Taro: miniera di minerali … a colesterolo zero e buono

taro MarcoMayer

Il frutto ideale per chi ama sorprendere a tavola: il taro

Il taro è un tubero proveniente dal sud America, coltivato, in particolare, in Colombia. Trattasi di un frutto poco conosciuto e diffuso nel nostro paese, che inizia però a fare capolino tra i banchi alimentari per via della sua ottima duttilità in cucina e per il suo elevato valore nutrizionale.

Fragrante e dolce, la sua polpa può essere cotta al forno, in pentola o fritta, ovviamente il tubero va pelato per bene, quindi privato della sua buccia dura e fibrosa, per poi essere tagliato a dadini. Esso si rivela ideale in cucina per insaporire e dar consistenza alle minestre.

Taro: miniera di minerali … a colesterolo zero

Una delle ragioni per le quali il consumo di questo singolare tubero dovrebbe essere assolutamente favorito è il suo alto tenore di minerali.

Il taro è particolarmente ricco di calcio (43 mg su 100 mg), di magnesio (33 mg su 100 g) e, in particolare, di potassio, il quale arriva a toccare una quantità assolutamente straordinaria, che è pari a 591 mg per 100 g di prodotto.

Il taro è completamente privo di grassi saturi e di colesterolo, apporta pochissime calorie e, per tale ragione, si rivela un alimento ideale per gli sportivi e per gli anziani, in quanto, per altro, in grado di soddisfare il fabbisogno di minerali previsto per la dieta giornaliera di questi soggetti.

Cibo base in parecchi paesi tropicali dell’Asia, delle isole del Pacifico e delle Indie occidentali, il taro vanta una storia particolarmente antica che risale a circa 4.000 – 7.000 anni fa, questo rende onore al taro: se è ancora presente sulle nostre tavole dopo tutto questo tempo, qualche ragione ci sarà.

I molteplici impieghi in cucina del taro

Come anticipato, il taro si presta alla preparazione di diversi piatti per via della consistenza della sua polpa. Naturalmente, essa ben si presta ad accompagnare gelati e dessert, ma l’impiego più comune che se ne fa è quello con pietanze salate e zuppe

Il taro, infatti, viene preferito aggiunto in minestre e, ancor di più, in combinazione con cipolla e pomodorini.

Eccellente la combinazione con la panna, ancora meglio se da cucina, non dolce. Di certo il suo impiego nella realizzazione delle più svariate preparazioni non potrà fare a meno di stupire gli ospiti, i quali potranno godere di un incontro con gusti del tutto nuovi ed insoliti.

Ho avuto occasione in più di un’occasione, e da intollerante al nichel, vi dico che non mi ha creato nessun tipo di disturbo.  Provare tutto quello che è possibile è un po’ il mio modo di essere in cucina e non solo!

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