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Antipasto piemontese, una ricetta per fine estate

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Antipasto piemontese
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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3.2/5 (5 Recensioni)

Antipasto piemontese, un classico da rivalutare

Oggi vi presento l’antipasto piemontese, una ricetta tipica della cucina del Piemonte. E’ conosciuta con tanti nomi, tra cui “giardiniera alla piemontese” e “conserva alla piemontese”. Tuttavia, la ricetta è sempre la stessa e si prepara nel medesimo modo da parecchi secoli. Si prepara un soffritto di cipolle, poi si cuoce un certo numero di verdure, secondo tempistiche diverse, e si conserva il tutto in vasetti colmi di aceto e olio. Il risultato è magnifico, un vero e proprio tripudio di vegetali. Come suggerisce il nome, può essere utilizzato a mo’ di antipasto, da accompagnare magari con delle bruschette. Tuttavia, può fungere anche da contorno per le carni arrosto, se non addirittura per le portate principali. Un abbinamento classico dell’antipasto piemontese è quello con il tonno all’olio di oliva, che va inserito nei vasetti e aggiunto al momento del consumo.

Il procedimento di questo antipasto è semplice, basta solo tenere sotto controllo il tempo di cottura e immettere le verdure al momento giusto. Lo scopo, infatti, è che tutte le verdure siano cotte bene e che abbiano la medesima consistenza. Per quanto concerne la conservazione, l’antipasto piemontese è pensato per durare, infatti può essere consumato entro un mese. Ovviamente, il liquido di conservazione va rabboccato ad ogni consumo.

Ricetta antipasto piemontese

Preparazione antipasto piemontese

Per preparare l’antipasto piemontese dovrete iniziare sterilizzando i tappi e i vasetti. Per far ciò basta bollirli in tanta acqua e separate i vasetti con degli stracci per non romperli. Poi lavate con cura le verdure e fatele a cubetti della medesima grandezza. I pomodori, tuttavia, incideteli in superficie e bolliteli per pochi secondi, infine pelateli. Ora ricavate un trito molto fine dalla cipolla e rosolatela in poco olio, poi aggiungete la foglia d’alloro, la noce moscata e i pomodori fatti a pezzettoni. Cuocete per 30 minuti, infine passate il tutto nel passaverdure e rimettete sul fuoco.

Ora aggiungete lo zucchero e le verdure a distanza di 10 minuti l’una dall’altra. Seguite magari questo ordine: sedano, carote, cipolline, fagiolini, cavolfiori e peperoni. Cuocete per altri 10 minuti dall’ultima verdura aggiunta, poi integrate mezzo bicchiere di olio, l’aceto e un bel po’ di sale grosso. Infine, mescolate con cura e versate l’antipasto caldo nei vasetti. Poi applicate il tappo con chiusura ermetica e fate raffreddare i vasetti a testa in giù. L’antipasto piemontese si conserva anche per un mese dalla preparazione, purché venga posto in un luogo buio e lontano dal calore e una volta aperto deve essere consumato nel giro di due o tre giorni.

Al momento di servire aggiungete del tonno sott’olio ben sgocciolato, mescolate bene e servite nel piatto di portata.

Ingredienti antipasto piemontese

  • 1 chilo e mezzo di pomodori maturi
  • 250 gr. di verdure al netto di scarti (sedao; carote; cipolline; fagiolini; cavolfiori e peperoni)
  • mezza cipolla
  • 1 foglia di alloro
  • una grattatina di noce moscata (facoltativa)
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • mezzo bicchiere di aceto di vino
  • mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva
  • q. b. di sale grosso.un vasetto di tonno sott’olio

Quali verdure usare per l’antipasto piemontese?

La lista degli ingredienti dell’antipasto piemontese è molto lunga, ma per fortuna è composta da alimenti facili da reperire. Si parte dalla cipolla, con cui si realizza il soffritto. ll consiglio è di utilizzare le cipolle dorate, che sono aromatiche e quindi in grado di “sostenere” i sentori apportati dagli altri ingredienti. Per il resto sono nutrienti come le altre varietà, dunque ricche di antiossidanti e nutrienti come il calcio e lo zinco. Troviamo poi i pomodori, che sono un grande classico delle conserve. Il consiglio è di gettarli in padella già pelati, per far ciò basta incidere la superficie e sbollentarli per pochi secondi, poi si rimuove facilmente la buccia per effetto del calore. I pomodori aggiungono il classico colore rosso alla preparazione, oltre che un sapore unico e un sentore acidulo.

Antipasto piemontese

Importante è anche la presenza dei fagiolini, che vengono spesso ignorati dalle altre conserve sott’aceto e sott’olio. In questo caso i fagiolini impattano sul sapore e sull’aspetto nutrizionale. Infatti, sono alimenti completi, che apportano un po’ di carboidrati e tante proteine, oltre che al consueto bagaglio di vitamine e sali minerali. Vanno citati anche i peperoni, di cui andrebbero impiegate le varianti rosse, verdi e gialle per aumentare la vivacità del piatto. I peperoni, se vengono spellati, sono digeribili come tutte le altre verdure. Inoltre, sono poco calorici e ricchi di vitamina C, quasi più degli agrumi. Contengono ovviamente anche tanti sali minerali, e in particolare il potassio. Per il resto, l’antipasto piemontese conta sulle carote, sul cavolfiore, sulle cipolline e sul sedano.

Storia e origini dell’antipasto piemontese

L’antipasto piemontese ha una lunga storia che risale a secoli fa e riflette l’importanza delle tradizioni culinarie nella regione del Piemonte, nel nord-ovest dell’Italia. La cucina piemontese è caratterizzata da una grande varietà di ingredienti e influenze culinarie, e l’antipasto piemontese ne è un esempio emblematico.

Ecco una panoramica della storia dell’antipasto piemontese:

  • Origini storiche : L’antipasto, nella sua forma generale, ha radici antiche nella cucina italiana. L’idea di iniziare un pasto con piccoli assaggi di cibi diversi, spesso accompagnati da vino, risale all’antichità romana e mediterranea. Nel corso dei secoli, quest’usanza si è evoluta e si è adattata alle tradizioni culinarie regionali.
  • Influenze regionali : Il Piemonte è una regione ricca di influenze culinarie, grazie alla sua posizione geografica e alla sua storia. Nel corso dei secoli, il Piemonte è stato influenzato dalla cucina francese, grazie alla vicinanza alla Francia, nonché dalla cucina lombarda e piacentina. Queste influenze si sono riflesse nell’antipasto piemontese, che può includere elementi come i formaggi, i salumi e le conserve.
  • Prodotti locali di alta qualità : Il Piemonte è noto per la produzione di prodotti agroalimentari di alta qualità, come i formaggi, i salumi e il vino. Questi ingredienti sono diventati ingredienti chiave dell’antipasto piemontese, contribuendo a rendere questa pietanza così ricca e gustosa.
  • Tradizioni regionali : Le tradizioni culinarie variano da una zona all’altra del Piemonte. Ciò significa che l’antipasto piemontese può variare notevolmente in base alla località e alla stagione. Ad esempio, in alcune zone potresti trovare più tartufi, mentre in altre potresti trovare più funghi porcini.
  • Evoluzione nel tempo : Nel corso degli anni, l’antipasto piemontese è diventato una parte importante della cultura gastronomica del Piemonte. È spesso servito in occasioni speciali, durante le festività e nelle celebrazioni familiari. La creatività e l’abilità culinaria degli chef e dei cuochi casalinghi hanno contribuito a sviluppare e arricchire questa tradizione nel corso del tempo.

In breve, l’antipasto piemontese è un piatto che riflette la ricca storia culinaria della regione del Piemonte, con influenze regionali e internazionali che si fondono in un’esperienza gastronomica unica e deliziosa. È un modo affascinante di esplorare la cultura e la cucina di questa affascinante regione italiana.

E’ stato riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT). Questo riconoscimento sottolinea l’importanza e la tradizione culinaria di questa pietanza nella regione del Piemonte. I Prodotti Agroalimentari Tradizionali sono una parte significativa del patrimonio gastronomico italiano e rappresentano la varietà e la ricchezza delle cucine regionali italiane. Grazie a questo riconoscimento, l’antipasto piemontese può godere di protezioni e promozioni aggiuntive per preservare e promuovere la sua autenticità e tradizione.

Il contributo aromatico dell’alloro

Uno dei pregi dell’antipasto piemontese è la semplicità. A dispetto di tante altre conserve, non abbonda di aromi e tutto il sapore si regge sulle verdure. Gli unici ingredienti a supporto, infatti, sono il sale, l’alloro e lo zucchero. In realtà lo zucchero va inserito in una fase molto precoce della ricetta, ovvero quando si prepara la base con il pomodoro.

Il suo scopo non è prettamente di insaporire, bensì di contrastare la naturale acidità dell’ortaggio. D’altronde, è un trucchetto che si utilizza spesso anche quando si prepara il normale sugo per la pasta. Discorso diverso per l’alloro, che assolve a due scopi. In primo luogo aromatizza le verdure, trasmettendo sentori delicati, in grado di bilanciare la presenza di così tanti ingredienti diversi. In secondo luogo “allunga la vita” della conserva, in quanto esercita un’azione attiva nei confronti dei batteri.

Vale la pena spendere qualche parola in più per l’alloro, che è tra le piante aromatiche più preziose e allo stesso tempo più trascurate. E’ una risorsa della medicina naturale e occupa un posto speciale tra i classici “rimedi della nonna”. Se consumato sotto forma di infuso, per esempio, aiuta a rilassarsi e persino a combattere l’insonnia. Inoltre, è un formidabile digestivo in quanto risolve i casi di indigestione, specie se accompagnata dalla nausea.

Un erba aromatica molto utilizzata in cucina

L’alloro, conosciuto anche come “Laurus nobilis”, è un’erbacea aromatica dalle foglie verdi scure, lucide e coriacee, tipica della cucina mediterranea. Questa pianta è ampiamente apprezzata per il suo aroma caratteristico e la sua versatilità in cucina. Le foglie di alloro sono spesso utilizzate sia fresche che essiccate, aggiungendo un tocco di profondità e complessità ai piatti.

Ecco come l’alloro può essere utilizzato:

  • Aromatizzare brodi e salse: Le foglie di alloro sono spesso aggiunte a brodi, zuppe e salse durante la cottura. Il loro aroma sottile e leggermente piccante si diffonde lentamente nel piatto, arricchendolo di profumi.
  • Stufati e piatti a lunga cottura: L’alloro è un elemento comune in stufati, brasati e piatti a lunga cottura. Le sue foglie contribuiscono a creare sapori intensi e profondi, mentre la cottura lenta permette all’aroma di svilupparsi pienamente.
  • Condimento per carni e pesce: Le foglie di alloro sono spesso inserite sotto la pelle delle carni o pesci prima della cottura, donando loro un sapore sottile ma distintivo.
  • Salse e marinature: Le foglie di alloro possono essere aggiunte a salse, marinature e condimenti per carne, pesce o verdure, contribuendo a un sapore più complesso.
  • Risotti e piatti a base di riso: Le foglie di alloro sono occasionalmente utilizzate per aromatizzare risotti e piatti a base di riso, aggiungendo un tocco raffinato e profumato.
  • Bevande e liquori: L’alloro può essere utilizzato per aromatizzare bevande calde come il tè o liquori fatti in casa come il limoncello.
  • Ripieni e infornati: Le foglie di alloro possono essere inserite all’interno di ripieni per carne o verdure, contribuendo al sapore complessivo del piatto.

È importante notare che le foglie di alloro non sono commestibili e sono generalmente rimosse prima di servire il piatto, poiché possono risultare legnose e dure. Inserire poche foglie intere in un piatto durante la cottura è spesso sufficiente per ottenere il loro aroma distintivo. L’alloro è un ingrediente prezioso in cucina per arricchire il sapore dei piatti con la sua nota sottile e aromatica.

Ricette piemontesi ne abbiamo? Certo che si!

3.2/5 (5 Recensioni)
Riproduzione riservata

7 commenti su “Antipasto piemontese, una ricetta per fine estate

  • Dom 29 Gen 2023 | Anne Görblich-Baier ha detto:

    I am just learning Italian and try to improve my knowlede by translating and cooking your fantastic “ricette”.

    • Sab 11 Nov 2023 | Nadia Nesta ha detto:

      Buongiorno! Va consumato caldo o freddo? Grazie Nadia Nesta

      • Dom 12 Nov 2023 | Tiziana Colombo ha detto:

        Nadia si puo’ mangiare freddo tranquillamente. Io lo preferisco tiepido

  • Sab 15 Lug 2023 | Renato ha detto:

    Faccio questo antipasto da 30 anni ho avuto un enorme successo. Alle feste lo regalo agli amici. I barattoli finiti li faccio sterilizzare mezza ora. Durano oltre i 6 mesi. Il tonno lo metto direttamente nei componenti. Meraviglioso.

    • Sab 16 Set 2023 | ANTONINO PANZICA ha detto:

      Vero anche io regalo a i miei amici questa delizia che apprezzano tantissimo ,tanto da chiedermi di farne anche per loro

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