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Panna cotta alla lavanda, un dessert speciale

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Panna cotta alla lavanda

Panna cotta alla lavanda, un dessert profumato

La panna cotta alla lavanda è un dessert gustoso, dal gradevole impatto visivo, niente affatto pesante. E’ una ricetta tipica della Francia e nello specifico della Provenza. In quelle zone, infatti, la lavanda viene spesso utilizzata quale ingrediente culinario. La sua presenza rende questo dolce molto elegante, in grado di sprigionare un gradevole profumo e differenziarsi rispetto alle tante panne cotte che vengono prodotte in tutta Europa. Tra l’altro è anche molto semplice da preparare e non pone in essere grandi difficoltà, anche qualora non siate avvezzi alla preparazione di questo genere di dessert.

L’elemento caratteristico di questo dolce è appunto rappresentato dalla lavanda. In Italia non vanta una grande tradizione in cucina, piuttosto i suoi fiori vengono impiegati più come decorazione che come ingrediente. Eppure può dare molto anche in questo senso, l’importante è non esagerare con le dosi, non tanto per le controindicazioni (praticamente inesistenti) quanto piuttosto per il loro peso dal punto di vista gustativo. Se si utilizza troppa lavanda il rischio è che copra tutti gli altri sapori. In questa ricetta le dosi consigliate sono davvero minime, sufficienti ad insaporire in modo equilibrato e senza coprire. Vi consiglio di dare una chance a questo panna cotta alla lavanda, anche perché esercita numerose proprietà benefiche, tra cui quelle antispasmodiche e carminative.

Perché abbiamo utilizzato il fruttosio?

Il fruttosio, utilizzato nella panna cotta alla lavanda, è lo “zucchero” che si trova nella frutta. Molti di voi hanno approcciato al fruttosio magari per caso, perché lo hanno visto tra lo zucchero di canna e lo zucchero bianco all’interno dei bar. In effetti lo scopo del fruttosio è esattamente quello di dolcificare cibi e bevande. Ma perché utilizzare il fruttuoso piuttosto che lo zucchero semplice? Ebbene, i motivi sono numerosi. Il più importante è legato all’indice glicemico. A differenza dello zucchero, infatti, il fruttosio presenta un indice glicemico estremamente basso. Ciò significa che può essere consumato senza timori o  preoccupazioni anche da chi soffre di diabete. Questa caratteristica torna utile anche alle persone sane, in quanto gli alimenti con basso indice glicemico inibiscono il senso della fame.

Panna cotta alla lavanda

Per il resto il fruttosio si comporta esattamente come qualsiasi altro elemento dolcificante. Anche in questo caso il consiglio è quello di non esagerare, in quanto il sentore dolce gioca su delicati equilibri, soprattutto quando si tratta di valorizzare un dessert come la panna cotta alla lavanda. In questa ricetta il fruttosio va inserito quasi subito, non appena sono stati messi a scaldare la panna e il latte. C’è da dire, poi, che a differenza di altri dolcificanti (come il miele) il fruttosio non aggiunge niente in termini di gusto, dunque può essere considerato uno dei dolcificanti “perfetti “.

Quale latte usare per il nostro dessert?

Quando si parla di panna cotta, nello specifico di panna cotta alla lavanda, è sempre necessario fare un ragionamento sui latticini da utilizzare. In questo caso andrebbero utilizzati panna e latte intero, che in questo genere di preparazioni “performano meglio” rispetto alle varianti scremate. La presenza della panna e del latte stimola però un interrogativo circa la compatibilità di questa ricetta con i regimi dietetici degli intolleranti al lattosio. In effetti, in linea teorica, la panna cotta alla lavanda non potrebbe essere consumata da chi manifesta questo disturbo. Tuttavia il problema è possibilmente aggirabile, infatti è sufficiente sostituire la panna e il latte con analoghi delattosati, ovvero privi di lattosio.

Prodotti di questo tipo in genere non presentano differenze in termini di gusto e proprietà nutrizionali rispetto alle varianti normali. Il processo di rimozione lattosio, infatti, è tutto sommato naturale, in quanto prevede l’impiego dell’enzima lattasi (prodotto dal nostro organismo). Il procedimento, tra l’altro, non incide minimamente sul gusto, sicché le due tipologie di prodotto sono praticamente indistinguibili l’una dall’altra.

Ecco la ricetta della panna cotta alla lavanda:

Preparazione:

  • 200 gr. di panna liquida consentita,
  • 50 ml. di latte intero consentito,
  • 70 gr. di yogurt intero consentito,
  • 30 gr. di fruttosio,
  • 7 gr. di colla di pesce,
  • 1 cucchiaino e 4 spighette di fiori di lavanda,
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia.

Preparazione:

Per la preparazione della panna cotta alla lavanda prendete una grande ciotola e mescolate con cura il latte, la panna e lo yogurt. Aggiungete anche il fruttosio e aspettate che si sciolga. Poi mettete tutto in un pentolino, aggiungete i fiori di lavanda e accendete a fiamma moderata. Scaldate il composto (non fatelo bollire), poi spegnete e fate intiepidire. Nel frattempo immergete la colla di pesce in una ciotola con l’acqua fredda e fatela ammollare per almeno 10 minuti.

Terminato questo lasso di tempo, scolate e strizzate la colla di pesce, poi aggiungetela al composto di panna, latte e yogurt. Arricchite con l’essenza di vaniglia, poi mescolate con cura il tutto. Filtrate la crema così ottenuta e versatela in quattro ciotoline. Fatela riposare in frigo fino al momento del servizio (lasciatela almeno qualche ora). Prima di consumarla, versate qualche goccia di vaniglia e guarnite con un po’ di lavanda

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