Succo di olivello spinoso e arancia, un cocktail delicato

Succo di olivello spinoso e arancia

Perché il succo di olivello spinoso e arancia non è un cocktail come tutti gli altri?

Il succo di olivello spinoso e arancia è un cocktail davvero particolare, in quanto fa ampio uso di ingredienti “insoliti” per un drink, e si basa su una combinazione molto sui generis di sapori. Specifico che è un cocktail assolutamente analcolico, dunque può essere consumato anche da chi non è abituato ad assumere liquori o bevande contenenti alcol. E’ un cocktail dai sapori agrumati, ma anche spiccatamente dolce. A renderlo tale, è la presenza del miele, che è un formidabile dolcificante naturale, e della cannella.

La componente agrumata è data dall’arancia, frutto dalle mille proprietà e non sufficientemente apprezzato. Riguardo all’arancia, si sottolinea spesso il contenuto di vitamina C, che in effetti è utile perché rafforza il sistema immunitario, ma non si rende onore con altrettanta attenzione agli altri elementi. Su tutti, i flavonoidi, importanti antiossidanti che intervengono in particolare sulla capacità di rigenerazione del tessuto connettivo. Stesso discorso per i terpeni, che agiscono in funzione antitumorale. Le arance, poi, contengono molto ferro e quantità elevate di potassio.

Il tutto è valorizzato da un apporto calorico molto basso, pari ad appena 34 kcal per 100 grammi. Quale tipologia di arancia utilizzare per questo cocktail? C’è solo l’imbarazzo della scelta, visto il numero di varietà che vengono coltivate (o importate) in Italia. Io consiglio comunque arance dal sapore non troppo aspro, e se possibili dolci. Le classiche clementine vanno benissimo, in quanto non contrastano il sapore spiccatamente dolce della cannella e del miele.

Il segreto di questo cocktail di olivello spinoso

Il segreto di questo succo, inteso come cocktail differente rispetto agli altri drink, è rappresentato dalle bacche di olivello spinoso. Queste bacche possono crescere in una grande varietà di habitat, persino nelle zone aride e ai margini dei deserti. La sua pianta, un arbusto particolarmente selvatico, si accontenta di poco: basta il sole e pochissima acqua. Le bacche di olivo spinoso, ad ogni modo, si presentano con una tonalità brillante, che va dal giallo all’arancione a seconda del grado di maturazione. Il sapore è particolare, spiccatamente acidulo, ma migliora notevolmente se addolcito con altri ingredienti. D’altronde, è proprio quello che accade in questo caso grazie alla presenza (abbastanza massiccia) del miele e della cannella.

Succo di olivello spinoso e arancia

Nonostante il gusto particolare, le bacche di olivello spinoso sono ingredienti preziosi. Sono infatti ricche di vitamine, e in particolare della vitamina A, C, K, E e le vitamine del gruppo B. Contengono gli acidi grassi omega tre, sei e nove, che impattano sull’organismo positivamente e a vari livelli. Le bacche di olivello spinoso si caratterizzano, inoltre, per la presenza di antiossidanti e per alcune proprietà particolari: proteggono il sistema cardiocircolatorio, stimolano le difese immunitarie e agevolano i processi metabolici. Infine, delle bacche di olivello spinoso si apprezzano le proprietà disintossicanti e depurative. Esistono svariate specie di olivello spinoso, quelle più preziose crescono (spontaneamente e non) in Grecia. Particolarmente pregiate sono le bacche provenienti da Meteore, una suggestiva località della Tessaglia, che si caratterizza per la presenza di antiche costruzioni realizzate sulle torri naturali di roccia.

Gli insospettabili benefici nutrizionali della cannella

La cannella gioca un ruolo fondamentale nella ricetta del succo di olivello spinoso e arancia. In primis, conferisce un tocco aromatico al drink, raro per questo genere di preparazione. Secondariamente dolcifica il succo in “collaborazione” con il miele, che in quanto a capacità dolcificante non è secondo a nessuno (zucchero compreso). Ma non è finita qui, oltre a essere una spezia gradevole al palato è anche un ingrediente dai mille benefici per l’organismo. Anzi, sotto un certo punto di vista, può essere considerato anche un alimento pseudo-terapeutico (come tante altre spezie del resto).

Cosa ha di particolare la cannella sotto il profilo nutrizionale? In primis è ricca di antiossidanti, i quali stimolano la rigenerazione cellulare e aiutano a prevenire il cancro. E’ anche un antiacido e in quanto tale è utile in caso di gastrite e colon irritabile. Secondo alcuni studi, poi, svolge un’attività neuroprotettiva, ovvero previene o ritarda lo sviluppo di malattie neurodegenerative. E’ stato dimostrato un certo impatto della cannella nei processi di assorbimento degli zuccheri, che la renderebbe un alimento pienamente compatibile con le esigenze dei diabetici. Infine, si segnalano proprietà digestive e blandamente antinfiammatorie.

Ecco la ricetta del succo di olivello spinoso e arancia:

Ingredienti per 4/6 persone:

  • 4 cucchiai di bacche di olivello spinoso delle Meteore;
  • 1 arancia;
  • 3 cucchiai di miele;
  • 1 stecca di cannella;
  • 1,5 lt. di acqua naturale.

Preparazione:

Per la preparazione del succo di olivello iniziate sciacquando le bacche sotto un getto di acqua fredda. Sbucciate l’arancia, poi versate la polpa nel bicchiere del mixer. Versate anche le bacche, poi azionate il frullatore fino a ottenere un succo omogeneo. Filtrate il succo attraverso un colino e versatelo in una caraffa, poi aggiungete un po’ di cannella, l’acqua che avete a disposizione e 3 cucchiai di miele. Mescolate per bene e servite.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


25-05-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
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