Singapore Sling, il cocktail proveniente dall’Oriente

Singapore Sling, un ottimo alleato dell’aperitivo

Stanchi dei soliti cocktail? Provate a preparare il Singapore Sling, una bevanda alcolica con un secolo di vita ma che continua a sorprendere ancora oggi per il suo sapore. È il cocktail perfetto per accompagnare stuzzichini e snack da gustare prima di pranzo o di cena, in compagnia della famiglia o degli amici. È una bevanda un po’ più complessa da elaborare rispetto ad altre, ma con un po’ di pratica, diventerete dei veri esperti.

Gli ingredienti per preparare il Singapore Sling sono: gin, arpicot brandy, triple sec, succo di ananas, succo di limone, granatina e Angostura. Con un po’ di pazienza riuscirete a trovare questi ingredienti in un supermercato o in un negozio specializzato in alcolici. Se invece volete dare un’alternativa a chi è astemio o ai bambini durante l’aperitivo, potete preparare anche il cocktail analcolico zenzero e cannella o un succo di carote e tamarillo.

Le origini del Singapore Sling

Come il nome stesso suggerisce, il Singapore Sling è nato fra le strade di Singapore, più esattamente nel Long Bar dell’Hotel Raffles. Sembra che a preparalo per la prima volta, nel 1915, sia stato Ngiam Tong Boon, il barman cinese dell’hotel. Secondo alcuni, venne creato espressamente per essere un cocktail “femminile”, ossia per quelle donne che non amano le bevande eccessivamente alcoliche. Da lì il colore rosaceo. Inutile dire che i gusti vanno ben oltre il genere di ciascuno, e lo dimostrano i tantissimi turisti che ogni anno visitano l’Hotel Raffles per provare il Singapore Sling autentico.

Uno degli ingredienti principali di questo cocktail è il gin. Sappiate che questa bevanda alcolica a base di bacche di ginepro la inventò addirittura un dottore olandese nel XVII secolo…come medicinale. Come bevanda, invece, diventò molto popolare in Inghilterra, dove si trasformò in un prodotto molto comune e consumato. Il governo tassò e cercò di ridurre il consumo di questo prodotto per cercare di evitare le conseguenze negative a livello sociale, ma senza successo.

Gli altri ingredienti del Singapore Sling

Oltre al gin e al tocco acido e dolce dato rispettivamente dal succo di limone e dal succo di ananas, il Singapore Sling è composto anche dall’apricot brandy e dal triple sec. Il brandy è una bevanda alcolica largamente utilizzata anche per la creazione di tantissimi tipi di cocktail. In questo caso, useremo la versione aromatizzata alle albicocche. Anche il triple sec, è un ingrediente base nell’elaborazione di molti cocktail, ed è un liquore aromatizzato  all’arancia.

Per poter elaborare un Singapore Sling originale, mancano altri due ingredienti: la granatina e l’Angostura. La granatina è uno sciroppo a base di melagrana (granata, appunto) che viene utilizzata in questo caso per dare il caratteristico colore rosa/rosso al cocktail e per dare un sapore un po’ più dolce. L’Angostura, invece, conosciuta in spagnolo anche con il nome di “amargo de angostura”, è una bevanda alcolica con un sapore piuttosto amaro, visto che viene elaborata con spezie ed erbe.

Ed ecco la ricetta del Singapore Sling cocktail

Ingredienti

  • 3 cl di gin
  • 1,5 cl di apricot brandy
  • 0,75 di triple sec
  • 12 cl di succo di ananas
  • 1,5 di succo di limone
  • 1 cl di granatina
  • 1 goccia di Angostura 

Preparazione:

Spremete ananas e limone e filtrate i succhi.

Mettete del ghiaccio nello shaker e aggiungete i succhi. Versate il gin, il triple sec, l’apricot brandy e l’angostura.

Aggiungete un tocco di colore con un filo di granatina.

Agitate per 12 secondi con amore.

Versate in un bicchiere capiente come un highball o un old fashioned e decorate a piacere: ananas e ciliegina, menta e lime o un fiore.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

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