Minestra di taro con cipolle e speck: depurativa

Minestra di taro con cipolle e speck

La minestra di taro, cipolle e speck, il primo piatto di cui vi parlo oggi, è un esempio di come l’incontro tra sapori di terre diverse possa dare vita a delle vere e proprie meraviglie.

Questo primo piatto, che come vedrete è caratterizzato da straordinarie proprietà nutritive, è adatto anche a chi soffre di celiachia o intolleranza al lattosio (basta acquistare uno speck ad hoc).

Sì, anche chi vive in prima persona queste condizioni ha modo di sperimentare sapori speciali e di vivere al massimo la bontà di piatti a dir poco succulenti. A questo punto non resta che scoprirne l’unicità.

Parliamo delle cipolle

Ringrazio Eugenio per le informazioni che mi ha dato sulla cipolla. C’è una cipolla europea (Allium cepa) di cui lo scalogno non è che una varietà (anche se in certi vecchi libri è definita una specie), ma con centinaia di altri tipi e forme diversissimi per colore, sapore, aroma, altezza e così via. Ma in ogni modo è sempre possibile scoprire se si tratta di una varietà di Allium cepa: basta tagliare in sezione una foglia. Se è vuota e appiattita e con una superficie esterna concava e una superficie inferiore concava, allora è una varietà di cepa (coltivata). Altrimenti deve trattarsi di una specie diversa.

In Estremo Oriente, Cina e Giappone, la specie più importante è l’Allium fistulosum, e anche in questo caso la pianta d’origine si è estinta. Queste cipolle assomigliano in qualche modo al porro, (la cipolla giapponese è ben nota in Europa e appartiene a questa specie), ma in Oriente se ne coltivano molte altre, tra cui alcune con foglie spesse più di 2 cm. Tagliando le foglie delle· cipolle «fistolose» l’interno appare vuoto e circolare, non appiattito come nell’Allium cepa, e da questo si può capire a quale gruppo appartengano. Le specie di cipolla si ibridano raramente, ma, usando nuove tecniche, si possono fare incroci e, dato che le cipolle fistolose sono immuni da malattie che colpiscono invece le Allium cepa, si stanno facendo esperimenti d’incrocio.

Un’altra specie orientale, l’Allium tuberosum – nota anche come erba cipollina cinese – è adoperata comunemente in Cina, Giappone, in alcune zone dell’India del nord e dovunque vi siano emigranti cinesi. Rappresenta un’eccezione, perché ancora oggi cresce spontanea in Cina e in alcune zone dell’Himalaya. È più grande e robusta dell’erba cipollina occidentale e ha foglie solide, non cave. Nei climi miti questa cipolla non fìorisce, ma dove lo fa i fiori si possono mangiare in insalata, e hanno un sapore misto di cipolla e di miele.

La nostra erba cipollina, l’Allium schoenoprasum, è l’unica cipolla che cresca spontanea sia nel Vecchio sia nel Nuovo Mondo. Varia moltissimo e si può trovare anche in posti freddi, come sulle Alpi. La sua coltivazione è recente, probabilmente risale al Medioevo soltanto. Ha uno stelo sottile e cavo, con sezione circolare. È molto usata per aromatizzare formaggi, brodi, zuppe, omelette. Non è qui certo il caso di soffermarci a lungo sui mille e mille usi della cipolla, praticamente noti a tutti. Ricordiamo solo come sia un ingrediente fondamentale dei soffritti e quindi di innumerevoli piatti di largo uso, e come le cipolline di piccole proporzioni vengano spesso conservate sott’aceto.

Un primo piatto apprezzato in Corea e non solo

La minestra di taro è un primo piatto apprezzato dagli abitanti della Corea in particolare. Nel Paese orientale hanno infatti iniziato ad avere successo le ricette aventi come ingrediente principale la suddetta pianta, nota anche con il nome di Colocasia Antiquorum.

Dal momento che il taro aiuta a normalizzare le funzioni digestive, i piatti che lo hanno tra gli ingredienti, quindi anche le minestre, in Corea sono consumati soprattutto durante le festività che comportano un consumo considerevole di cibo.

Il taro, un vegetale che cresce soprattutto nelle zone tropicali del pianeta, è caratterizzato da benefici speciali per la salute.

Tra i più importanti è possibile ricordare la già citata influenza positiva sulla digestione, ma anche l’efficacia antinfiammatoria e antidolorifica.

Minestra di taro con cipolle e speck

L’estratto di taro, tecnicamente definibile come mucina, aiuta il corretto funzionamento del fegato e dei reni.

Caratterizzato da portentose proprietà anti invecchiamento, svolge un ruolo essenziale per quanto riguarda il miglioramento dell’assorbimento delle proteine.

Minestra di taro, cipolle e speck: incontro tra i sapori di terre diverse

La mucina fa bene alla salute anche per un altro motivo. La sua assunzione contribuisce infatti a tenere sotto controllo la velocità di assorbimento degli zuccheri.

Questo rende il taro – e la minestra che lo ha come ingrediente principale – un’alternativa per tenere sotto controllo il picco glicemico, nemico del peso forma in quanto prima causa della continua richiesta di zuccheri da parte dell’organismo.

Ricordando che il taro si può acquistare senza problemi presso i negozi che vendono prodotti naturali, non posso che invitarvi a provare questo straordinario primo piatto – super depurativo grazie alla presenza dei porri – un inno alla varietà che contraddistingue le giornate di chi ama davvero la cucina e ha a che fare ogni giorno con ingredienti di ogni tipo!

Quando si pelano le radici di taro crude è consigliato indossare i guanti di gomma, perché è possibile che si sviluppi un’eruzione cutanea pruriginosa se la pelle viene a contatto con il succo di taro e se dovesse accadere lavate le mani con dell’acqua salata.

Ed ecco la ricetta della Minestra di taro, cipolle e speck

Ingredienti per 4 persone

  • 400 gr di taro
  • 1 cipolla bianca
  • 100 gr di speck
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • q.b. sale

Preparazione

Sbucciate i taro e tagliate a dadini e sciacquate abbondantemente sotto l’acqua corrente

Tagliate lo speck a striscioline sottili. In un tegame di coccio con poco olio fate soffriggere la cipolla affettata sottilmente e appena ha preso un bel colore dorato aggiungete lo speck.

Lasciate cuocere qualche minuto e aggiungete i pezzetti di taro e acqua calda quanto basta per ricoprire il tutto, quindi incoperchiate e proseguite la cottura, regolando di sale se necessario

Cuocete per circa 30 minuti prima di aggiungere il riso e proseguite fino alla cottura.

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