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Lupini: proprietà, come mangiarli e idee in cucina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Articolo scritto da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
02/10/2015 alle 09:00

Lupini, antidiabetico naturale

Un piccolo legume che cambia volto in ogni piatto

I lupini meritano di uscire dalla ciotolina dello snack e di entrare davvero in cucina. Hanno un gusto sapido, una polpa soda e un colore giallo vivace; una volta sbucciati e frullati diventano invece morbidi e cremosi. Si prestano così a creme, primi piatti, insalate e preparazioni da servire all’aperitivo.

Al supermercato li troviamo soprattutto già cotti e conservati in salamoia, pronti da scolare. Esistono però anche lupini secchi e farina di lupino: sono prodotti diversi, con tempi, usi e attenzioni che non vanno confusi. Capire quale abbiamo davanti è il primo passo per ottenere un buon risultato.

Consiglio della nonna
Se usate i lupini in salamoia, scolateli e risciacquateli bene prima di assaggiarli. Eliminerete il liquido di governo e parte del sale, lasciando emergere il sapore del legume.

In questi giorni li ho messi al centro di tre piatti molto diversi: una vellutata con i gamberi, un couscous con verdure e un hummus da spalmare. È stato un piccolo promemoria culinario: lo stesso ingrediente può risultare delicato, fresco oppure speziato cambiando soltanto consistenza e abbinamenti.

Per collocarli nella loro famiglia potete partire dalla guida che spiega quali sono i legumi e come cucinarli. Se invece volete costruire pasti più vari, trovate altri spunti nella guida alle proteine vegetali.

I lupini sono semi commestibili della famiglia delle leguminose. Quelli venduti in salamoia sono già cotti e trattati per eliminare il sapore amaro dovuto agli alcaloidi presenti nel seme. Basta scolarli, risciacquarli e decidere se lasciare o togliere la buccia. Hanno una consistenza compatta, un gusto sapido e un buon contenuto di proteine e fibre. I valori cambiano però tra prodotto secco, cotto, conservato e trasformato in farina: per questo i numeri riportati in etichetta sono più utili di una percentuale valida per ogni confezione.

In cucina funzionano come snack, ma non solo. Frullati con olio, limone e una parte liquida danno creme dense; tritati aggiungono corpo a insalate e couscous; interi completano piatti con ortaggi e cereali. Quelli secchi richiedono istruzioni precise, mentre i semi già cotti sono la soluzione più pratica per l’uso quotidiano. Non sono una cura per il diabete né un rimedio contro il colesterolo, ma possono trovare spazio in una dieta varia, con porzioni adatte alla persona. Sono privi di glutine per natura, mentre il lupino stesso è un allergene: chi ha un’allergia deve evitarlo e chi è allergico alle arachidi deve parlarne con il proprio specialista.

Cosa sono i lupini e come arrivano in tavola

Dal baccello a un alimento pronto da usare

Il lupino appartiene al genere Lupinus e produce baccelli che racchiudono semi tondeggianti e appiattiti. In Italia conosciamo soprattutto il lupino bianco, legato da tempo alle regioni affacciate sul Mediterraneo. Il consumo come snack ha finito per nascondere la sua natura: non è frutta secca, ma un legume come ceci, fagioli, fave e lenticchie.

Il seme appena raccolto non è pronto da mangiare. Alcune varietà contengono più alcaloidi, responsabili di un’amarezza marcata e di possibili effetti indesiderati. Per arrivare sulla tavola i lupini devono quindi provenire da varietà destinate all’uso alimentare ed essere lavorati nel modo indicato dal produttore. Quelli già cotti e confezionati hanno completato questo trattamento.

In salamoia, secchi oppure macinati

I lupini in salamoia sono la scelta più semplice per le ricette di ogni giorno. Hanno una polpa soda e leggermente farinosa, mantengono bene la forma nelle insalate e diventano cremosi nel frullatore. La buccia è commestibile, ma si può eliminare quando si desidera una crema più liscia o una consistenza più gentile.

I lupini secchi richiedono invece ammollo, cottura e, quando previsto, un trattamento per togliere l’amaro. La farina di lupini è ancora un altro ingrediente: si usa in piccole percentuali negli impasti, nelle pastelle e nelle preparazioni ricche di proteine, ma non sostituisce da sola una farina panificabile.

Proprietà dei lupini, tra proteine e fibre

I valori cambiano con il prodotto scelto

Il lupino si distingue tra i legumi per il buon apporto proteico e per la presenza di fibre. Offre inoltre grassi in prevalenza insaturi e quantità contenute di zuccheri. Il CREA dedica al lupino un approfondimento che ne mette in luce il valore nutrizionale e il possibile impiego come alternativa ad altre fonti vegetali.

Non bisogna però trasferire al vasetto i valori del seme secco o della farina. L’acqua assorbita durante la lavorazione cambia le quantità per 100 grammi, mentre la salamoia aumenta il sodio. Confrontate quindi le etichette e controllate soprattutto proteine, fibre e sale. Per uno spuntino può bastare una piccola ciotola; in una ricetta la quantità dipende invece dal ruolo che il legume svolge nel piatto.

Lupini e diabete: cosa possiamo dire davvero

Il rapporto tra lupini e diabete interessa molti lettori, ma va raccontato senza trasformare un alimento in una terapia. Proteine e fibre possono rendere un pasto più saziante e aiutare a comporlo con meno zuccheri semplici, soprattutto quando il legume prende il posto di snack dolci o ingredienti più raffinati. Il risultato dipende comunque dalla porzione e da tutto ciò che viene mangiato insieme.

Non esiste quindi un “antidiabetico naturale” da mettere nel piatto. Chi deve controllare la glicemia può valutare i lupini come uno dei tanti legumi disponibili, scegliendo prodotti poco salati e abbinandoli a verdure, olio extravergine e una quantità adatta di cereali. Terapia, farmaci e piano alimentare restano invece materia del medico e del professionista che segue la persona.

Te lo dico io
Il vantaggio più concreto non sta in una promessa miracolosa, ma nella praticità: un vasetto ben risciacquato permette di aggiungere proteine vegetali a un pranzo in pochi minuti.

Come preparare i lupini secchi senza rischi

Prima controllate varietà e indicazioni

Non tutti i lupini secchi richiedono lo stesso procedimento. Le varietà dette dolci hanno quantità più basse di alcaloidi, mentre quelle amare devono essere sottoposte a un trattamento più lungo. Per la cucina di casa acquistate soltanto semi destinati all’alimentazione e dotati di istruzioni chiare; non usate semi da semina o prodotti di origine incerta.

  • Leggete la confezione e verificate se si tratta di lupini dolci, già trattati oppure da sottoporre a un procedimento per togliere l’amaro.
  • Sciacquate i semi ed eseguite l’ammollo per il tempo indicato, usando abbondante acqua fresca.
  • Scolate e cuocete in acqua nuova seguendo i tempi del produttore, fino a quando la polpa diventa tenera.
  • Proseguite il trattamento soltanto se previsto in etichetta, cambiando l’acqua con la frequenza e per i giorni indicati. La sola bollitura non rende adatta ogni varietà.
  • Non consumateli se conservano un’amarezza netta o se le istruzioni sono incomplete. In caso di dubbio scegliete lupini già cotti e trattati.

L’ammollo, la cottura e i cambi d’acqua non sono passaggi decorativi: servono a lavorare il seme nel modo corretto. Non consiglio quindi un tempo unico valido per ogni confezione. La varietà e il trattamento già eseguito cambiano il procedimento, mentre l’etichetta identifica il prodotto che avete davvero acquistato.

Quelli in salamoia sono la scelta più pratica

Per hummus, vellutate e insalate conviene usare lupini già cotti. Scolateli, risciacquateli con cura e assaggiatene uno prima di condire: capirete subito quanta sapidità è rimasta. Se la ricetta richiede una crema fine, incidete la buccia e fate scivolare fuori il seme con una lieve pressione.

Dopo l’apertura conservateli in frigorifero, coperti dal loro liquido oppure secondo quanto indicato sulla confezione. Usate sempre utensili puliti e rispettate i tempi riportati dal produttore. Se cambiano odore, colore o consistenza, non assaggiateli per verificarne lo stato.

Come usare i lupini nelle ricette

Dallo snack alle creme da spalmare

Interi sono adatti all’aperitivo e alle insalate; tritati grossolanamente danno corpo a ripieni, polpette e couscous. Frullati acquistano una consistenza vellutata che accoglie bene tahina, succo di limone, olio extravergine, erbe fresche e spezie. Se la crema resta troppo soda, aggiungete l’acqua poco alla volta: versarne troppa insieme rende difficile recuperare la giusta densità.

Le tre ricette preparate per questo percorso mostrano bene la loro versatilità. Nella vellutata accompagnano la dolcezza dei gamberi; nel couscous aggiungono consistenza a mais, pomodorini e olive; nell’hummus diventano una base cremosa dal gusto più deciso rispetto ai ceci. Potete provare anche i falafel con lupini, da servire con verdure e una salsa fresca.

Gli abbinamenti che li valorizzano

Il loro sapore ama le note acide e fresche. Limone, lime, pomodoro e aceto ben dosato alleggeriscono la parte farinosa; prezzemolo, erba cipollina, menta e finocchietto aggiungono profumo. Paprika, curry e peperoncino funzionano bene nelle creme, mentre olive e capperi vanno dosati tenendo conto del sale già presente.

Con i cereali si ottengono piatti più completi e piacevoli. Riso, mais, grano saraceno, miglio e couscous adatto alle proprie esigenze offrono una base neutra; ortaggi croccanti e foglie fresche creano contrasto. Con pesce e crostacei conviene mantenere il condimento pulito, perché la sapidità del lupino non copra i sapori più delicati.

Lupini, glutine e allergie: le attenzioni utili

I semi di lupino non contengono glutine per natura. Nei prodotti confezionati, nelle farine e nelle preparazioni con più ingredienti bisogna però controllare l’etichetta e scegliere una confezione con dicitura adatta quando si cucina per una persona celiaca. Anche il couscous richiede attenzione: quello tradizionale deriva dal frumento, mentre le versioni senza glutine devono essere dichiarate come tali.

Il lupino è però esso stesso un allergene soggetto a dichiarazione obbligatoria. Il Ministero della Salute spiega le regole dedicate agli allergeni alimentari. Può inoltre verificarsi una reazione crociata con le arachidi: chi è allergico alle arachidi non deve fare prove autonome, ma chiedere indicazioni all’allergologo.

Anche per il nichel non è corretto dare un via libera generale. La tolleranza può cambiare da persona a persona e dipende dalla quantità e dall’insieme del pasto. Se seguite un percorso alimentare specifico, valutate il consumo con il professionista che vi conosce.

Errore da evitare
“Vegetale” e “senza glutine” non significano adatto a chiunque. Il lupino non contiene glutine, ma resta un allergene e deve essere indicato chiaramente negli ingredienti.

Acquisto e conservazione senza sprechi

Quando acquistate un vasetto controllate l’integrità della chiusura, la data e la quantità di sale. Preferite confezioni che permettano di vedere bene i semi: dovrebbero apparire interi, di colore uniforme e immersi nel liquido. Una volta scolati, preparate soltanto la dose necessaria e lasciate il resto nella confezione seguendo le indicazioni del produttore.

Se avanzano lupini già risciacquati, conservateli in un contenitore pulito e chiuso in frigorifero e consumateli in breve tempo. Una crema condita con limone e olio va trattata come un alimento pronto: tenetela al freddo e servitela con utensili puliti. Organizzare piccole porzioni evita che un ingrediente tanto pratico finisca dimenticato in fondo al frigorifero.

FAQ frequenti sui lupini

La buccia dei lupini si può mangiare?

Sì, la buccia è commestibile. Potete lasciarla negli snack e nelle insalate oppure eliminarla per ottenere hummus e vellutate più lisci. Chi è sensibile alle fibre può provare una piccola porzione di semi sbucciati e valutare la propria risposta.

I lupini si possono congelare?

Le creme e le preparazioni cotte possono essere congelate in piccole porzioni, se tutti gli ingredienti lo consentono. I semi interi possono diventare più morbidi dopo lo scongelamento; per questo, se li userete in insalata, è meglio conservarli in frigorifero e rispettare i tempi della confezione.

Sono Tiziana e continuo a considerare i lupini un ingrediente semplice solo in apparenza: basta cambiare taglio, consistenza o nota aromatica per portarli dall’aperitivo al piatto principale. È proprio questa capacità di trasformarsi che li rende utili nella cucina di ogni giorno.

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Riproduzione riservata
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2 commenti su “Lupini: proprietà, come mangiarli e idee in cucina

  • Gio 2 Gen 2020 | Dina Ottagi ha detto:

    Non viene menzionato il contenuto di nichel, espressamente chiesto.
    Mi farebbe piacere saperlo. Grazie

    • Ven 3 Gen 2020 | Tiziana Colombo ha detto:

      Secondo molti professionisti si possono consumare solo fave, ceci e lupini in caso di intolleranza al nichel. Io li mangio un paio di volte al mese senza disturbi.

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