Pitaya o frutto del drago, un frutto davvero unico

Pitaya
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Pitaya o frutto del drago, una bella scoperta

Pitaya, pitahaya, frutto del dragone o dragon fruit. A prescindere da come lo si chiami questo frutto si rivela sempre una bella scoperta. Io l’ho scoperto proprio durante le mie vacanze invernali alle Maldive, che mi hanno riservato molte sorprese in ambito culinario. Come il fico d’India, la pitaya e’ il frutto di una particolare specie di cactus, appartenente alla famiglia delle cactaceae. E’ molto popolare in Sud America oltre ad essere coltivato anche in Vietnam, Thailandia, Malaysia, Taiwan e recentemente introdotto a Burgos (Llocos Norte), nel nord delle Filippine.

Esistono due varietà di pitaya: la pitaya gialla, originaria della Colombia e la pitaya rossa di origine vietnamita. La pianta è un arbusto provvisto di grandi e bellissimi fiori bianchi che si aprono solo la notte e durano un solo giorno. Ad un mese circa dalla fioritura il frutto è pronto per la raccolta. Prima della completa maturazione la pitaya e’ verde e ricoperta da minuscole ed affilate spine che vengono tolte prima della sua diffusione sul mercato. La varietà’ gialla assomiglia ad una pigna sottile, mentre quella rossa ha una forma più’ rotonda. Sulla buccia, inoltre, presenta delle lingue verdi allungate che avvolgono il frutto.

Pitaya

La polpa e il gusto di questo splendido frutto tropicale

La polpa all’interno può’ essere sia bianca che rossa, con tanti minuscoli semi neri commestibili. Il frutto ha una consistenza morbida con un gusto dolce, delicato e abbastanza aromatico. E’ presente sul mercato tutto l’anno e si conserva a temperatura ambiente per una decina di giorni. In cucina, dopo essere stata tagliata a metà’, si consuma con un cucchiaino, oppure condita con zucchero e limone.

Rappresenta un ottimo dessert fresco, ma viene utilizzata anche per preparare cocktail e frullati, dando loro un colore ed un gusto veramente particolare. Con la polpa si prepara una succosa bevanda chiamata “agua de pitaya“. Per quanto riguarda le proprietà benefiche, la pitaya è un frutto ricco di sali minerali ed ha un effetto leggermente lassativo. Infine il suo apporto calorico è molto basso.

Le principali caratteristiche del frutto del drago

La pitaya rossa, per via della sua strana forma, viene comunemente denominata il frutto del drago rosso”. Si tratta di un particolare frutto esotico, appartenente alla famiglia delle piante grasse. Ha origini nelle aree dell’America centrale, ma viene coltivata in Australia, in Cina e nel sud-est asiatico.

Il peso medio di questo frutto si aggira tra i 150 e 600 grammi. Come si può notare dall’immagine, la sua forma è ovale, mentre la sua polpa è cremosa e contiene tanti semi commestibili che possono essere utilizzati in cucina per diverse ricette. In circolazione vi sono ben 25 tipologie di pitaya. Quella rossa, in genere, si sviluppa in tempi più ristretti rispetto alla tipologia di colore giallo.

I principali valori nutrizionali di questo frutto

Il consumo di pitaya rossa assicura un bel carico delle principali vitamine: A, C  e quelle che fanno parte del gruppo B (B1 e B3). La vitamina A fa bene alla vista, la vitamina C al sistema immunitario, mentre quelle del gruppo B garantiscono benefici vari che riguardano più organi. È importante anche il contributo di proteine, un elemento non scontato quando si parla di frutta. Le sostanze contenute in questo frutto agiscono in modo tale da restituire un certo equilibrio all’attività del nostro intestino, rafforzano le difese dell’organismo e rendono più vigoroso il ruolo degli anticorpi contro virus e batteri. Il contenuto di calorie in 100 grammi di pitaya rossa è davvero molto basso, infatti sono appena 36 kcal.

La presenza di importanti sostanze antitumorali, inoltre, consentono di proteggere in maniera efficace le cellule da eventuali attacchi di radicali liberi, che rendono più rapido il processo di invecchiamento cellulare. La pitaya rossa, inoltre, contiene una tipologia di sostanze che ottimizza il processo di purificazione da tossine e metalli pesanti. Le sostanze contenute nel frutto sono in grado anche di previene l’insorgenza di particolari patologie cardiache. La presenza di fosforo nella pitaya rossa è responsabile di un miglioramento delle facoltà mentali, e in particolar modo della memoria.Pitaya gialla

Pitaya gialla, non fatevi ingannare dalle apparenze

La pitaya gialla, a prima vista, è a dir poco strana. Il suo aspetto, molto simile a quello di un fiore spinoso, può trarre in inganno e non stimolarne il consumo. Ma non fatevi ingannare, infatti la pitaya è molto gustosa e, soprattutto, vanta importanti proprietà nutrizionali, che la rendono un ingrediente perfetto per dessert destinati a intolleranti e celiaci, ma anche a chi ha semplicemente voglia di mangiare in maniera salutare.

Il trattamento della pitaya gialla, il cui aroma è decisamente più delicato rispetto a quello della rossa, è davvero particolare. In questa fase, infatti, vengono rimosse le spine. Ma come riconoscere una pitaya matura da una che è ancora acerba? Per sapere se una pitaya è matura basta osservare la buccia, che deve essere gialla o rossa. Ovviamente non è la buccia gialla a rendere la pitaya speciale, l’unicità di questo frutto è legata soprattutto alla sua polpa. La polpa si contraddistingue per un gusto fresco, che ricorda molto quello di un sorbetto e viene reso ancora più particolare dalla presenza di numerosi semini eduli.

Come usare la pitaya in cucina?

La pitaya produce degli effetti diuretici e depurativi per il nostro corpo. Ciò, alla luce di tutte le qualità che ho elencato, la rende un alimento meritevole di attenzione. Il consumo a crudo è quello più indicato. Tuttavia, in alcuni casi, può anche essere abbinata con un tagliere di formaggi freschi. Considerato il suo sapore molto delicato, la pitaya può essere presa in considerazione anche per creare dei fantasiosi cocktail tropicali e dei gustosissimi frullati. Se soffrite di intolleranze alimentari, inoltre, abbiate cura di utilizzare formaggi senza lattosio, che sono buoni come quelli standard.

La pitaya in cucina viene utilizzata in molte preparazioni. Il suo sapore gradevole la rende adatta ad essere consumata come dessert, o in aggiunta a frullati e centrifugati. Il frutto si presta anche a sfiziosi e particolari condimenti. Avete mai provato una pitaya tagliata a metà con un po’ di zucchero e limone? Se la risposta è negativa vi invito a fare un piccolo esperimento o ad organizzare una bella sorpresa per i vostri amici per l’ora della merenda. Vi garantisco che rimarranno estasiati e si ricorderanno di un frutto dal sapore unico e, soprattutto, dalle tantissime proprietà benefiche.

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Nota per dieta vegetariana

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Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


15-01-2012
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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