Un po’ sulla zeolite e la ricetta delle Pappardelle alla mantovana

La zeolite ottimo alleato contro l’intolleranza al nichel. Il nome, zeolite, a molti dirà poco o nulla. Eppure si tratta di un minerale origine vulcanica dalle molteplici proprietà benefiche.

Al punto da essere ribattezzato “spazzino dell’organismo” per la capacità di assorbire metalli pesanti, pesticidi, tossine e radicali liberi. Può contribuire dunque alla disintossicazione da sostanze dannose.

A cominciare appunto dal nichel. La zeolite è in grado di generare un effetto depurativo catturando consistenti quantità di nichel, in modo da alleviare sintomi e conseguenze connesse all’intolleranza.

Da qui la riscoperta di questo minerale che può essere assunto, dietro consiglio di un professionista, sottoforma di integratore in compresse o in polvere.

Funziona così: la zeolite attira il nichel e altri metalli presenti nei cibi, dal piombo al cadmio, grazie alla sua carica elettrica negativa. Semplificando si tratta di una sorta di spugna capace di calamitare agenti nocivi per l’organismo, depurandolo.

Può contribuire a ridurre infiammazioni croniche ed è consigliata per coloro che hanno la necessità di recuperare le forze durante un periodo di convalescenza o di particolare stress.

Favorisce la capacità di concentrazione ed è un antidoto alla spossatezza perché è in grado di contrastare l’ammoniaca.

Diversi studi segnalano effetti positivi sulla salute in generale, per esempio sul sistema circolatorio, sul tratto gastrico e sulla possibilità di ridurre l’iperacidità.

Secondo gli esperti non esistono vere e proprie controindicazioni o effetti collaterali, se si esclude una leggera stitichezza che è possibile superare nel giro di pochi giorni idratandosi a dovere.

La zeolite non interferisce con i processi digestivi e per essere ancora più chiari non viene assorbita dall’intestino. Le pietre di zeolite vengono trattate attraverso un sistema di attivazione messo a punto con particolari mulini, in modo a aumentare la superficie e conferirle al minerale ulteriori proprietà.

L’origine del nome è particolarmente curiosa: significa pietra che bolle e nasce dall’incontro tra la lava incandescente e l’acqua del mare.

In passato la zeolite è stata utilizzata addirittura per attenuare la radioattività di terreni e acque contaminate: è successo 30 anni fa a Chernobyl, dove fu somministrata a bambini e adulti vittime delle radiazioni. Mentre più di recente, a Fukushima, è stata impiegata per bonificare le acque dell’oceano dopo l’incidente alla centrale nucleare.

Grazie a tutto quello che ho fatto in questi anni a partire dalla terapia chelante, alla zeolite che assumo con regolarità per finire a una dieta a rotazione oggi ho replicato la ricetta delle pappardelle alla mantovana di Alice Gorgatti e ho potuto mangiarla anche io senza grossi problemi.

Ingredienti per 4 persone

Per la pasta

  • 150 gr di farina di ceci
  • 150 gr di farina di grano saraceno bianca + q.b. per la lavorazione
  • 1 uovo + 1 albume
  • un pizzico di sale

Per la crema

Per il condimento

  1. burro chiarificato
  2. 4 rametti di rosmarino
  3. amaretti
  4. parmigiano reggiano stagionato 36 mesi
  5. qualche pezzetto di mostarda di frutta mista

Praparazione

Impastate le farine con le uova e l’albume sbattute leggermente a parte. Aggiungete un pizzico di sale. Proseguite ad Impastare fino a che non saranno state raccolte tutte le briciole della pasta.Risulterà un composto liscio, omogeneo e abbastanza elastico. Avvolgere il panetto formato in un foglio di pellicola e lasciare riposare.

Per la preparazione della crema

Tagliate la zucca a pezzi, mondata dei semi, mettete in forno a 220 gradi e togliete quando, provando di tanto in tanto, la forchetta entra bene nella polpa, senza aspettare che cuocia troppo.

Lasciate raffreddare nel forno in modo che si asciughi il più possibile poi, con un cucchiaio, spolpate i pezzi lasciando la buccia e le parti indurite. Passate la polpa nel passa verdure.

La tradizione vuole che si pestino gli amaretti con un bicchiere e la mostarda venga tritata con la mezzaluna. Il liquido o sugo della mostarda viene aggiunto dopo alternandolo con gli amaretti.

Unite il tutto alla zucca e mescolate bene, poi mettete la noce moscata, il parmigiano e il sale.

Riprendete la pasta e dividete in tre parti uguali. Stendete il panetto sul piano di lavoro aiutandosi con la farina di grano saraceno bianca. Tirare la pasta a mo di sfoglia abbastanza sottile in un formato rettangolare.

Tagliate con la rotellina delle pappardelle larghe 1,5 cm in modo irregolare, e riponete la pasta su un foglio di carta assorbente o come da tradizione su uno strofinaccio.

Riempite una padella con acqua calda, fate bollire, salate e buttate le pappardelle. Dopo circa 12 minuti di cottura scolate  direttamente dalla pentola.

Stendere la crema sul piatto e riponete le pappardelle dopo averle fatte passare in una padella antiaderente con burro salato e rosmarino. Fate saltare per qualche minuto dopodichè riponete a nido sul letto di crema.

Sbriciolate grossolanamente gli amaretti sul piatto e aggiungete il rosmarino mondato finemente. Aggiungete qualche pezzetto di mostarda per finire il tutto. Una spolverata di parmigiano reggiano a piacere.

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