Prodotti gluten free: le nuove regole per l’etichettatura

I prodotti senza glutine dallo scorso 20 luglio possono essere inclusi tra quelli erogabili dal Servizio Sanitario Nazionale

In seguito a un decreto legislativo firmato nel corso del mese di maggio, sono entrate in vigore nuove regole per quanto concerne l’etichettatura dei prodotti per celiaci.

Le diciture che potranno essere utilizzate sono le seguenti: “prodotto senza glutine specificatamente formulato per i celiaci” e “alimento senza glutine, specificatamente formulato per persone intolleranti al glutine”.

Questo risultato, come sopra ricordato, è la concretizzazione di un decreto legislativo che allinea la normativa italiana al quadro europeo.

Cosa prevede il decreto del 17 maggio 2016?

Il decreto approvato lo scorso 17 maggio 2016 è un punto di arrivo molto importante per chi soffre di celiachia. Per quali motivo? Per il semplice fatto che non si concentra solo sull’etichettatura, ma ribadisce la possibilità per i celiaci di farsi erogare dal Servizio Sanitario Nazionale prodotti gluten free tenendo conto di specifici limiti di spesa.

I suddetti corrispondono a 45€ per neonati e bambini di età compresa tra 6 mesi e un anno, e a 62 per i bimbi fino a 3 anni.

Fino ai 10 anni, a prescindere dal sesso, il tetto di spesa massima da considerare è di 94€. Per gli adulti cambiano chiaramente le cifre, che corrispondono a 140€ per gli uomini e a 99€ per ledonne.

Il decreto in questione,  oltre al nodo della possibilità di scaricare la spesa dei prodotti gluten free, ribadisce anche, sulla base di quanto stabilito nel 2001, la necessità di dare corpo a una rete dedicata alla prevenzione della celiachia e alle patologie ad essa legate.

Cosa cambia oltre all’etichettatura?

Il varo del decreto legislativo in questione non ha portato solo a un cambiamento importante riguardante l’etichettatura, ma anche la dicitura con cui definire i prodotti.

La legge approvata a maggio di quest’anno ha infatti cancellato tutte le normative in essere riguardanti i prodotti dietetici.

Il risultato? L’impossibilità di associare a un determinato alimento proprietà di natura preventiva o terapeutica.

Quello che invece è consentito è l’indicazione relativa al consumo in caso di problemi specifici, come per esempio la celiachia.

Con il decreto legislativo dello scorso 17 maggio è stato sostanzialmente confermato un quadro che conferma un’attenzione senza dubbio interessante nei confronti delle problematiche dei celiaci, che possono acquistare prodotti gluten free anche tramite buoni di credito.

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