A “la salute vien mangiando” parliamo di insulino-resistenza

Sacha Sorrentino, biologo nutrizionista di IMBIO, ci ha aiutato a scoprire un po’ di più sull’insulino-resistenza nel corso della scorsa puntata de “la salute vien mangiando”.

Parlando di questi temi, una premessa è doverosa, lo zucchero non è necessariamente un male, anzi è un elemento di fondamentale importanza per il nostro corpo perché ci fornisce l’energia che abbiamo bisogno per vivere.

Detto questo, ci sono casi in cui l’assunzione di zuccheri può essere dannosa, come appunto in una situazione d’insulino-resistenza; quando, cioè, le cellule del corpo non rispondono più all’azione dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas grazie al quale avviene il trasporto degli zuccheri dal sangue alle cellule e la conseguente diminuzione degli zuccheri (glucosio) nel sangue, o, meglio, della glicemia.

Se l’azione dell’insulina diventa inefficace, siamo in una situazione d’insulino-resistenza da parte delle nostre cellule.

Come si arriva a questa condizione? I fattori principali che causano l’insulino-resistenza sono: abuso di grassi e di zuccheri, predisposizione genetica e scarsa attività fisica. Condizioni che caratterizzano sempre di più il nostro modo di vivere. Infatti, gli specialisti registrano un costante aumento delle persone che accusano insulino- resistenza (ben il 6% della popolazione italiana), anche tra i più piccoli.

E proprio su questi ultimi che si dovrebbe intervenire da subito per modificare le abitudini alimentari, partendo da quelle dei genitori. Il dott. Sorrentino consiglia a tutte le mamme e ai papà di non cedere alla tentazione di dare ai propri bambini merendine confezionate ma di sforzarsi di fare assumere loro frutta, verdura e frullati.

L’alimentazione rappresenta l’arma principale che abbiamo per difenderci dalla cattiva assimilazione degli zuccheri. È necessario limitare il consumo di cibi e bevande zuccherate e grasse, diminuire il consumo di alcool e di cibi raffinati. Per contro, dobbiamo consumare più cibi naturali, frutta e verdura prima di tutto e prodotti integrali.

A questo, vanno aggiunti almeno 20-30 minuti di attività fisica al giorno, aerobica è meglio, come sottolinea il dott. Sorrentino. Perché la sedentarietà, quasi quanto una cattiva alimentazione, determinano lo sviluppo dell’insulino- resistenza.

C’è, poi, un altro strumento utile per la prevenzione, che deve essere fatta e prescindere dell’età, si tratta del test genetico, consigliato soprattutto nei casi di ereditarietà, cioè nel caso in cui in famiglia ci siano persone con diabete di tipo 2 e, quindi, come accennato, si corre un maggior rischio. Tramite questo semplice e veloce test è possibile sapere la nostra predisposizione al diabete di tipo 2 e prendere, quindi delle precauzioni.

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