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Allergia nella biancheria intima, attenti alle intolleranze

Biancheria intima

I tre rischi che provengono dalla biancheria intima

Di norma non si pensa che la biancheria intima possa rappresentare un rischio per la pelle e, in generale, per le proprie condizioni di salute. Purtroppo la questione è più complessa di quanto si possa pensare e richiede un’attenzione particolare, se si intendono evitare spiacevoli inconvenienti di natura dermatologica e non. In sintesi sono tre i rischi che possono essere causati da una scelta non adeguata della biancheria intima. Il primo rischio è quello delle infezioni batteriche. Esso diventa molto alto, anzi quasi una “certezza” quando si compie l’errore di indossare biancheria intima non solo stretta, ma anche realizzata in tessuto poco traspirante. In questo caso la sudorazione aumenta, ristagna sulla pelle e fornisce le condizioni ideali per la proliferazione batterica, condizione necessaria per la comparsa di infezioni e allergie.

Gli effetti sulla cute dei fenomeni infettivi possono andare ben oltre una semplice dermatite allergica da contatto. Pruriti, rossori ed eczemi sono probabili, ma lo sono anche sintomi più sistemici. Il secondo rischio può essere considerato di lungo periodo, ma se possibile è ancora più grave. Sto parlando della presenza di sostanze chimiche tossiche all’interno dei tessuti. Il problema riguarda ovviamente i capi realizzati all’estero, dove le regole sono meno rigide. La prospettiva è quella di andare incontro, magari col tempo, a patologie gravi, sistemiche e persino oncologiche. C’è poi tutto il tema delle sostanze chimiche ufficialmente non tossiche, ma che possono provocare reazioni cutanee in alcune persone, come i coloranti più comuni. Un terzo rischio, infine, è rappresentato dalla presenza di oggetti metallici e riguarda in particolare gli allergici e gli intolleranti al nichel.

Biancheria intima e allergia al nichel, quali sono gli effetti indesiderati

La presenza di oggetti metallici in buona parte della biancheria intima, specie femminile (pensiamo ai reggiseni) impone una riflessione sull’impatto di questi capi di abbigliamento per chi soffre di allergia e sensibilità al nichel. Questa sostanza è presente un po’ dappertutto, persino nella frutta e nella verdura, e di certo si trova in molte componenti metalliche. Allo stesso tempo, la relativa allergia è una patologia diffusa, che costringe molti uomini e donne a convivere con sintomi scomodi e fastidiosi per la salute. Il fenomeno, dunque, ha un certo rilievo. Gli effetti dell’allergia al nichel sono soprattutto locali. Troviamo spesso eczemi tipici della dermatite allergica, che si formano nella zona a diretto contatto con la sostanza. Anche il prurito è una costante, e a volta può essere severo e quasi insopportabile. Troviamo anche rossore, bruciore e dolore.

Meno spesso (per fortuna) si assiste a sintomi sistemici, come malessere generale, mal di testa e difficoltà respiratorie. Questi sintomi sono condivisi anche da chi soffre di sensibilità al nichel. In questo caso, però, gli effetti sono generalmente più blandi e non insorgono sempre e comunque. Molto banalmente, i sensibili al nichel possono tollerare tale sostanza solo entro una certa soglia. La sensibilità al nichel si manifesta soprattutto in caso di assunzione del nichel, dunque mediante l’alimentazione, ma può coinvolgere anche il contatto. Dall’allergia al nichel non si può guarire, come accade per tutte le allergie del resto. Dalla sensibilità invece si può guarire solo in casi rari, ovvero quando è molto leggera. In ogni caso, è bene evitare qualsiasi contatto con questa sostanza, quindi occorre scegliere con raziocinio i capi di indossare, a partire dalla biancheria intima.

Biancheria intima

Alcuni consigli per scegliere la biancheria intima

Alla luce di quanto ho detto fin qui, possiamo individuare alcune semplici indicazioni per ridurre al massimo i rischi connessi all’allergia nella biancheria intima, siano essi dovuti a una condizione di allergia, sensibilità o semplice delicatezza della cute. Il primo consiglio è di evitare i capi di abbigliamento più stretti. Certo, in alcuni casi vengono preferiti in quanto capaci di slanciare la propria linea, ma possono essere pericolosi proprio in quanto poco traspiranti, a tal proposito fate attenzione all’allergia agli slip sintetici. La prospettiva è quella di sudare più del dovuto e contrarre infezioni batteriche se si usano tessuti o fibre sintetiche. Per lo stesso motivo è bene evitare specifici tessuti, che sono poco traspiranti per loro stessa natura. Un esempio è dato dalla seta, che genera degli ottimi effetti estetici ed è sinonimo di eleganza. Tuttavia, se a contatto continuo con la pelle può fare male, in questo caso si può avere anche l’allergia legata all’elastico delle mutande.

Un altro consiglio consiste nell’evitare capi di biancheria colorati. E’ forse il consiglio più difficile da seguire in quanto interferisce con scelte estetiche basilari. D’altronde, come colorati si intende anche il semplice nero. Il motivo è semplice: i colori sono ottenuti con sostanze chimiche, che possono fare male anche al di là di una loro tossicità conclamata.

Un focus sui tessuti GOTS

Per evitare qualsiasi forma di allergia nella biancheria intima, l’ideale sarebbe preferire modelli abbastanza larghi, comodi e soprattutto realizzati con tessuti naturali, non soggetti a sostanze chimiche. Gli esempi sono numerosi, dalla lana biologica al cotone bio, passando per il lino e per la canapa. Materiali “strani”, che possono far storcere il naso anche per il loro colore naturale, che vira ora sul bianco ora sul beige. Tuttavia, sono materiali che donano comfort e garantiscono sicurezza. E’ sempre un piacere indossarli, e la differenza si nota soprattutto durante le giornate più faticose e calde.

Come riconoscere un capi di biancheria intima “total bio”? Semplice, basta verificare la presenza del certificato GOTS, acronimo di Global Organic Textile Standard. In alternativa dovrebbe disporre del certificato OCS, Organic Content Standard. Questi certificati dimostrano che il capo è stato realizzato con fibre naturali e mediante agricoltura biologica. Si tratta a tutti gli effetti dell’unico modo per azzerare i problemi di cui ho parlato in precedenza e quindi evitare inconvenienti di natura dermatologica e sistemica.

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