Pomodori secchi ripieni, antipasto sempre pronto

Pomodori secchi ripieni
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Dall’orto a un antipasto gustoso a base di pomodori secchi ripieni

Quest’anno, il nostro orto ha prodotto pomodori in quantità industriale! Un po’ li abbiamo usati per fare la salsa per tutto l’inverno, un po’ li abbiamo fatti in insalata o ripieni, e un po’ li abbiamo conservati in un altro modo come ci ha consigliato la zia Zella, che aveva insegnato a mia sorella a farli essiccare. Così è nata anche l’idea dei pomodori secchi ripieni di cui vi voglio parlare oggi.

Gustosi e genuini, si presentano come un antipasto perfetto, ma anche come un valido contorno. Naturalmente, preparati in casa sono molto più buoni di quelli che compriamo già fatti e ci danno molta più soddisfazione. Per tutte queste ragioni, ho deciso di condividere la ricetta e la mia esperienza con tutti voi.

Ecco quello che abbiamo fatto…

Abbiamo preso dei pomodori maturi e sani, li abbiamo lavati bene, tagliati per lungo, cosparsi di sale e disposti sulle griglie dell’essiccatore . Le qualità più adatte per la preparazione di oggi, sono il datterino, il ciliegino, il piccadilly e il San Marzano, e in ogni caso lo spessore del pomodoro tagliato a metà non dovrebbe essere superiore a un centimetro. Giù a Bitonto, la zia fa l’essiccazione dei pomodori al sole, ma anche nel forno si ottengono dei buoni risultati.

Seguite anche voi i precedenti passaggi e, quando serve, rinvenite gli ortaggi secchi e immergeteli in una miscela di acqua calda e aceto per circa mezz’ora. Solitamente, va messa la stessa proporzione di liquidi e di pomodori. Questi sono i primi passi per preparare i pomodori secchi ripieni. Io utilizzo l’aceto di riso e questo trucchetto serve a non coprire troppo il sapore delicato del pomodoro.

Pomodori secchi ripieni

Oltre a conferire un buon aroma ai pomodori, l’aceto è indispensabile per creare un ambiente acido, che aiuta a scongiurare da ogni pericolo di eventuale contaminazione. Sempre la zia Zella, ci ha indicato come conservare i pomodori secchi, ma anche già ripieni. Dice che sono ottimi serviti con l’aperitivo, serviti su crostini di pane e decorati a piacere con foglie di basilico. Sicuramente, non ha torto… Li abbiamo provati e si sono rivelati un successo!

Pomodori secchi ripieni: le proprietà e il nutrimento

A questo punto, non mi resta che dirvi brevemente cosa state portando in tavola. Sì, naturalmente una grande bontà, ma anche ottimi nutrienti, quali vitamine, minerali e antiossidanti. Secondo recenti ricerche, condotte all’Università di Montreal, un’alimentazione ricca di pomodori può aiutare a ridurre i rischi di tumore al pancreas.

È al tempo stesso un frutto e una verdura, e anche un aroma importante. Probabilmente è originario delle regioni nordoccidentali del Sudamerica ma molto prima che Colombo scoprisse l’America era stato portato in Messico e acclimatato. Fu portato in Europa dagli spagnoli che evidentemente lo adoperavano, ma per il resto in Europa fu guardato dapprima come una curiosità, e spesso ritenuto velenoso. Forse perché appartiene alla stessa famiglia della belladonna, forse perché, in realtà, talune parti verdi della pianta sono velenose.

Oggi il pomodoro si coltiva in pratica in ogni paese del mondo, sia nei climi tropicali sia in quelli temperati, ma ce ne sono infinite varietà e l’aroma cambia in modo notevole, come il quantitativo d’acqua che contengono. In certi mercati europei oppure in posti isolati capita a volte di trovare dei pomodori piccoli e d’aspetto misero, tutti rugosi e con forme strane, che hanno però un aroma incomparabile. Purtroppo invece le qualità più adatte al commercio, che sembrano buone e sopportano il trasporto, hanno spesso un aroma inferiore. Cosi, come altra frutta e verdura, i pomodori non si dovrebbero comprare giudicando solo dall’apparenza. Alcune varietà di pomodori, come quelli a forma di prugna tanto coltivati in Italia, si prestano a particolari scopi, come a essere inscatolati o a trasformarsi in una salsa.

Durante l’inverno sui banchi dei mercati di certi paesi mediterranei si vendono delle conserve di pomodoro molto grossolane, vendute di solito in vecchie bottiglie da vino. Queste conserve sono spesso sapide e gustose, e talvolta hanno. un tipico sapore di fumo che si avverte distintamente nei cibi locali; cosi i piatti mediterranei che si fanno a casa con ingredienti più raffinati non hanno sempre lo stesso sapore.

Ed ecco la ricetta dei  pomodori secchi ripieni

Ingredienti per 4 vasi da 250 gr. cad.

  • 800 gr di pomodori secchi
  • 8 dl di aceto di vino bianco
  • 100 gr di olive nere snocciolate
  • 2 cucchiai di capperi sottaceto
  • qualche acciuga sott’olio
  • q.b. origano fresco
  • 3 dl olio extravergine d’oliva
  • 2 cucchiai di sale grosso

Preparazione

Sciacquate i pomodori secchi, poi sbollentateli per 2 minuti nell’aceto, miscelato con 2 dl di acqua e 2 cucchiai di sale. Sgocciolateli e lasciateli asciugare bene su un telo di lino.

Tritate le olive, le acciughe,i capperi sgocciolati e l ‘origano, ben lavato e asciugato. Su metà dei pomodori mettete un poco del composto, poi copriteli con i pomodori rimasti.

Sistemateli nei barattoli, versate l’olio, agitate leggermente per fare uscire tutte le bolle d’aria, quindi sigillate con il tappo. Sterilizzate facendo bollire per 20 minuti i barattoli, completamente coperti d’acqua. Fate raffreddare, asciugate i barattoli e applicate l’etichetta con la data di preparazione. Lasciate insaporire 4-5 giorni.

I pomodori secchi si mantengono bene per 2-3 mesi in un luogo fresco, asciutto e buio. Una volta aperti, bisogna tenerli in frigorifero e consumarli entro 7 giorni.

4/5 (1 Recensione)

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23-08-2013
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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