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La santolina, una pianta aromatica dai mille usi

santolina

La santolina dal punto di vista botanico

La santolina, o crespolina che dir si voglia, è una pianta arbustiva molto diffusa nei paesi che si affacciano sul mediterraneo. Si presenta con un fusto sottile e legnoso, che in genere non supera il mezzo metro. Le foglie sono molto piccole e di forma regolare. Sulla sommità della santolina pianta, specie in alcuni periodi dell’anno, si trovano delle cupoline di colore giallo, simili a quelle della margherita, ma del tutto prive di petali. L’impatto visivo è suggestivo e fa della santolina una pianta anche da decorazione. Ciononostante può essere definita “rustica”, infatti cresce spontanea un po’ ovunque.

Il merito di ciò è dovuto alle poche esigenze in termini di clima e di suolo. La santolina, infatti, sopporta il caldo e il freddo, pur rifuggendo dalle temperature estreme (superiori a 40 gradi e inferiore ai -10). Per quanto riguarda il terreno, sono preferibili suoli calcarei, ben drenati e sabbiosi. La santolina (Santolina Rosmarinifolia o Santolina Chamaecyparissus) è resistente anche ai parassiti o da malattie, in pratica ne è quasi immune. Fanno eccezione alcuni afidi in grado di attaccare le infiorescenze, e alcuni funghi come l’oidio. La loro azione, però, si limita ai periodi dominati dalle piogge intense.

La resistenza dell’erba aromatica santolina dipende soprattutto dalla concimazione, che va realizzata anche in funzione preventiva. La santolina è anche una pianta utile, infatti tiene lontane le tarme e funge da repellente per la stragrande maggioranza  degli insetti. A volte è utilizzata proprio nel caso di punture di insetti. In passato veniva utilizzata per profumare gli armadi e per allontanare i parassiti. Attualmente le sue applicazioni sono spiccatamente ornamentali e officinali.

Le proprietà nutrizionali della santolina

Di questa pianta viene utilizzata principalmente la scorza, la radice e le infiorescenze. L’ambito di utilizzo è per lo più terapeutico. In primis la santolina spicca per le proprietà digestive. Infatti, se preparata sotto forma di decotto, è in grado di risolvere i problemi lievi legati all’apparato digerente e stimolare la digestione. Può essere utile anche in caso di stitichezza, di meteorismo e flatulenza. La santolina è anche un discreto analgesico, soprattutto se i dolori hanno una provenienza circoscritta. Nella medicina naturale è attestata una certa efficacia della santolina nei confronti dei dolori mestruali e di natura psicosomatica.

Esercita, però, tante altre proprietà. Per esempio è un buon antispasmodico, dunque contribuisce al rilassamento dei muscoli. E’ uno stimolante, come il caffè e il tè, sebbene eserciti il suo effetto in un periodi di tempo più lungo. Inoltre è anche un discreto sedativo, se si utilizzano le infiorescenze, le cui proprietà assomigliano a quelle della camomilla. E’ anche un discreto antisettico e un buon vermifugo, dunque può giocare un ruolo nel contrasto alle infezioni. In generale la santolina è indicata per l’atonia gastrica, le coliche, la dismenorrea e gli stati ansiosi.

santolina

La santolina come pianta officinale

Abbiamo già accennato alle sue potenzialità in campo officinale. A tal proposito, però, vanno citate le due principali preparazioni che interessano la santolina, come qualsiasi altra pianta officinale: le tisane e i decottiMolto spesso i due termini vengono considerati sinonimi, ma fanno riferimento a due preparazioni distinte. La tisana viene realizzata per mezzo dell’infusione, ossia si porta ad ebollizione l’acqua, poi si spegne il fuoco e si immergono le infiorescenze della santolina per qualche minuto.

Il decotto, invece, prevede una bollitura della santolina insieme all’acqua. In buona sostanza si ha una specie di infusione a fuoco acceso. Questo metodo permette una più efficace trasmissione dei principi nutritivi, sebbene produca bevande dal sapore molto più forte e non sempre gradevole. In campo medicinale la santolina gioca un ruolo anche per l’uso esterno. In particolar modo da essa viene estratto un olio essenziale, che risulta efficace soprattutto in caso di prurito, dermatiti, eczemi e lieve scottature. Tale olio, infatti, svolge allo stesso tempo una funzione antinfiammatoria e disinfettante.

La santolina in cucina

La santolina può essere considerata anche un ingrediente da cucina, sebbene dalle nostre parti non sia particolarmente utilizzata in questo ambito. Le sue foglie possono essere impiegate come condimento per il pesce, un po’ come si è soliti fare con la menta. In particolare le foglie della santolina valorizzano appieno i secondi grigliati. Il suo sapore, tra il limonato e l’aromatico, valorizza le pietanze senza coprire gli altri ingredienti. Le cupoline e le foglie sono utilizzate come tisane e decotti, che possono essere considerate delle bevande non necessariamente di carattere terapeutico.

La santolina, come molte altre piante floreali, può essere anche essiccata. Di norma si essiccano solo le cupoline con un processo molto semplice, che non differisce da quello degli altri fiori. Si tratta, infatti, di appenderli a testa in giù in un luogo asciutto e ben areato (se possibile al buio). In alternativa, sempre in un luogo asciutto, è possibile porle su una superficie orizzontale in modo da formare un unico strato. Di norma è possibile essiccare i fiori anche al microonde, ma occorre fare attenzione a calcolare alla perfezione il tempo e la potenza dell’esposizione.

In questo caso l’essiccazione al microonde è comunque sconsigliata in quanto le cupoline della santolina sono molto delicate. Una volta essiccata può essere posta a mo’ di guarnizione di torte, mousse e panne cotte, in modo del tutto simile a quanto accade per alcune specie floreali, come la lavanda.

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