucchiaino di polvere di ginseng

Facciamo il pieno di succo di anguria e bacche di goji. Il succo di anguria e bacche di goji rappresenta una vera e propria spremuta di salute. Esiste più di una ragione per consumare l’anguria: quella principale è da ricercare nella presenza di licopene, una sostanza dimostratasi utile per la salute del cuore, per la bellezza della pelle e, soprattutto, per la prevenzione del cancro.

La presenza di licopene si evince dal bel colore rosso che caratterizza la polpa dell’anguria, proprio come ha luogo nei pomodori, anch’essi ricchi di questa preziosa sostanza dal potente valore antiossidante e nota per la sua innata capacità di proteggere il sistema cardiovascolare dai danni dei radicali liberi.

Succo di anguria e bacche di goji, una bevanda per proteggersi dai raggi UV

Inizialmente originaria dell’Africa, l’anguria è oggi uno dei frutti estivi maggiormente coltivati, sia per l’apprezzamento che riscuote da parte di adulti e bambini, sia per le sue dimensioni decisamente gratificanti a livello commerciale.

Il Cocomero o anguria è il frutto del Citrullus vulgaris, ora estesamente coltivata in tutta l’Europa Meridionale e in altri Paesi a clima caldo. Le varietà più apprezzate in Italia sono il cocomero di Faenza e di Pistoia (polpa rossa e seme nero), il cocomero napoletano (con semi biancastri) e il cocomero calabrese (grosso, polpa rossa molto zuccherina).

I cocomeri sono, in genere, sferici od ovoidali, del diametro di 15- 20 cm; il loro peso può arrivare fino a 4-5 kg. Hanno buccia liscia, verde all’esterno e bianca all’interno, mentre il colore della polpa varia dal rosso al bianco sporco a seconda delle varietà.

Si consumano nei mesi caldi e si apprezzano perché dissetano. La maggior parte delle varietà matura tra giugno e settembre. Evitate frutti eccessivamente maturi o immaturi o con parti deteriorate o ammaccate.

Refrigeratelo se molto maturo o consumatelo al più presto. È una buona fonte di vitamina A, e contiene anche vitamina C.

Il suo succo, dissetante e saziante, è tanto apprezzato che non sono pochi coloro che, dopo averne frullato la polpa, lo conservano in freezer così da poterlo gustare tutto l’anno.

Il succo di anguria e bacche di goji si rivela ottimo per proteggere la pelle dai possibili danni dei raggi UV: un bel bicchiere di questa spremuta di salute, bevuto prima di sottoporsi ai raggi solari (quindi al mare, in montagna, in settimana bianca, ecc.) garantisce una protezione supplementare contro la luce ultravioletta.

Recenti studi condotti hanno dimostrato che le persone che mangiano alimenti ricchi di licopene corrono un rischio inferiore di contrarre malattie cardiache. L’anguria poi, è ricchissima d’acqua e completamente priva di grassi, e questo va a grande beneficio di un’alimentazione sana e bilanciata.

Miniera di vitamina C e calcio

Un altro ingrediente di questa ricetta che merita la nostra digressione sono le bacche di goji, i piccoli frutti oggi divenuti popolari anche nel nostro paese negli ultimi anni. Particolarmente apprezzati e diffusi nella medicina cinese, meraviglierà sapere che essi fanno parte della stessa famiglia – quella delle Solanaceae – alla quale fanno capo anche la patata e il pomodoro.

Il succo di anguria e bacche di goji, per via della presenza di queste ultime, ha una valenza in termini nutrizionali a dir poco straordinaria. Per convincersene è sufficiente menzionare qualche valore: 100 mg di bacche di goji contengono infatti ben 306 mg di vitamina C e ben 112.50 mg di calcio, rivelandosi, quindi, un prezioso alleato per la salute delle nostre ossa e del nostro sistema immunitario.

Ricette estive ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (1 Recensione)
Riproduzione riservata

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Smoothie di asparagi e ananas

Smoothie di asparagi e ananas, una bevanda alternativa

In breve: lo smoothie di asparagi e ananas è una bevanda cremosa e fresca che unisce il gusto verde degli asparagi alla dolcezza naturale di ananas e banana. È una proposta adatta a chi cerca...

Gin Fizz al mirtillo e lavanda

Gin Fizz al mirtillo e lavanda, una gradita...

Gin Fizz al mirtillo e lavanda in breve: pronto in circa 15 minuti, difficoltà bassa, per 2 bicchieri. Il segreto è una purea di mirtilli ben filtrata e lo sciroppo di lavanda dosato con mano...

Mamajuana: cos’è davvero il drink simbolo della Repubblica Dominicana Mamajuana: perché oggi incuriosisce sempre di più Mamajuana è una parola che attira subito l’attenzione, ma spesso viene spiegata in modo sbrigativo. C’è chi la chiama rum aromatizzato, chi liquore alle spezie, chi la lega solo ai viaggi ai Caraibi. In realtà il suo fascino nasce proprio dal fatto che non si lascia chiudere in una formula troppo corta: la mamajuana è prima di tutto un infuso alcolico dominicano che mette insieme rum, vino rosso, miele, cortecce, radici ed erbe. È una di quelle bevande che raccontano un luogo molto più di tante cartoline. Quando si guarda una bottiglia di mamajuana si vede già un mondo: il vetro colmo di liquido rosso scuro, i legni immersi, il profumo caldo, il gesto lento di chi la versa in piccoli bicchieri. Se amate i distillati dal gusto pieno, potete leggere anche questa guida ai migliori rum, così da entrare ancora meglio nel suo universo. Consiglio della nonna: la mamajuana non va letta come un semplice superalcolico da bere in fretta. Dà il meglio quando la si assaggia piano, cercando miele, spezie, legno e quella nota calda che resta in bocca a lungo. Negli ultimi tempi se ne parla di più anche in Italia, perché cresce la voglia di scoprire bevande legate a un territorio vero, con una storia alle spalle e un gusto che non somiglia ai soliti liquori da scaffale. La mamajuana risponde bene a questa voglia di novità, ma lo fa con un’anima antica, popolare, piena di racconti e gesti tramandati. Chi segue Nonna Paperina sa che mi piace farvi scoprire cibi e bevande che aprono la porta a una cucina più ampia, più viva, più curiosa. In questo caso il viaggio porta nella Repubblica Dominicana, la stessa terra che regala anche prodotti splendidi come il cacao dominicano, ricco di storia e di gusto. In breve: la mamajuana è una bevanda tipica della Repubblica Dominicana, fatta con rum, vino rosso, miele, erbe, cortecce e radici. Non è una ricetta fissa, perché ogni famiglia e ogni zona può avere il suo modo di farla. In genere è senza glutine e senza lattosio, ma non è vegana nella forma classica per via del miele. In cucina e a tavola colpisce per il gusto caldo, speziato e un po’ dolce, che la rende diversa dai liquori più comuni. Mamajuana: cos’è e come si gusta Che cos’è la mamajuana La mamajuana è una bevanda che nasce da una macerazione. Dentro la bottiglia si mettono cortecce, radici, erbe e spezie, poi si aggiungono rum, vino rosso e miele. Il risultato non è uguale a un classico liquore alle erbe e non è nemmeno simile a un rum liscio: sta nel mezzo, ma con una sua voce chiara. Il bello è proprio qui. La mamajuana non punta sulla purezza di un solo ingrediente, ma sull’incontro di più anime. Il rum porta calore, il vino rosso dà corpo, il miele ammorbidisce, mentre erbe e legni lasciano una scia più profonda. Quando è fatta bene, non risulta pesante né stucchevole. Ha invece un gusto largo, pieno, che cambia mentre la si beve. Molti la scoprono in vacanza e se ne innamorano perché ha un profumo che resta in mente. Però la mamajuana non è solo una curiosità da viaggio. È una bevanda di casa, da regalo, da tavola, da chiacchiera lenta. Proprio per questo merita un articolo più preciso e meno svelto del solito. La mamajuana tra storia e racconto popolare Quando si parla di mamajuana si entra in un mondo in cui storia e racconto popolare si toccano. Le sue radici vengono legate alla tradizione dei Taíno, il popolo che viveva sull’isola di Hispaniola prima dell’arrivo degli europei. In origine si parla di un uso delle erbe in forma di infuso; con il tempo, e con l’arrivo degli alcolici, quella base si è trasformata nella bevanda che conosciamo oggi. Questo passaggio spiega bene perché la mamajuana venga vista come qualcosa di più di un drink. Nella cultura dominicana è una presenza che unisce memoria, casa, festa e anche un po’ di leggenda. La sua fama di bevanda “tonica” o afrodisiaca fa parte di questo immaginario, ma va letta per quello che è: un racconto popolare, non una promessa da prendere alla lettera. Se vi piace andare alla fonte delle tradizioni, potete scoprire di più qui sul mondo taíno. È un passaggio utile anche per capire perché la mamajuana venga sentita come una bevanda identitaria, e non come una semplice moda del momento. Lo sapevi che… In molti casi il nome mamajuana richiama anche il tipo di bottiglia usata per la macerazione. Già questo ci dice quanto contenitore, rito e bevanda siano legati tra loro. Che gusto ha la mamajuana Il gusto della mamajuana cambia da bottiglia a bottiglia, ed è una delle sue cose più belle. In alcune versioni il miele si sente di più e il sorso è più morbido. In altre esce prima la nota del rum, con un finale più asciutto. Poi arrivano le spezie, il legno, qualche punta balsamica o amara che rendono tutto più ricco. Chi prova la mamajuana per la prima volta si aspetta a volte un rum dolce, quasi da dessert. Non è così. Certo, può avere una vena morbida, ma resta una bevanda con carattere. Non punta solo sul dolce: gioca sul contrasto tra calore, spezie e fondo erbaceo. Proprio per questo va capita, non solo bevuta. Il colore tende al rosso scuro o al rubino carico. Anche l’aspetto conta, perché prepara già il palato. Nel bicchiere piccolo e trasparente la mamajuana colpisce subito, e quel colpo d’occhio fa parte dell’esperienza tanto quanto il profumo. Come si beve la mamajuana e quando offrirla La mamajuana si beve spesso in piccole dosi. Non è una bevanda da bicchieri grandi o da consumo frettoloso. Si serve di solito a temperatura ambiente oppure con poco ghiaccio, così da non spegnere troppo i profumi. In questo ricorda certe bevande da fine pasto che hanno bisogno di un momento loro. Sta bene dopo cena, ma può trovare spazio anche in un contesto conviviale, quando si vuole portare in tavola qualcosa che faccia parlare. Ha quella forza gentile che accende la curiosità degli ospiti. In una cena a tema caraibico o in un finale di serata con cioccolato fondente e frutta secca può dire davvero la sua. Per chi ama il mondo dei drink ma cerca anche opzioni più leggere in altri momenti, segnalo pure queste idee di cocktail analcolici al caffè, ottime quando si ha voglia di un bicchiere curato ma senza gradi alti. Te lo dico io: la mamajuana non va servita troppo fredda. Quando il freddo è eccessivo, miele, spezie e note di legno si chiudono e il sorso perde fascino. Mamajuana e intolleranze: cosa sapere davvero Qui entriamo in un tema caro a Nonna Paperina: capire se un prodotto può stare bene in una cucina attenta a esigenze diverse. La mamajuana, nella sua forma più classica, nasce con ingredienti che non contengono lattosio. In molti casi può essere anche senza glutine, perché si basa su rum, vino rosso, miele ed elementi vegetali. Detto questo, è bene fare un passo in più di prudenza. Se acquistate una bottiglia pronta, leggete sempre l’etichetta. Nelle versioni industriali o turistiche possono entrare aromi, zuccheri aggiunti o altri ingredienti che cambiano il profilo del prodotto. Inoltre la forma tradizionale non è vegana, perché il miele è una parte centrale della ricetta. C’è poi un punto che vale per tutti: resta una bevanda alcolica. Quindi non è il caso di caricarla di virtù che non le spettano. Si può gustare con piacere, si può inserire in un racconto di cucina di casa e di viaggio, ma senza trasformarla in qualcosa che non è. Come scegliere una buona mamajuana Se volete comprare una buona mamajuana, il primo passo è capire se preferite una bottiglia già pronta oppure un kit da completare a casa. La prima scelta è più comoda. La seconda è più coinvolgente, perché vi fa entrare nel gesto della macerazione e vi lascia costruire il gusto un po’ alla volta. Una buona mamajuana si riconosce dal suo equilibrio. Il miele non deve coprire tutto, il rum non deve bruciare e basta, le spezie non devono diventare un miscuglio confuso. Anche l’occhio vuole la sua parte: vedere radici, legni e colore pieno aiuta a capire subito se siamo davanti a un prodotto curato. Per una lettura più ampia sul contesto dominicano della bevanda, potete approfondire qui. Se invece volete ripassare la base del distillato che ne segna il cuore, c’è anche una pagina utile sul rum. Curiosità: una delle cose più affascinanti della mamajuana è che non esiste una sola ricetta “vera” valida per tutti. Ogni bottiglia può avere un tono suo, e proprio questa libertà ne fa una bevanda viva. FAQ sulla mamajuana La mamajuana è solo rum aromatizzato? No, definirla solo rum aromatizzato è riduttivo. La mamajuana unisce di solito rum, vino rosso, miele, erbe, radici e cortecce, quindi ha una struttura più ricca e più ampia. Che sapore ha la mamajuana? Ha un gusto caldo, speziato, un po’ dolce e con un fondo di erbe e legno. In alcune versioni si sente di più il miele, in altre il rum o la parte speziata. La mamajuana si beve fredda o a temperatura ambiente? Di solito rende bene a temperatura ambiente o con poco ghiaccio. Se è troppo fredda perde una parte del suo profumo e del suo fascino. La mamajuana è senza glutine? Spesso sì, ma non bisogna dare tutto per scontato. Se comprate una bottiglia pronta controllate sempre etichetta e ingredienti, così evitate sorprese. La mamajuana è adatta a chi non consuma lattosio? Nella ricetta classica non ci sono ingredienti con lattosio. Anche qui, però, vale la regola di leggere bene la composizione delle versioni già confezionate. La mamajuana è vegana? Nella forma più nota no, perché contiene miele. Esistono versioni riviste, ma la ricetta tradizionale non rientra in una scelta vegana. Blocco SEO Keyword principale: mamajuana SEO Title: Mamajuana: cos’è e come si beve il drink dominicano Meta title: Mamajuana dominicana: storia, gusto e consigli Slug: /2026/04/mamajuana-il-rum-aromatizzato-della-repubblica-dominicana/ Meta Description: Mamajuana, drink simbolo della Repubblica Dominicana: cos’è, che gusto ha, come si beve e cosa sapere su miele, spezie e rum.

Mamajuana: cos’è davvero il drink simbolo della Repubblica...

In breve: la mamajuana è una bevanda tipica della Repubblica Dominicana, fatta con rum, vino rosso, miele, erbe, cortecce e radici. Non è una ricetta fissa, perché ogni famiglia e ogni zona può...