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Gnocchi di taro e grano saraceno, variante sfiziosa

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

gnocchi di taro e grano saraceno
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (2 Recensioni)

Nel mondo della cucina, l’innovazione non conosce limiti, e la varietà di piatti che possiamo scoprire è infinita. Tra le tante creazioni culinarie, i gnocchi di taro e grano saraceno spiccano come una variazione intrigante e deliziosa.

Questa variante sfiziosa dei tradizionali gnocchi italiani offre un’esperienza gustativa unica e, inoltre, è senza glutine, rendendola un’opzione ideale per coloro che seguono una dieta senza glutine o desiderano semplicemente esplorare nuovi sapori e ingredienti.

In questo viaggio gastronomico, esploreremo la storia, la preparazione e il sapore irresistibile di questi gnocchi eclettici, che incantano i palati di chiunque desideri assaporare la diversità e l’innovazione nella cucina.

Ricetta Gnocchi di taro e grano saraceno

Preparazione Gnocchi di taro e grano saraceno

Per preparare gli gnocchi di taro e grano saraceno iniziate cuocendo il taro in acqua bollente per mezz’ora. Rimuovetene la buccia e schiacciateli usando lo schiacciapatate quando sono ancora molto caldi. In una ciotola versate la polpa di taro che avete ottenuto, la farina di grano saraceno ed un po’ di sale. Poi impastate fino a ritrovarvi con un impasto morbido ed elastico. Con questo impasto realizzare dei cordoncini, che poi tagliarete al massimo ogni 4 o 5 cm (devono essere lunghi quanto un pollice).

Per ottenere la forma desiderata, potete utilizzare un attrezzo apposito oppure utilizzare una semplice forchetta. Io personalmente apprezzo gli gnocchi di dimensioni molto piccole, ovviamente voi potete tagliarli come meglio credete (senza superare i 4 o i 5 cm). Gli gnocchi di taro e grano saraceno si cuociono come gli gnocchi normali, dunque bastano veramente pochi minuti (anche perché si tratta in fondo di “pasta” fresca).

Ingredienti Gnocchi di taro e grano saraceno

  • 550 gr. di taro
  • 150 gr. di farina di grano saraceno
  • q. b. di sale.

Cosa hanno di speciale gli gnocchi di taro e grano saraceno?

Gli gnocchi di taro e grano saraceno non sono semplici gnocchi. Potete notarlo dal nome che tradisce parzialmente la lista degli ingredienti, ma anche dalla foto, che rivela un impasto un po’ più scuro del solito. Gli elementi di diversità di questa preparazione vanno rintracciati appunto nella presenza del taro e del grano saraceno. Entrambi verranno approfonditi nei prossimi paragrafi. Tuttavia, se il grano saraceno è un alimento tutto sommato conosciuto, lo stesso non si può dire del taro, che è una specie di tubero che nasce dall’omonima pianta. Si tratta di un ingrediente da non sottovalutare sia come gusto che come caratteristiche nutritive.

Gli gnocchi di taro e grano saraceno sono difficili da fare? E’ una domanda più che legittima, almeno a giudicare dalle peculiarità della lista di ingredienti. In realtà, quella che vi propongo oggi è una ricetta alla portata di tutti, che non presenta grosse difficoltà. Il taro, infatti, si comporta praticamente come un qualsiasi tipo di patata, mentre il grano saraceno si comporta precisamente come tutte le altre farine (grosso modo). Già in questa fase però vorrei chiarire un aspetto: nella sezione “preparazione” vi suggerisco di creare degli gnocchi dalla lunghezza di un pollice. Tuttavia, nessuno vieta di prepararne di più grandi o di più piccoli. Occhio poi al tempo di cottura, che deve essere solo di qualche minuto.

La storia dei gnocchi: un viaggio culinario attraverso l’Italia

I gnocchi, quei deliziosi pezzi di pasta preparati con patate, farina e, talvolta, uova, sono un elemento iconico della cucina italiana. La loro storia affonda le radici nell’antichità e si è evoluta attraverso le regioni d’Italia nel corso dei secoli. Si ritiene che i primi gnocchi siano stati creati con ingredienti disponibili localmente, come il pane secco, e servivano come una soluzione economica per preparare pasti sostanziosi.

Con il tempo, le patate, importate dal Nuovo Mondo, sono diventate un ingrediente chiave per la preparazione dei gnocchi, portando a una versione più leggera e soffice di questa pasta. Oggi, i gnocchi sono celebrati in molte varianti regionali, da quelli di patate dell’Italia settentrionale ai gnocchi di semola del Sud. La loro storia è un viaggio culinario affascinante che riflette la ricchezza della tradizione gastronomica italiana.

Il detto “giovedì gnocchi”: Una tradizione con radici religiose

Il detto italiano “giovedì gnocchi, venerdì pesce” è una tradizione culinaria che affonda le sue radici nelle credenze religiose della popolazione italiana, principalmente di fede cattolica. La Chiesa cattolica tradizionalmente ha istituito il venerdì come giorno di astinenza dalla carne, specialmente durante la Quaresima e il Venerdì Santo, per commemorare la morte di Gesù Cristo. Di conseguenza, il giovedì, il giorno precedente al digiuno del venerdì, è diventato il momento perfetto per preparare piatti sostanziosi e gustosi che comprendevano i gnocchi.

Questo detto è ancora ampiamente seguito in molte famiglie italiane, che si riuniscono il giovedì per condividere un pasto di gnocchi fatti in casa prima di osservare l’astinenza dal consumo di carne il venerdì. È una tradizione culinaria che unisce la storia religiosa e gastronomica d’Italia, dimostrando come la cucina possa essere una parte fondamentale della cultura di un paese.

Cos’è il taro e quali sono le sue proprietà nutritive

Il vero protagonista di questi gnocchi “sui generis” è il taro. Si tratta di un tubero commestibile che ha origine dall’omonima pianta, la quale cresce e si sviluppa soprattutto nelle latitudini tropicali (sembra comunque essere originarie del sud est asiatico). Esteticamente è molto riconoscibile, la buccia è tra il marrone e l’arancione, mentre la polpa è biancastra con alcuni riflessi violacei. La polpa è morbida e leggermente farinosa, molto più che nelle classiche patate. Ricorda però queste ultime in quanto a sapore, per quanto si faccia apprezzare per i sentori più delicati.

gnocchi di taro e grano saraceno

Gli usi del taro sono i più disparati, sebbene anche da questo punto di vista possa essere paragonati alla classica patata. Del taro però stupiscono in particolare le proprietà nutritive. Il riferimento è all’apporto di sali minerali, e in particolare di ferro, manganese, zinco e potassio. Anzi, in termini di potassio, ha poco da invidiare persino alle banane. Ottimo è anche l’apporto di vitamine, e in particolare delle vitamine A, B6, C ed E. Presenta anche una buona quantità di antiossidanti, sostanze che rallentano l’invecchiamento cellulare, contrastano l’effetto dei radicali liberi e in linea di massima aiutano a prevenire le patologie a carico dell’apparato cardiovascolare.

Perché il grano saraceno è così buono?

Del grano saraceno si fa un gran parlare, oltre che nei nostri gnocchi di taro. Anzi, è presentato come una sorta di panacea e come la migliore alternativa al grano normale. Certo non siamo di fronte a un alimento miracoloso, ma ad una buona alternativa alla classica farina bianca. La sua presenza in questa ricetta è giustificata innanzitutto dalla volontà di rendere questa preparazione adatta anche ai celiaci e agli intolleranti al glutine, dal momento che non contiene questa sostanza, ma anche dalla volontà di conferire a questi gnocchi un sapore diverso dal solito. Questi obiettivi, va detto, sono raggiunti in pieno nella nostra ricetta.

Ora elenchiamo alcune caratteristiche nutrizionali importanti del grano saraceno. Il riferimento è all’indice glicemico estremamente basso, che ovviamente reca beneficio in particolare ai diabetici. Inoltre, vi è anche una straordinaria presenza di potassio, come di tanti altri sali minerali (calcio, fosforo e ferro in primis). Una peculiarità del grano saraceno è la quantità e la varietà di amminoacidi essenziali, come la lisina, la treonina e il triptofano, che tra le altre cose contribuiscono ad accelerare il metabolismo. Si segnala, infine, il grande apporto di vitamine, testimoniato dalla presenza di tantissime vitamine del gruppo B.

Ricette gnocchi ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (2 Recensioni)
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