Persicata, un dolcetto che riempie l’aria di ricordi

httpswww.nonnapaperina.it201211persicata-un-piccolo-dolcetto
Commenti: 0 - Stampa

Cos’è la persicata?

Oggi vi presento la persicata, un dolce tipico della tradizione bresciana. Si mangia come delle caramelline, ma è certamente più genuina e più buona. Anche perché è realizzata con un paio di ingredienti: le pesche, lo zucchero di canna e lo zucchero a velo. Di base, la persicata è una specie di marmellata o gelatina raffreddata e solidificata, tagliata in modo da poter essere consumata in un sol boccone. Fa parte della tradizione gastronomica della città di Brescia ed è molto diffusa in Lombardia, ma nel resto d’Italia è poco conosciuta. D’altronde è legata in maniera viscerale al territorio. In primo luogo perché di norma andrebbero utilizzate solo le pesche di Collebeato. Secondariamente perché attorno alla persicata si sono sviluppate alcune suggestive leggende. La più importante racconta della sua origine. Si narra, infatti, che la persicata sia stata inventata da una signora addolorata per la partenza del figlio in guerra.

Dal momento che il giovane era goloso di pesche, la signora ha “inventato” un modo per fargliele avere prima che andassero a male. In effetti, la persicata si conserva a lungo in virtù di un trattamento particolare. La prima parte della ricetta è simile a quella della marmellata, la seconda prevede una fase di “lieve essiccazione”, che riduce i liquidi pur preservando la morbidezza. Non è difficile preparare la persicata, ma è necessario rispettare modi e tempi. Dovreste porre la massima attenzione al rapporto tra pesche e zucchero. Se desiderate una pesca equilibrata, il rapporto (in termini di peso) dovrebbe essere di due a uno a favore delle pesce. Se desiderate una persicata più dolce, dovreste utilizzare 800 grammi di zucchero per ogni chilo di pesche. Anche la fase di essiccazione è ben circoscritta. Essa deve avvenire in un ambiente molto caldo e durare per una settimana scarsa.

Tutta la bontà delle pesche

La persicata è un dolcetto a base di pesche. Ma quali pesche scegliere? In commercio si trovano numerose varianti, che si differenziano per la consistenza, per il gusto, per le dimensioni. Di base andrebbero impiegate le pesche di Collebeato, che si fanno apprezzare per la dolcezza e la succosità. Se però non potete reperirle, ripiegate sulle “normali” pesche nettarine. Esse sono l’ideale per la persicata in quanto sono succose e abbastanza compatte. In virtù di ciò, si cuociono in maniera uniforme. Inoltre, il sapore è particolare e leggermente diverso dalle pesche classiche. In questo caso la quantità di zucchero è leggermente inferiore alle pesche gialle, ma è comunque abbondante. Per quanto concerne le proprietà nutrizionali, non si differenziano granché dalle altre varietà. Ciò è un bene, se si considera che la pesca in generale è molto nutriente.

In primo luogo è ricca di vitamina C, una sostanza che rafforza il sistema immunitario. Contiene anche delle sostanze che facilitano l’assorbimento della vitamina A, fondamentale per la salute della vista. Ottimo è anche l’apporto delle altre vitamine, tra cui spiccano la K e la E. La prima regola il grado di densità del sangue, mentre la seconda aiuta a prevenire il cancro. L’apporto calorico, a dispetto dell’abbondanza di zuccheri, è contenuto: siamo sulle 20-30 kcal per 100 grammi. L’unica controindicazione delle pesche riguarda proprio gli zuccheri. I diabetici, infatti, dovrebbero consumarle con estrema moderazione. Ritornando alle pesche nettarine, la buccia è liscia, simile a quella della mela e molto aderente. Per questo motivo è bene sbollentarle un attimo. Il calore, infatti, separa la buccia dalla polpa e rende più semplice la pelatura.

persicata

La persicata, non solo è solo pesche

Uno dei pregi della persicata è la presenza di pochi ingredienti, che facilita la preparazione. Di base, come ho già specificato, si usano pesche e zucchero. Quale zucchero è opportuno usare? Non è una domanda di poco conto se si considera che in giro vi sono molte varianti. La scelta è generalmente tra il bianco, il bruno, il semolato e lo zucchero fine. In questo caso è bene scegliere lo zucchero bianco, che ha un sapore più neutro. Il bruno, invece, sa di caramello poiché contiene residui di melassa. Inoltre, se sottoposto a cottura, la melassa tende a staccarsi e a produrre sgradevoli residui. Per la grana è bene optare per lo zucchero semolato, può sembrare paradossale, ma si amalgama meglio con gli altri ingredienti.

Lo zucchero interviene anche nella fase finale, ovvero durante la guarnizione. Alcuni impiegano lo zucchero bianco, ma io opto per quello a velo, che garantisce un sapore più delicato. Se proprio non resistete al sapore di caramello, potete integrare in questa fase lo zucchero bruno di canna, piuttosto che in fase di cottura. Alcune varianti prevedono l’uso del succo di limone, da integrare prima dello zucchero. Potete aggiungerlo, certamente, ma sappiate che la persicata risulterà meno zuccherina e più acidula. Ad alcuni questo cambiamento piace, visto che conferisce comunque un sentore ulteriore alla persicata.

Ecco la ricetta della persicata:

Ingredienti per 1 teglia:

  • 1 kg. di pesche nettarine ben mature e morbide,
  • 500 gr. di zucchero bianco,
  • q. b. di zucchero a velo.

Preparazione:

Lavate con cura le pesche nettarine sotto l’acqua corrente fredda, poi sbollentatele per qualche secondo in acqua bollente in modo che la buccia inizi a staccarsi dalla polpa. Sbucciate le pesche (ora dovrebbe risultare molto facile), tagliatele in due ed estraete il nocciolo. Passate la polpa al setaccio, poi versatela in una pentola. Ora accendete il fornello a fiamma medio-bassa e iniziate a cuocere mescolando in continuazione. Versate lo zucchero non appena la polpa inizia a sfrigolare. Mi raccomando, non smettete di mescolare per evitare che il composto si attacchi alla pentola.

Dopo 10 minuti di cottura, spegnete il fuoco e distribuite per bene il composto su una teglia bassa. Lo spessore non dovrebbe superare i 2-3 centimetri. Togliete dal fuoco, poi fate raffreddare e riposare la teglia con il composto in un ambiente caldo per 6-7 giorni. Trascorso questo lasso di tempo, il composto dovrebbe essersi solidificato. A questo punto non rimane che ritagliare dei quadratini sottili dalla confettura solida e arricchirli con lo zucchero a velo su ogni lato.

5/5 (48 Recensioni)

Seguimi sui social

Mi trovi su quasi tutti canali social come Nonnapaperina. Se prepari una mia ricetta e la pubblichi su Instagram o Facebook, aggiungi l’hastag #nonnapaperina, taggami e sarò felice di riconviderla nelle mie storie.

Ho intenzione di creare una raccolta con tutte le ricette che verranno proposte da voi e non abbiate paura. Non sono una chef professionista e non mi permetterò di non criticare niente e nessuno!!! Don’t worry be happy.

Buon lavoro e aspetto la tua ricetta! E se hai bisogno di qualche consiglio non esitare.

CONDIVIDI SU

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Creme caramel

Crème caramel, un classico della cucina francese

Crème caramel, un dolce delizioso e apprezzato da tutti Oggi vi parlo della crème caramel, uno dei dolci al cucchiaio più conosciuti d’Europa associato alla cucina francese, d’altronde il...

Cupcakes per Halloween

Cupcake per Halloween, idee per una festa perfetta

Cupcake per Halloween, un impasto anti intolleranze Oggi vi presento due varianti di cupcake per Halloween, due modi per vivacizzare una festa che pone al primo posto la “presenza scenica”, come...

Fantabudino di zucca

Fantabudino di zucca, il dessert perfetto per Halloween

Fantabudino di zucca, un dessert facile da preparare Ve ne sarete già accorti spulciando la foto, il fantabudino di zucca è un dolce, o per meglio dire un dessert, non solo buono ma anche...

Cioccolata calda con marshmallow

Cioccolata calda con marshmallow, una pausa golosa

Cioccolata calda con marshmallow, un abbinamento perfetto La cioccolata calda con marshmallow è una bevanda ottima per i pomeriggi invernali, o per una pausa all’insegna della dolcezza e del...

Charlotte con crema di castagne

Charlotte con crema di castagne, una deliziosa scoperta

Charlotte con crema di castagne, sapori d’autunno Oggi vi presento la charlotte di castagne (o meglio con crema di castagne), una torta davvero speciale e in grado di conquistare occhi e palato....

budino sbagliato

Il budino sbagliato di Carlo Cracco per stupire...

Il budino sbagliato, quando la creatività incontra la tradizione Il budino sbagliato è una ricetta di Carlo Cracco, il famoso chef stellato ha deciso di interpretare liberamente la ricetta del...


Nota per l’intolleranza al nichel

Note per chi deve seguire una dieta a Basso contenuto di nichel. Da leggere attentamente! Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione e a basso contenuto di Nichel e fare attenzione a tutto quello che ci circomda. Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per dieta vegetariana

La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. A i tanti vegetariani che mi scrivono sul sito, su Facebook, su Instagram etc dicendomi di eliminare la carne dal sito voglio dire una cosa: ci sono categorie di persone, che anche volendo, non possono seguire la dieta vegetariana. Un esempio pratico sono gli  intolleranti al nichel. Il nichel è presente in quasi tutta la frutta e la verdura. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


19-11-2012
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del web, mi conoscono come Nonnapaperina.

Leggi di più

Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?
logo_print
Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato sulle novità

Iscriviti